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Per la prima volta dal 2021, il bilancio delle vittime della strada in Italia scende sotto la soglia psicologica dei tremila decessi. È il dato più significativo che emerge dal Rapporto ACI-Istat sugli incidenti stradali nelle 107 province italiane, che traccia un quadro a due velocità: se da un lato cala la mortalità complessiva, dall'altro crescono il numero totale dei sinistri e i decessi legati alla micromobilità elettrica e alle biciclette.
Sulle strade italiane si sono contati 177.207 incidenti con lesioni (+2,2% rispetto all'anno precedente), che hanno provocato 2.868 morti (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). La media quotidiana resta pesante: ogni giorno si verificano circa 485 incidenti, con quasi 8 vittime e oltre 650 feriti.
Come evidenziato dal presidente dell'ACI, Geronimo La Russa, la diminuzione delle vittime rappresenta un segnale incoraggiante verso il traguardo europeo di dimezzare i morti entro il 2030 (rispetto al 2019), anche se la riduzione complessiva a livello nazionale (-9,6% sul 2019) procede ancora a rilento e mostra profonde disuguaglianze geografiche.
La mappa del rischio: province virtuose e maglie nere
Il confronto con il 2019 vede 57 province su 107 registrare un calo delle vittime, mentre in 41 il dato è peggiorato.
Target 2030 già centrato: Sono 7 le province che hanno già dimezzato le vittime rispetto al 2019: Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena.
Le più distanti dall'obiettivo: Forte incremento percentuale di decessi per Aosta, Oristano e Barletta-Andria-Trani.
I migliori progressi nell'ultimo anno (valori assoluti): Spiccano i cali di Treviso (-29 morti), Perugia (-26) e Napoli (-20). A livello regionale guidano la svolta positiva Puglia (-51), Lombardia (-36) e Umbria (-26).
I peggioramenti più marcati: Incrementi pesanti a Torino (+17), Macerata (+14) e Catania (+10). La Sicilia è la regione con il peggior bilancio rispetto al 2019 (+33 vittime, guidata da Palermo a +20), mentre su base annua i rialzi regionali maggiori toccano a Piemonte (+27) e Marche (+13).
L'indice di mortalità medio nazionale è di 16,2 decessi ogni 1.000 incidenti. Se realtà come Milano, Monza, Genova e Prato restano sotto i 10 morti per mille sinistri, ben 12 province registrano valori più che doppi rispetto alla media, con le criticità maggiori a Nuoro (52,8), Sud Sardegna (51,7) e Benevento (50,2).
Allarme mobilità dolce: impennata per bici ed e-bike
Il rapporto evidenzia una netta spaccatura tra chi si sposta a piedi e chi sceglie le due ruote leggere:
Pedoni: Registrano un calo del 10,9% (419 decessi totali). La maglia nera spetta a Roma con 48 vittime (seppur in calo del 26%), seguita da Milano (18), Torino (16) e Napoli (15).
Biciclette tradizionali ed elettriche: Si registra un brusco aumento delle vittime tra i ciclisti (228 morti, +23,2%). A preoccupare è soprattutto il balzo delle e-bike (+50%), con 30 decessi. I picchi provinciali si concentrano a Roma (14 vittime), Modena (9) e Latina (8).
Monopattini elettrici: Le vittime salgono a 25 (+8,7%), concentrate principalmente nelle aree metropolitane di Roma e Torino (3 ciascuna), Milano, Caltanissetta e Messina (2).