Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Presentato sabato 28 marzo a Pomarance (PI), in occasione degli Assoluti d'Italia di Enduro, il progetto "Enduro Zero Emissioni" è l'ultima iniziativa della Commissione Ambiente e Normative Fuoristrada FMI. L'idea è semplice nella forma ma significativa nella sostanza: piantare 120 alberi su tutto il territorio nazionale per compensare — almeno in parte — le emissioni di gas serra prodotte dalle moto impegnate nei campionati nazionali di specialità.
Le alberature saranno fornite dal CUFA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri) e contribuiranno alla creazione di boschi diffusi, selezionando specie coerenti con le caratteristiche di ciascun territorio. L'obiettivo è favorire l'assorbimento di CO₂ e migliorare la qualità dell'aria nelle aree interessate.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda il coinvolgimento degli alunni delle scuole primarie nella messa a dimora degli alberi. Un'operazione che ha chiaramente una doppia valenza: pratica, da un lato, e educativa dall'altro. Far toccare la terra ai bambini — e spiegare loro perché quella piantina ha senso — è probabilmente la parte più duratura dell'iniziativa.
Alla conferenza hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente FMI Giovanni Copioli, il Coordinatore della Commissione Ambiente Giancarlo Strani, il Ten. Col. Silvia Biondini del Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano, il Sindaco di Pomarance Graziano Pacini e il deputato Alberto Di Rubba.
Copioli ha definito la tutela ambientale una "priorità strategica" per la federazione, inserendo l'iniziativa in un percorso più ampio volto a coniugare sport motoristico e sostenibilità. Strani, dal canto suo, ha sottolineato la volontà di ampliare il progetto nel tempo, coinvolgendo un numero crescente di persone e discipline.
120 alberi non risolveranno il bilancio carbonico dell'enduro italiano, dobbiamo essere realisti. Ma il valore di un'iniziativa del genere non sta solo nei numeri — sta nel segnale che manda. La FMI sceglie di non ignorare la questione ambientale e di affrontarla con un'azione concreta, per quanto simbolica. In un settore spesso sulla difensiva rispetto alle critiche ecologiste, è un atteggiamento che vale la pena notare e un buon esempio per federati e non.