L'ACK Attack punta alla storia, obiettivo 644 km/h nel Salar de Uyuni

Il team Top 1 si prepara a infrangere l'ambiziosa barriera delle 400 miglia orarie in Bolivia con un siluro su due ruote da oltre 1.000 cavalli. Alla guida ci sarà Rocky Robinson, pronto a superare il proprio precedente primato mondiale rimasto imbattuto dal 2010
30 settembre 2026

Il team Top 1 è pronto a scrivere un nuovo incredibile capitolo nella storia della velocità su terra, puntando a superare la magica e pericolosa barriera delle 400 miglia orarie, pari a circa 644 km/h. Dopo l'ultimo tentativo risalente al 2023 e un lungo periodo di meticolosa preparazione, questo ottobre l'equipaggio si dirigerà in Bolivia, scegliendo come palcoscenico per l'impresa il Salar de Uyuni.

Questa immensa distesa, nota per essere la più grande pianura salata del pianeta, offre la distanza e le condizioni ideali per provare a spingersi oltre ogni limite finora conosciuto, superando le possibilità offerte dalla pista di Bonneville dove vennero registrati i precedenti primati. Alla guida dell'imponente veicolo tornerà Rocky Robinson, il pilota che nel 2010 aveva già stabilito l'attuale record mondiale FIM raggiungendo i 606 km/h (376 mph), un primato assoluto che resiste imbattuto da ben sedici anni. La mente dietro a questo straordinario progetto è il progettista e proprietario Mike Akatiff, che ha dedicato oltre due decenni allo sviluppo di questa formidabile macchina con l'unico scopo di confermarla ufficialmente come la motocicletta più veloce del mondo.

Il veicolo, denominato ACK Attack, è un capolavoro di ingegneria estrema, progettato per sfidare le leggi dell'aerodinamica. Si tratta di un bolide lungo oltre sei metri che viaggia a pochissimi centimetri dal suolo, avvolto da una carrozzeria ultra-leggera realizzata in fibra di carbonio e Kevlar. Sotto questa carenatura, il cuore pulsante della moto è rappresentato da due potenti motori di derivazione Suzuki Hayabusa. Entrambi i propulsori sono stati dotati di turbocompressore e profondamente modificati per lavorare all'unisono, riuscendo a erogare una potenza complessiva impressionante che supera ampiamente la soglia dei 1.000 cavalli. Gestire prestazioni di questa portata impone la risoluzione di sfide tecniche formidabili, specialmente per quanto riguarda la stabilità, la trazione e la sicurezza a velocità superiori ai 560 km/h, dove anche la minima turbolenza può risultare fatale. Per mantenere il controllo, la moto è equipaggiata con alette stabilizzatrici e vanta una ripartizione dei pesi millimetrica per garantire il massimo equilibrio direzionale.

La trazione sulla superficie dura e piatta del lago salato richiede l'impiego di pneumatici realizzati su misura e una modulazione dell'acceleratore chirurgica, essenziale per evitare lo slittamento delle ruote e mantenere una spinta propulsiva costante. Infine, l'incolumità di Robinson è affidata a una capsula chiusa e rinforzata in cui il pilota si posiziona sdraiato, riducendo l'attrito col vento. Questo speciale abitacolo è equipaggiato con una robusta gabbia antivibrazione e anti-ribaltamento, un sistema integrato per l'estinzione degli incendi e una fornitura autonoma di ossigeno, assicurando la massima protezione nel caso in cui l'assalto a questo storico traguardo dovesse incontrare degli imprevist

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