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I paninari, un fenomeno tutto italiano nato nei primissimi anni Ottanta a Milano, Al Panino di piazza Liberty e poi al Boorgy di piazza San Babila. Diventarono famosi grazie ai fumetti e soprattutto al Drive In, con la caricatura di Enzo Braschi. “Erano quelli -r acconta Verdoia - che d’estate portavano le scarpe senza i lacci, gli occhiali Rayban, il giubbino Monclair arrotolato, le Timberland con la calza a rombi in vista. Avevano le felpe Best Company, dovevano avere il segno del pedalino delle marce sulla scarpa, si sentivano cow boy con gli stivali Durango e la cintura di El Charro, i più facoltosi con lo Winchester al polso. La moto per loro era il ferro e il Castrol TTS , il guanto in pelle gialla come il netturbino.
Ramon Verdoia è “il Paninaro”: seguitissimo sui social, custode della memoria di quei ragazzi, oggi uomini fatti ma pieni di nostalgia. La sua casa è un museo, il suo garage è pieno di 125, la sua giornata è scandita dal racconto della sua epoca. Un fiume in piena, quando racconta i Paninari.