L'Editoriale di Nico

Nico Cereghini: “Tu cadi e io ti multo”

- Uno scooterista cade a causa del pavè sconnesso e dei binari del tram e il Comune lo multa. Occhio: se passa questa interpretazione dell’articolo 141 siamo tutti fritti
Nico Cereghini: “Tu cadi e io ti multo”

Ciao a tutti! Leggo sul Corriere che un milanese, un prof in pensione che si muoveva con lo scooter, è caduto, si potrebbe dire, due volte in una: prima dal suo SH Honda rompendosi un braccio, poi nelle sgrinfie del Comune. Che gli ha appioppato una multa con l’obiettivo, forse, “di cautelarsi e magari evitare che io faccia causa per la condizione della strada”, come suggerisce lo stesso malcapitato.


Binari del tram, blocchi di pavé sconnessi (molto sconnessi, conosco bene l’incrocio nel centro di Milano): per aggirare un’automobile mal parcheggiata, il professore è costretto a spostarsi sulla sinistra tagliando i binari. Va adagio (“meno di trenta all’ora, ho i testimoni che mi hanno aiutato in vari modi”), ma la pavimentazione dissestata e il binario sporgente provocano la caduta. Un passante solleva lo scooter, arrivano i vigili, il ferito racconta l’accaduto, lo caricano sull’ambulanza, all’ospedale gli viene diagnosticata la frattura della testa dell’omero. Quaranta giorni dopo, ecco la notifica della multa per aver violato l’articolo 141 del codice della strada, quello che regola la velocità. Sul verbale si legge: “perché non era in grado di compiere manovre di sicurezza ed evitare ostacoli prevedibili”. Euro 39,34 purché venga estinta entro cinque giorni.


Sembra che la stessa cosa, o qualcosa di molto simile, sia già successa a Rovigo, a Scandicci e chissà dove altro. Capito la manfrina? Un motociclista cade per causa/complicità del cattivo stato della strada, il Comune gli appioppa l’articolo 141 e così si mette al riparo. Perché l’articolo si presta a molte interpretazioni: nelle intenzioni dovrebbe definire quali sono gli obblighi per regolare la velocità del veicolo e così salvaguardare gli altri utenti, i pedoni, i bambini che vanno a scuola, le cose materiali eccetera; ma poi al comma 2 recita che “il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo, essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie ecc ecc… specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.


Tutto è molto generico e le interpretazioni possono essere varie, ma salta all’occhio che una buca non dovrebbe rappresentare un “ostacolo prevedibile”, a meno che non si tratti di una voragine ben segnalata. Di prevedibile c’è soltanto che, se nessuno la ripara, finisce male. Per la nostra esperienza quotidiana, al contrario, le buche di città di solito sono invisibili fino all’ultimo istante, sono mascherate dai binari o dai blocchi del pavé, nel traffico sono spesso coperte dai veicoli che ci precedono, e anche guidando con attenzione ci finisci dentro senza nemmeno poter frenare. Se prendiamo per buona la contestazione al professore, la Polizia Municipale vuole dirti: “non hai visto la buca? Male, dovresti immaginare che ci possa essere una buca qua o là, anzi dovresti proprio prevederlo, e devi essere in grado di fermarti in tempo per non finirci dentro!”. Il prof farà ricorso, speriamo che lo vinca e ci si possa un pochino rassicurare…

Tu cadi e io ti multo
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Commenti

  • thedoc62, Napoli (NA)

    "E' esattamente come dice Marco.Triple.
    Guarda cosa hanno fatto e stanno continuando a fare con la sigarette elettroniche.
    Essendo diminuito il gettito dalle tradizionali hanno pensato di andare a mungere chi è passato alla sigaretta elettronica che sarà vero che bene non fa, ma come disse anche Veronesi non è nemmeno paragonabile alle tradizionali come tossicità.
    E d'altra parte non è che viviamo in posti in cui si respiri aria di montagna.
    Quando hanno fatto le misurazioni per determinare l'equivalenza tra ml di liquido e sigarette tradizionali per determinare la tassa, i produttori hanno mosso l'obbiezione che non si sarebbe dovuto tassare i liquidi senza nicotina, ma la risposta è stata "ma poi tutti passerebbero a quelli senza nicotina"!
    Segno che non c'è nessuna intenzione di tutelare la salute, ma solo di andare a fare cassa."
    Aggiungo a questo commento dell'amico Pippolone di Roma qualche dettaglio recente che mi viene dall'esperienza di pneumologo.
    Sappiate che lo stato italiano ha messo sulle sigarette elettroniche, anche quelle con liquido PRIVO di nicotina, le stesse tasse della sigaretta tradizionale; ha inoltre vietato la vendita libera su internet delle sigarette elettroniche (e questa forse è l'unica norma condivisibile). Nel frattempo però ha ridotto del 50% le tasse sul tabacco da RISCALDAMENTO, che guardacaso è quello che la Philip Morris prepara per le sue sigarettine IQUOS nel moderno stabilimento da mezzo miliardo di euro impiantato il Emilia Romagna. L'organismo che emesso tale sentenza, rigettando un sacrosanto ricorso dei distributori di sigarette elettroniche e relativi liquidi, era diretto da Giuliano Amato (no comment) ed ha pontificato che siccome tali articoli sono di uso voluttuario, si presume che produttori e consumatori siano nella disponibilità di pagare tasse su di essi, tasse che il legislatore può imporre a suo piacimento. Oltretutto la sigaretta elettronica potrebbe indurre abitudine al fumo anche in chi (magari un minore, che però non dovrebbe poterla comprare, ESATTAMENTE come le sigarette tradizionali....)non aveva mai fumato alcunchè. Sull'affermazione ulteriore che con i denari recuperati da tale tassa assurda e dalle mancate vendite "abusive" internettiane si metteranno in atto misure di prevenzione e cura per i fumatori, permettetemi di ululare il mio scetticismo.......la sigaretta elettronica non è innocua, non ci piove, ma è INFINITAMENTE meno dannosa di quella tradizionale. Ovviamente sarebbe meglio che nessuno iniziasse a fumare, nè sigarette nè canne nè pipa nè sigaro, e che tutti i fumatori smettessero, ma non sempre ciò è possibile nè tamtomeno immediato. Chi fuma da tempo, molto e con piacere e non ha intenzione di smettere, dovrebbe essere indirizzato almeno a provare tale device, se non ha intenzione di rivolgersi ad un ambulatorio per la disassuefazione dal tabacco. Ci sarebbe un immediato ritorno in termini di danno alla salute, farmaci utilizzati e giorni di lavoro persi (con relativo risparmio di risorse). Lo diceva anche la buonanima di Veronesi, che non era certo un dilettante allo sbaraglio o un creatore di fake news............
  • fulminato1877, Cervia (RA)

    mi viene da dire che allora questo giochino vale anche per le automobili perchè tanti perdono il controllo del proprio mezzo magari in condizioni di viscido,ghiaccio ecc. quindi cominciate a fare le multe anche agli automobilisti poi vediamo che qualche categoria insorge!!! perchè i motociclisti sono poco ascoltati e poco difesi !!!
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