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RIDE: modelli, circuiti e modalità di gioco

- La seconda puntata del nostro speciale dedicato al gioco Milestone. Oggi parliamo di moto, circuiti e come farli interagire
RIDE: modelli, circuiti e modalità di gioco

Vi abbiamo già parlato di RIDE, il gioco di simulazione motociclistica Milestone in uscita il prossimo 27 marzo. Nella prima puntata abbiamo analizzato il lavoro per simulare il comportamento delle moto presenti nel gioco, attraverso una modellizzazione della fisica relativa alla dinamica di una moto; stavolta passiamo ad argomenti (apparentemente) più frivoli, parlando dei modelli presenti e di come sono stati riprodotti nel gioco, dei percorsi – piste e tracciati stradali – e delle modalità di gioco che permettono di… far interagire i due elementi.

Come sono nate?

Come potete vedere dalle immagini le moto presenti – 114 modelli che spaziano dal 1987 al 2015 – sono state riprodotte con fedeltà stupefacente. Un lavoro impressionante, perché per ciascun modello è stato necessario procurarsi tutti i riferimenti dimensionali necessari acquisendo quante più informazioni possibili direttamente dai costruttori. In alcuni casi è stato possibile avere disegni al CAD, foto e diverse altre fonti, in altri si è reso necessario agire direttamente durante le fasi di “incontro con la moto”, ovvero quando i ragazzi di Milestone hanno acquisito le moto per la messa al banco e la registrazione del rumore di scarico.

Il gioco riproduce con la massima fedeltà l’intera struttura esterna della moto ma anche l’interfaccia con il pilota: nella visuale in soggettiva ogni moto propone al pilota il cruscotto realmente presente sul modello. Una precisione che in Milestone si sbilanciano fino a definire un’esperienza paragonabile ad un demo ride – attendiamo con ansia di toccare con mano e fare un confronto fra la realtà e la simulazione.

Tutti i modelli presenti nel gioco sono stati ricostruiti nei minimi dettagli
Tutti i modelli presenti nel gioco sono stati ricostruiti nei minimi dettagli

Una volta raccolti tutti i dati si passa alla modellazione 3D di ciascuna moto, un processo che richiede fra i 40 e i 50 giorni per esemplare, al termine del quale si lavora per definire nel dettaglio tutti i pezzi aftermarket disponibili. Avete capito bene: per la parte di personalizzazione della moto (ve ne parleremo nella terza puntata) ogni moto dispone di una serie di parti aftermarket – dagli scarichi di diverse case fino a parti estetiche come specchietti, leve, pedane – che sono state modellate su ciascuna moto secondo la realtà. Per capirci: ritroverete l’andamento di ciascuno scarico su ogni modello come avviene con i pezzi e le moto vere.

Le gomme? Anche per loro è stata prevista un elevato livello di fedeltà simulativa, anche se Milestone ha scelto di legarsi ad un solo produttore – Pirelli/Metzeler – riproducendo il comportamento dei loro pneumatici delle diverse tipologie.

Il numero di moto presenti nel gioco è inoltre destinato a salire, perché la dotazione iniziale verrà arricchita progressivamente grazie ai cosiddetti DLC (DownLoadable Content, contenuti scaricabili) che verranno resi disponibili mano a mano. In sostanza, ad intervalli più o meno regolari Milestone rilascerà altri modelli – si inizia dalle Yamaha YZF-R1 ed R1M – che potranno venire aggiunti al gioco.

I circuiti

Abbiamo parlato delle moto, ma tutto quanto detto sopra non sarebbe di alcuna rilevanza senza ambienti all’altezza su cui godersele. Ed è naturale che in Milestone non abbiano trascurato questo aspetto, procedendo a creare (o ricreare) tutta una serie di piste e percorsi stradali apposta per RIDE. Abbiamo detto ricreare non a caso, perché il progetto di cui vi stiamo parlando è stato l’occasione per aggiornare anche il portafoglio di piste già digitalizzate nella serie MotoGP per aumentarne la precisione simulativa in occasione della disponibilità di tecnologie più recenti ed efficaci.

I circuiti - qui Imola - sono stati riprodotti meticolosamente nell'andamento del tracciato e negli sfondi
I circuiti - qui Imola - sono stati riprodotti meticolosamente nell'andamento del tracciato e negli sfondi

Il team di sviluppo ha quindi ricreato partendo da zero i tracciati esistenti (alcune fra le piste di MotoGP e Superbike) e i percorsi stradali. Ove possibile (nella maggior parte dei casi) recandosi direttamente sul posto e campionando, grazie a strumentazione GPS messa a disposizione da Garmin, tutti i percorsi con dovizia di dettagli – altimetrie ed inclinazione compresi – ed incrociandoli con i file CAD messi a disposizione da alcuni dei circuiti.

In totale RIDE mette a disposizione dei giocatori 15 ambientazioni. Sette sono circuiti realmente esistenti, due sono tracciati cittadini (Milano, di cui vi abbiamo già parlato, e un’inedita Miami), cinque extraurbani e l’ultimo è una dragstrip ambientata sul lago salato di Bonneville. I tracciati non vengono utilizzati anche in senso inverso – un trucco spesso usato per aumentare artificialmente i percorsi disponibili – ma dove possibile sono state implementate diverse varianti.

Il modello di guida

Abbiamo parlato di simulazione (termine davanti a cui qualche purista storcerà il naso, ma lo invitiamo a proporci esempi di software effettivamente in grado di fare di meglio sulle due ruote) ma stiamo comunque parlando di un gioco, il cui obiettivo primario è quello di far divertire.

