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A novembre si prederà una decisione: toglierle o lasciarle? La strada che unisce Zella-Mehlis a Oberhof, nella Turingia meridionale, attrae da sempre chi ama piegare in moto, ma 19 incidenti e due morti nel biennio 2023-2024 hanno spinto l’amministrazione locale, un anno fa, ad installare in sette punti critici delle strisce arancioni in plastica alte due centimetri. L’obiettivo: far vibrare i veicoli e fare rumore per destare l’attenzione di chi corre troppo, senza dover piazzare veri dossi.
HDMotori scrive che a distanza di mesi questa soluzione si sta rivelando un disastro. Come documentato dall’emittente tedesca MDR, i motociclisti non hanno affatto rallentato, anzi: c’è chi ha ammesso senza troppi giri di parole di usare quelle strisce arancioni come riferimento per stabilire esattamente dove iniziare la frenata prima di impostare la piega. Nel frattempo gli automobilisti presi di sorpresa tirano “inchiodate" improvvise proprio sopra le bande, creando pericoli e tamponamenti che prima non s’erano mai visti su quel tratto.
A pagare il prezzo più alto sono i residenti, costretti a convivere con un frastuono continuo a ogni passaggio di veicolo. E chi con i mezzi ci lavora, come Volker Gröschel, che gestisce la flotta di autobus di linea della zona e ha accumulato migliaia di euro di danni ai suoi mezzi, distrutti dalle continue sollecitazioni meccaniche. La rabbia è tale che la questione è finita dritta al consiglio comunale di Oberhof, dove in molti spingono per strappare via tutto. La decisione finale è stata rimandata a novembre, quando si esprimerà la commissione incidenti del distretto.
Il colmo è che nessuno sa se questo sistema sia servito davvero a qualcosa. La polizia ha già fatto sapere che i dati ufficiali sui sinistri non saranno pronti prima di fine ottobre. In sostanza, si sta discutendo di smantellare un’opera senza nemmeno sapere se abbia evitato incidenti con feriti e vittime.