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Negli Stati Uniti questo sogno è realtà: Suzuki ha appena svelato i modelli 2027 delle intramontabili GSX-R600 e GSX-R750. Per l'occasione, la casa di Hamamatsu celebra i 40 anni della mitica famiglia Gixxer con le versioni speciali 40th Anniversary Edition (600Z e 750Z), proposte rispettivamente a 12.699 dollari e 13.749 dollari. Chi preferisce le versioni standard può invece consolarsi con le nuove ed elegantissime colorazioni Candy Daring Red e Metallic Matte Black No. 2. Una notizia splendida che però riaccende un bel ricordo per noi appassionati europei, costretti ad assistere a tutto questo da lontano.
Ma con il recente e clamoroso ritorno in Europa della sorella maggiore, la GSX-R1000R, la speranza di rivedere l'intera dinastia anche in Italia c'è, e di spazio ce ne sarebbe...
La gamma statunitense Suzuki GSX-R per il 2027 si sdoppia per accontentare sia chi cerca un look moderno, sia chi vuole celebrare la storia. Di seguito sono riportati i prezzi di listino ufficiali e le relative colorazioni della nuova gamma oltreoceano.
| Modello 2027 | Prezzo USA (MSRP) | Caratteristiche Estetiche e Livree |
|---|---|---|
| GSX-R600 Standard | $12.499 | Candy Daring Red / Metallic Matte Black No. 2 |
| GSX-R600Z 40th Anniversary | $12.699 | Grafiche e loghi celebrativi 40° Anniversario ispirati alla storia del brand |
| GSX-R750 Standard | $13.549 | Candy Daring Red / Metallic Matte Black No. 2 |
| GSX-R750Z 40th Anniversary | $13.749 | Grafiche e loghi celebrativi 40° Anniversario ispirati alla storia del brand |
Perché queste leggende non calcano più i nostri asfalti? La risposta risiede nelle severe normative anti-inquinamento europee. Il 2018 ha segnato la fine della commercializzazione ufficiale in Europa delle GSX-R 600 e 750.
I due modelli non rispettavano i requisiti della normativa Euro 4 e, una volta scaduta la deroga speciale di due anni concessa per lo smaltimento delle ultime scorte di fine serie, Suzuki è stata costretta a ritirarle dai nostri listini. Da allora, il mercato europeo delle medie cilindrate a quattro cilindri ha perso due dei suoi pilastri più splendenti, lasciando gli appassionati orfani di una dinastia leggendaria.
Parliamoci chiaro: la GSX-R 750 sarebbe un graditissimo ritorno. Attualmente, chi cerca una sportiva in Europa si trova di fronte a un bivio estremo. Da un lato ci sono le moderne bicilindriche o triple di media cilindrata: divertenti, accessibili e sicuramente le più efficaci e bilanciate . Dall'altro lato dominano le spaventose Superbike da 1000 cc con potenze superiori ai 200 CV. Queste ultime sono astronavi così potenti da richiedere elettronica all'ultimo grido per essere guidate (sia in strada che in pista), trasformando spesso la guida in un costante esercizio di autocontrollo. Per non parlare della facilità con cui portano al limite personale, le 1000 quattro cilindri sono da piloti, punto.
La GSX-R 750, con i suoi circa 150 CV, tornerebbe a inserirsi in quel vuoto perfetto:
Potenza Ideale: offre una spinta corposa ai medi regimi e un allungo entusiasmante, senza però quella violenza che costringe ad avere paura dell'acceleratore a ogni uscita di curva.
Guida Sfruttabile: è una potenza "umana" che il pilota può gestire attivamente.
Ciclistica: essendo costruita attorno alle quote ciclistiche della sorellina 600, curva in un fazzoletto, offrendo maneggevolezza nel misto stretto
C'è una luce accecante in fondo al tunnel per noi motociclisti europei. Questa luce si chiama GSX-R1000R Euro 5+, la leggendaria "Senatrice" che ha finalmente riconquistato l'Europa. Abbiamo avuto il privilegio di metterla alla frusta nella nostra prova su Moto.it della Suzuki GSX-R1000R, svoltasi sul tracciato spagnolo di Monteblanco durante una suggestiva "6 ore Endurance" .
Il verdetto della pista ha confermato esattamente ciò che andiamo predicando: in mezzo a un mercato saturo di hyperbike europee che sembrano astronavi ingovernabili, la Gixxer 1000 si è rivelata una moto parzialmente "analogica", dalle prestazioni elevatissime ma incredibilmente a portata di amatore. Una moto solida, concreta, con pochissimi fronzoli, ma dotata di un'efficacia ciclistica e di una schiena ai medi regimi capaci di far sentire chiunque un pilota vero, stancando la metà rispetto alla concorrenza più estrema.
Ed è qui che scatta il cortocircuito mentale: se la cura "Euro 5+" ha funzionato per il poderoso motore da un litro della 1000R, riportandola trionfalmente nei nostri listini (seppur con un calo di CV), perché non applicare la stessa ricetta alla 600 e alla 750?
Il mercato sta riscoprendo la passione per le medie carenate (basti pensare al successo europeo del ritorno di rivali storiche come la Kawasaki ZX-6R e la Honda CBR600RR). Se Suzuki decidesse di riportare in Europa le GSX-R 600 e 750, si piazzerebbe in un mercato che si sta evolvendo con una proposta sicuramente passionale e iconica. La domanda però è sempre la stessa: il gioco vale la candela? Quante ne vedremmo sulle nostre strade? Rimarrebbero, probabilmente, due scelte di nicchia, ormai forse poco versatili se consideriamo le proposte di oggi.
Sognamo o ci speriamo?
Suzuki
C.so Fratelli Kennedy, 12
10070 Robassomero
(TO) - Italia
011 9213711
https://moto.suzuki.it/
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