Storie di concessionari. "Ho scoperto la mia strada in India"

Storie di concessionari. "Ho scoperto la mia strada in India"
Dietro le vetrine dei nostri concessionari si nasconde sempre una passione smisurata per la moto. Passione che per loro è diventata anche un lavoro. Marco Mazzoleni racconta come la sua sia nata lontano, in India
18 giugno 2012


Tutto ebbe inizio quando mia moglie mi propose di fare un viaggio in India. Non sopportando il caldo, la cosa non mi entusiasmò più di tanto, comunque, decidemmo di partire per questa misteriosa terra. Fu così che mi ritrovai a nuova Delhi in un caldo torrido, avvolto dai colori sgargianti di una città caotica e congestionata da un traffico disordinato di veicoli e pedoni!

Da subito però notai che il traffico era composto anche da una moltitudine di motociclette Royal Enfield da me conosciute, ma mai in modo diretto. Quale occasione migliore di questa? Da buon appassionato di tutto ciò che si muove su due ruote, proposi alla mia signora di noleggiarne una. Così, a bordo di una Bullet 350 che “profumava” di storia e immerso nel coloratissimo traffico urbano di Delhi, dovetti fare i conti con i comandi invertiti (cambio dx freno sx), oltre a dover tenere la sinistra, cosà alquanto strana per le mie abitudini, e per il mio cervello che rifiutava tale condizione.

Rimasi colpito non tanto per trovarmi in terra straniera, o per quanto mi circondava, ma dal feeling che questa Bullet mi trasmetteva nel portarmi a passeggio, facendomi sentire “uno di loro”. Sembrava fosse stata la mia

Sembrava fosse stata la mia moto da sempre, rimasta ad aspettarmi da sempre!

moto da sempre, rimasta ad aspettarmi da sempre.
Purtroppo i tre giorni di permanenza a Delhi finirono e proseguii il pianificato itenerario assieme alla mia dolce metà.


La visita si prospettò davvero interessante e ricca di sensazioni, attraverso panorami incredibili, oltre all'estrema disponibilità di un popolo economicamente povero ma, altrattanto ricco di spiritualità e profondi valori a noi ancora sconosciuti.
Ogni giorno che vedevo e ammiravo cose nuove, sapori nuovi, esperienze nuove, immancabilmente il ricordo cadeva sulla Bullet che avevo “tradito” lasciandola a Dheli.


Rientrato in Italia erano chiarissime le sensazioni che la Bullet mi aveva trasmesso; di certo sarei stato in più in difficoltà se avessi dovuto raccontare agli amici i dettagli di quanto vissuto in quello splendido viaggio!
Una volta tornati a casa, decidemmo di invitare un gruppo di nostri amici e mostrare loro le fotografie dell'India.
Così ci ritrovammo circondati dai nostri amici, i quali mi chiedevano come fosse stato il viaggio e, mentre le nostre consorti parlavano di cucina indiana e del modo di vestire orientale, il discorso “tra uomini” ricadeva sempre sulla Bullet. Come se avessi fatto 9.000 km solo per riportare delle sensazioni ottenute alla guida di questa motocicletta.


Purtroppo il pensiero di quella Royal Enfield si accaniva dentro, senza lasciarmi tregua, allontanandomi da qualsiasi altra cosa, ad esclusione di quelle sensazioni che solo con “lei” avevo provato.
Sì: ero irrimediabilmente segnato nell'anima e dovevo fare qualcosa.
Dovevo trovare una cura per questa nuova e piacevole “malattia”. Già, ma cosa? Andare a vivere in India?
No! Il rimedio fu meno drastico ma altrettanto efficace: bisognava far conoscere queste moto anche ai miei concittadini e possibilmente contagiarli con questa malattia, potendo offrire loro anche la giusta cura.

Ecco allora che l'idea di aprire una concessionaria Royal Enfield in Milano prese forma. E' così, che oggi in Via G.B. Cassinis 3, è possibile ammalarsi di questa piacevole “malattia” dove l'unico rimedio è macinare chilometri in sella ad una Royal Enfield capace di trasmettere emozioni, anche da ferma!

Solo cavalcandola capirai che il tempo ha una dimensione diversa da quella che hai sempre considerato come unica dimensione.
Benché circa 9.000 km mi separino da lei, questi non potranno mai farmi dimenticare quelle commoventi emozioni che ancora vivono in me, e che oggi Royal Enfield Milano vuole riproporre alla sua clientela.

Marco Mazzoleni

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