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Ci sono due tipi di possessori di Vespa PX. Quelli che la tengono originale, lucidano le cromature la domenica mattina e parlano di “fascino senza tempo”.
E poi ci sono quelli che sentono la parola Polini e iniziano immediatamente a cercare un carburatore da 30.
Ecco, questo articolo è decisamente per i secondi.
Perché Polini ha appena presentato una nuova generazione di carter motore per Vespa PX 125, 150 e PX 200 E che non è il classico aggiornamento “di contorno”.
Qui siamo davanti a un progetto completamente ripensato, sviluppato per chi vuole costruire una Vespa seria. Molto seria.
Addio valvola rotante, benvenuto pacco lamellare. La novità più grossa è probabilmente questa. Polini manda in pensione il classico sistema a valvola rotante e passa a un’alimentazione lamellare a lamella piatta.
Tradotto in linguaggio umano: meno problemi di tenuta, carburazione più stabile e molta più libertà quando si inizia a fare sul serio con le elaborazioni.
E infatti questi carter nascono già pensando a configurazioni più estreme, con possibilità di montare carburatori da 28 o 30 mm e pacchi lamellari racing dedicati.
Per chi vuole esagerare ancora di più, Polini propone anche il pacco lamellare racing a cuspide con collettore specifico. Insomma, qui nessuno sta pensando alla “elaborazioncina tranquilla”.
La parte interessante è che Polini non si è limitata a fare due sacche travaso più grosse e via andare. Questi carter sono stati completamente riprogettati anche dal punto di vista strutturale.
Troviamo supporti rinforzati, nuove geometrie del forcellone, zona cambio irrigidita, superfici di appoggio maggiorate e persino simulazioni CFD sui flussi interni per migliorare fluidodinamica e rendimento. Sì, avete letto bene: CFD su un carter Vespa.
Chiunque abbia iniziato a elaborare pesantemente una PX sa che a un certo punto il motore originale inizia a mandare segnali abbastanza chiari del tipo: “Guarda che io ero nato per andare a 80 all’ora, non per questa follia.”
Polini evidentemente conosce bene il problema. Per questo troviamo:
Tutte modifiche che puntano dritte a una cosa: affidabilità.
Perché fare cavalli è bello. Ma farli senza sbriciolare il motore dopo tre tirate è decisamente meglio.
Altro dettaglio interessante: i carter vengono numerati e accoppiati in fase di lavorazione.
Una roba che può sembrare da malati di precisione — e forse lo è — ma che permette di ottenere allineamenti migliori, planarità più accurate e una qualità generale decisamente superiore.
Anche i materiali non scherzano: alluminio Al Si10 Mg T6, fusione in conchiglia e trattamento termico dedicato.
In pratica Polini ha preso il concetto di carter Vespa e l’ha trascinato nel 2026.
Stradale o racing? Decidi tu. La cosa bella è che questi carter non nascono solo per chi vuole fare il tempo in pista. Possono essere la base perfetta anche per una PX stradale fatta bene, affidabile, moderna e molto più godibile rispetto alle configurazioni tradizionali.
I nuovi carter motore Polini sono disponibili in due varianti:
Entrambi rigorosamente 100% Made in Italy.