Medio Oriente

MotoforPeace. Quando la solidarietà viaggia in moto

- Da Roma a Mersin e ritorno: arriverà fino in Anatolia la spedizione di MotoforPeace che ha appena lasciato la Capitale. Un viaggio per portare il segno tangibile della solidarietà a popolazioni esposte ai rischi dei conflitti e della violenza
MotoforPeace. Quando la solidarietà viaggia in moto

Partiti! Con la “benedizione” istituzionale rappresentata dal saluto ufficiale portato dal Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, i veicoli della spedizione di MotoforPeace 2012 hanno lasciato le austere architetture dei palazzi del centro di Roma, puntando i cursori dei navigatori satellitari verso il porto di Brindisi, da dove si imbarcheranno alla volta di Patrasso. Ha avuto quindi un prologo molto suggestivo, circondato dalla curiosità di romani e turisti, il nuovo ed impegnativo viaggio di MotoforPeace: denominato “Syrian Sirens from MotoForPeace”, ha lo scopo di donare tre ambulanze, colme di prezioso materiale sanitario e didattico, all’Ordine Carmelitano di Madre Maria Agnes della Croce che, dal suo monastero situato a San Giacomo a Qara - posto a circa 100 km a nord-est di Damasco - raccoglie profughi e bisognosi e cerca, come religiosa carmelitana, di difendere la religione cattolica e la pace interna, che un tempo regnava in Siria anche tra musulmani e cristiani.

Le moto fornite da Honda attrezzate per affrontare un percorso di oltre 5.000 km
Le moto fornite da Honda attrezzate per affrontare un percorso di oltre 5.000 km


Una colonna di moto Honda (la Casa nipponica ha fornito un indispensabile supporto tecnico, con 3 Crosstourer, 3 Transalp, 2 Africa Twin, tutte opportunamente attrezzate per superare tratti di strada in cui l’asfalto continua ad essere solo un’aspirazione), tre ambulanze, un veicolo 4x4, un furgone per l’assistenza tecnica: li aspetta un percorso di oltre 5.000 km e circa 30 giorni di durata, attraverso diverse nazioni di Europa ed Asia, per portare un messaggio di speranza e solidarietà a persone e territori da tempo non più abituati, purtroppo, a ritmi di vita tranquilli. Anzi, da quelle parti le giornate sono spesse scandite dal cupo risuonare delle esplosioni, dalle colonne di denso fumo nero degli incendi, dalla distruzione di case ed edifici, sui spesso si accompagnano sofferenze indicibili per la popolazione. Un contesto di cui, colpevolmente, dalle nostre parti si parla poco. Ora c’è l’occasione per riparare al torto, tornando a promuovere il dialogo, la solidarietà e contribuire a favorire i processi di pace tra i popoli.


Motore dell’iniziativa è la onlus MotoforPeace, costituita da appartenenti al Corpo della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e altre Polizie europee, nata con l’obiettivo di partecipare alla realizzazione di progetti di sviluppo locali, attraverso la sensibilizzazione della società civile e la raccolta di fondi necessari all’attuazione di questi programmi, cercando di diffondere la conoscenza delle diverse culture delle popolazioni del mondo e dei loro bisogni attraverso spedizioni motociclistiche. La bacheca di MotoforPeace è ricca di molte iniziative, in ogni angolo del globo: dopo il continente europeo (con la spedizione a Capo Nord in occasione del Giubileo 2000 ed in Kosovo a Pasqua 2001), le ruote delle moto hanno percorso il territorio asiatico (Roma – Pechino nel 2002; Sabra e Chatila nel 2006; Crossing China nel 2012), l’africano (Un ponte per l’Africa nel 2004; Africa nel Cuore nel 2009; Africa Sedicimila nel 2010, da Tunisi a Città del Capo) e l’americano (con Sudamericando del 2007, dal Venezuela alla Patagonia). Ora MotoforPeace ha scelto di promuovere la solidarietà ancora una volta in Medio Oriente, scelta alternativa rispetto alla già prevista missione “African Sirens from MotoforPeace”, che non ha avuto più luogo per motivi di sicurezza, come da indicazioni del Ministero degli Affari Esteri.


Gli intrepidi viaggiatori di MotoforPeace, tutti appartenenti a corpi dello Stato, sono motociclisti appassionati entusiasti di qual che fanno: non esitano ad utilizzare i loro giorni di ferie per compiere il viaggio, lo autofinanziano, provvedono essi stessi a comprare quel che serve, in modo disinteressato ed autentico. Il volto pulito delle forze dell’Ordine, quello che più ci piace e che vorremmo fosse sempre protagonista. Al fianco dei componenti di MotoforPeace, a protezione e a garanzia di tutta la missione, è presente il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, per assistenza in ordine alla sicurezza dei partecipanti ed al coordinamento degli incontri con rappresentanti delle polizie locali, attraverso il canale Interpol. La manifestazione è stata realizzata in collaborazione con il Comitato Locale della Croce Rossa di Voghera. Sarà possibile seguire lo svolgimento del “Syrian Sirens from MotoForPeace” in tempo reale, grazie agli aggiornamenti costanti previsti sul sito internet www.motoforpeace.it

 

  • dino.lepore, Roma (RM)

    Africa Twin

    in effetti i regolatori di tensione sono stati collocati fronte marcia, per raffreddare meglio, e sono state montate delle pompe a depressione francesi (a seguito quelle originali). Le Africa sono inaffondabili, ma nel 2010 abbiamo percorso 17000 km circa da Tunisi a Città del Capo con le Transalp 700 senza che nessuna , dico nessuna, abbia avuto il minimo problema. Quindi direi: vediamo i Crosstourer!!!!
    Dino MfP
  • Massimo Bosco, Chioggia (VE)

    Honda Africa Twin

    Scomettiamo che se hanno pompa benzina nuove e regolatori di tensione nuovi saranno le uniche ad arrivare senza problemi...
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