Anche nelle modalità più semplici la fisica resta di livello simulativo
Anche nelle modalità più semplici la fisica resta di livello simulativo

Perché sia possibile è fondamentale venire incontro alle capacità e alle esigenze dei giocatori, mettendoli in grado di godersi il gioco – se lo desiderano – senza troppi patemi d’animo, semplificando la guida della moto quasi a piacimento. Nel caso di RIDE, sottolinea con giusto orgoglio l’head of design Irvin Zonca, l’approccio ha privilegiato la fedeltà dell’esperienza pur offrendo tre diversi livelli (Standard, SemiPro e Pro) di difficoltà e realismo nella guida.

La scelta è stata infatti quella di mantenere inalterato il motore di gestione della fisica del gioco – in sostanza, la dinamica della moto resta invariata – applicando però diversi “filtri” che aumentino il margine d’errore e la tolleranza. In soldoni, se una frenata troppo forzata in inserimento, un’accelerazione senza criterio o un passaggio sull’erba vi manderanno inevitabilmente a gambe all’aria in modalità Pro, scendendo con il livello di fedeltà simulativa disporrete di una “zona grigia” sempre più ampia, permettendovi di imparare a portare al limite la moto virtuale con una progressione più lineare e meno frustrante rispetto ad approcci più “duri e puri” o in cui la fisica del mezzo viene stravolta nei vari passaggi di difficoltà.

Oltre a queste possibilità di “addolcimento” della fisica, potrete naturalmente attivare una serie di assistenze alla guida che peraltro ricalcano in buona parte quelle che vengono messe a disposizione dalle moderne gestioni elettroniche dei mezzi allo stato dell’arte: dall’ABS all’anti-impennata fino al controllo di trazione, tutti con diversi livelli di intervento. Purtroppo – lo abbiamo già detto – non si è potuto replicare il diverso comportamento delle elettroniche dei vari modelli. E al contrario, purtroppo o per fortuna nessuno ha ancora trovato ad implementare la frenata automatica sull’attuale produzione motociclistica.

Le modalità di gioco

RIDE propone naturalmente diverse modalità di gioco, che consentono al giocatore di farsi una sfida veloce (con una gara, una drag race oppure una sfida contro il cronometro o addirittura la modalità track day, dove vince chi supera più avversari in uno o più giri di pista), correre un campionato, farsi una sfida in rete (fino a 12 giocatori) o di entrare in un vero e proprio mondo virtuale – la modalità World Tour – che rappresenta il vero cuore di RIDE.

La prima moto accessibile ai giocatori è una naked
La prima moto accessibile ai giocatori è una naked

Nel World Tour i giocatori vivono nel gioco una vera e propria carriera motociclistica con la massima libertà ed una progressione non (necessariamente) lineare. Una volta scelta la prima moto in regalo, una naked, il giocatore può iniziare ad affrontare gare e sfide, guadagnando crediti virtuali con cui comprare i modelli che preferisce. Tutti i modelli e tutti gli eventi (o quasi) sono infatti disponibili fin da subito – basta avere i crediti necessari ed è possibile passare direttamente ad una supersportiva ed affrontare quindi gli eventi dedicati a quel tipo e livello di moto. La scelta sul come spendere i propri crediti è sempre del giocatore: potrà preparare la moto già in suo possesso per semplificarsi la vita nelle gare riservate a quel modello oppure, se si sente pronto (o semplicemente vuole a tutti i costi guidare la sua passione nel mondo di RIDE) acquistarne un’altra ed accedere ad altre gare.

L’unica eccezione sta negli eventi Elite, ovvero gare che vengono sbloccate solo quando il giocatore raggiunge un certo livello di “reputazione” all’interno del gioco. Eventi che frutteranno in premio moto particolari e non acquistabili, e comunque premi molto più consistenti di quelli normali.

RIDE presenta anche un aspetto “sociale” molto importante: potete infatti invitare i vostri amici a giocare con voi – non solo sfidandoli online, ma facendoli entrare nel vostro World Tour in veste di piloti (controllati dal computer) nella vostra squadra, che potranno aiutarvi a raggiungere più rapidamente guadagni maggiori negli eventi che lo prevedono. I vostri amici entreranno nel gioco portandosi dietro il loro garage e la loro esperienza – virtuale – e voi potrete sfruttare la loro crescita (maggior esperienza, velocità, ma anche moto più performanti) che verrà costantemente replicata all’interno del vostro World Tour seguendo i loro progressi.

Un tranquillo giro in moto con gli amici...
"Un tranquillo giro in moto con gli amici"...

Stuzzicati? Noi si. Ci restano poco meno di due settimane prima di poter giocare a RIDE. Nel frattempo, appuntamento a fra una settimana per l’ultima puntata del nostro percorso di avvicinamento. Ci resta da parlare delle possibilità di personalizzazione delle moto e dei contenuti scaricabili.

  • frenz11, Trento (TN)

    Andando a guardare il pelo nell'uovo: non è vero che le moto sono perfettamente riprodotte: ad esempio le piastre di sterzo sulla duke 690 r (che dovrebbero essere "full orange") sono metà arancioni e metà argento...per la verità molto fastidiose da guardare...eheheh comunque me lo prendo lo stesso :D
  • TonaZ, Milano (MI)

    Provata la Demo su Steam. Speravo meglio, ma non è male male.
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