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C'è una contraddizione sempre più difficile da ignorare per chi viaggia in moto o in auto lungo le strade italiane: il prezzo del petrolio scende, ma quello alla pompa continua a salire. Nelle ultime ore, il Brent è scivolato sotto la soglia dei 90 dollari al barile — complice la dichiarazione del presidente americano Donald Trump sulla guerra "quasi finita" — eppure i prezzi consigliati dai principali marchi distributori hanno fatto segnare nuovi rincari. Una forbice sempre più larga tra mercato internazionale e portafoglio degli utenti della strada, che pesa soprattutto su chi percorre centinaia di chilometri al giorno.
Secondo le rilevazioni della Staffetta Quotidiana, aggiornate nella mattinata del 9 marzo su circa 20.000 impianti e comunicate all'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di tre quelli del gasolio. Ancora più marcato il rialzo di IP: sei centesimi sulla benzina e addirittura dodici sul gasolio. Incrementi che, avverte la Staffetta, si rifletteranno già dai prossimi giorni sui prezzi medi praticati alla pompa.
Ecco la fotografia aggiornata dei prezzi medi rilevati su scala nazionale, tra rete ordinaria e autostrade:
Rete ordinaria
Autostrade
Per chi percorre frequentemente le autostrade italiane il colpo al portafoglio è immediato e tangibile.
A lanciare l'allarme più acceso è il Codacons, l'associazione di consumatori che da giorni monitora sistematicamente l'andamento dei prezzi lungo la rete autostradale italiana. Sulla base dei dati comunicati dai gestori al Mimit, l'associazione ha rilevato situazioni particolarmente critiche su alcune delle arterie più trafficate del Paese.
Sul tratto autostradale A4 Milano-Brescia, il gasolio servito ha raggiunto i 2,654 euro al litro (con la benzina a 2,429 euro). Sulla A21 Torino-Piacenza si tocca quota 2,639 euro/litro per il diesel, mentre sulla diramazione A8/A26 si arriva a 2,614 euro/litro e sulla A13 Bologna-Padova a 2,609 euro/litro. Numeri che, secondo il Codacons, non lasciano spazio all'interpretazione: la soglia psicologica dei 2,6 euro al litro per il gasolio servito in autostrada è stata ampiamente superata.
Non si tratta di episodi isolati: numerosi distributori autostradali vendono il gasolio a prezzi abbondantemente superiori ai 2,5 euro al litro, mentre sulla rete stradale ordinaria il diesel al self service ha già superato i 2 euro al litro in quasi tutta Italia.
Di fronte a questi numeri, il Codacons non usa mezze parole e chiede un'azione immediata dell'esecutivo. La proposta è concreta: attivare lo strumento delle accise mobili, riducendole di almeno 15 centesimi di euro al litro per contenere l'impatto sui consumatori. Senza un intervento urgente, avverte l'associazione, il rischio è quello di una "catastrofe economica paragonabile a quella causata dalla pandemia Covid".
Il quadro che emerge è quello di un mercato in bilico. Il calo del greggio potrebbe teoricamente aprire la strada a una discesa dei prezzi alla pompa, ma i tempi di trasmissione tra mercato internazionale e distributori italiani sono storicamente lenti al ribasso e rapidi al rialzo. Molto dipenderà dall'evoluzione del contesto geopolitico — a partire dall'esito del conflitto in Ucraina, che Trump ha definito in via di risoluzione — e dalle decisioni dell'Opec+ sui livelli di produzione.
Nel frattempo, gli occhi sono puntati su Roma: la pressione delle associazioni dei consumatori è forte, e le prossime settimane diranno se il governo sceglierà la strada dell'intervento diretto o quella dell'attesa. Per automobilisti e motociclisti italiani, ogni centesimo conta.
Fonte: Rai News, Staffetta Quotidiana, Osservatorio prezzi Mimit, Codacons – dati rilevati il 9 marzo su circa 20.000 impianti