Le Belle di Moto.it: Cagiva Elefant 900 Marathon

Le Belle di Moto.it: Cagiva Elefant 900 Marathon
Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
Una rara versione “homologation special” della bicilindrica da deserto varesina, con ciclistica e propulsore più raffinati ed evocativa livrea Lucky Explorer
  • Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
18 settembre 2014

E’ vero che i grandi Rally hanno goduto del massimo momento di popolarità nella seconda metà degli anni 80, ma anche nella decade successiva le gare africane hanno influenzato profondamente la produzione di serie pur nel contesto di quella progressiva stradalizzazione che ha dato origine alle maxienduro come le conosciamo oggi.

Una delle maggiori protagoniste del segmento è stata senza dubbio la Cagiva Elefant, nata 750 negli anni 80 e cresciuta successivamente fino al limite dei 900 centimetri cubici. Spinta dal poderoso bicilindrico Ducati, allo stesso tempo croce e delizia delle moto ufficiali alla Dakar (regolarmente le più veloci, ma afflitte da problemi di consumi ed usura degli pneumatici), la Elefant entra nella maturità con la versione 900 inizialmente proposto però nella raffinatissima versione IE – ad iniezione elettronica, appunto – affascinante ma troppo costosa.

Nel 1993 il gruppo varesino corregge il tiro e produce la 900AC, con alimentazione a carburatori e diversi downgrade tecnici che, pur diminuendone prestigio e fascino la rendono molto meno costosa e dunque maggiormente appetibile sul mercato.  Il propulsore è il nuovo Ducati da 904 cc (quello che spinge il Monster 900, per capirci, che sostituisce quello mutuato dalla Paso 907) con cambio a sei rapporti ed alimentazione affidata a due Mikuni BST a depressione. L’erogazione viene addolcita grazie a valvole ridotte nel diametro – le stesse che verranno successivamente impiegate sulla M900 – guidate da un diagramma meno spinto.

La ciclistica perde diversi particolari di pregio, a partire dal mono Ohlins sostituito da un’unità Boge e dalla forcella Marzocchi Magnum con steli da 45 mm che passa il testimone ad una Showa. L’impianto frenante vede una riduzione del diametro dei dischi e il passaggio da pinze Nissin a quattro pistoncini alle Brembo flottanti a due pistoncini.

Una Marathon allestita per le gare dal team CH
Una Marathon allestita per le gare dal team CH

Gli appassionati più facoltosi, però, festeggiarono la nascita del regolamento Marathon per la Parigi-Dakar, che vincolava all’uso di mezzi con derivazione diretta dai mezzi di serie (scelta che uccise i costosissimi prototipi ufficiali). Cagiva allestì quindi la 944 Marathon, che costituì la base per la moto portata in gara dal team CH Racing di Roberto Azzalin e che vinse poi per la Casa varesina la seconda Dakar con Edi Orioli.

La Marathon riguadagnò diversi particolari di pregio della precedente 900 IE ma andò anche oltre: a parte appunto il ritorno dell’accoppiata Marzocchi Magnum – Ohlins, su questa versione speciale si adottò un cerchio anteriore da 21”, più adatto all’impiego in fuoristrada (misure complete 90x90x21" e 140x90x18") ma soprattutto l’inedito (nella produzione di serie) propulsore da 944 cc alimentato da raffinatissimi carburatori a valvola piatta Keihin FCR capace di erogare 75 cavalli e 7,2kgm.

L’esemplare che abbiamo scovato fra i nostri annunci è quindi piuttosto raro e pregiato, giustificando una quotazione di 7.500 euro. Il chilometraggio è piuttosto contenuto, e la moto appare in condizioni impeccabili. Un pezzo di storia da non lasciarsi scappare, che a breve tra l’altro avrà accesso alle agevolazioni derivanti dallo status di storica.

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