Indian festeggia 125 anni e arriva la Chief Vintage, ma non c'è da brindare: chiude uno stabilimento

Indian festeggia 125 anni e arriva la Chief Vintage, ma non c'è da brindare: chiude uno stabilimento
Con l'insediamento della nuova proprietà arrivano anche i licenziamenti: 200 nel Wisconsin. Indian Motorcycle lancia la Chief Vintage 2026 per celebrare 125 anni di storia gloriosa, ma il presente è complicato
28 gennaio 2026

"Isn't it ironic? Don't you think? It's like rain on your wedding day" cantava Alanis Morissette, la ricordate? Era il 1995, praticamente l'altro ieri per una Casa come Indian Motorcycle che esiste da un secolo e un quarto. Ecco, però le coicindenze alle volte suonano ironiche anche dalle parti del Wisconsin. Da un lato il brand americano celebra il suo 125° anniversario lanciando la Chief Vintage 2026, moto che omaggia le gloriose Chief degli anni '40 con parafanghi avvolgenti, cerchi a raggi e quel retrogusto di America che non c'è più. L'abbiamo vista in anteprima al Motor Bike Expo di Verona e speriamo di poterla provare prima o poi... Dall'altro, la realtà però è fatta di stabilimenti che chiudono, 200 lavoratori licenziati e un cambio di proprietà che al momento lascia aperti più interrogativi che certezze.

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La vendita al "food and beverage" che nessuno si aspettava

Era ottobre 2025 quando Polaris annunciò, praticamente dal nulla, la cessione della quota di maggioranza di Indian Motorcycle al fondo di investimenti Carolwood LP. Non una separazione amichevole, non uno spin-off: una vendita vera e propria di uno dei marchi più iconici del motociclismo americano.

La motivazione ufficiale? Polaris ha bisogno di "rafforzare l'attenzione sulle aree del portafoglio con maggiore potenziale di crescita". Tradotto: Indian rappresentava circa il 14% dei ricavi totali, e il gruppo ha scelto di concentrarsi su quad, veicoli fuoristrada e tutto ciò che garantisce margini più interessanti e maggiori prospettive di crescita.

In questi cambi di mano, la questione non è solo chi vende, ma anche chi compra. Carolwood LP è un fondo di private equity attivo principalmente nel food & beverage e nel retail sportivo. Zero esperienza nel mondo delle due ruote. La scelta del management però racconta una storia diversa: alla guida di Indian arriva Mike Kennedy, 26 anni di esperienza tra Harley-Davidson, Vance & Hines e RumbleOn. Uno che il settore lo conosce, anche se il suo curriculum non basta a tranquillizzare chi teme che Indian diventi l'ennesimo marchio spremuto dal private equity.

Prima mossa: Osceola chiude con 200 posti di lavoro in fumo

Il primo effetto concreto del cambio di proprietà è arrivato poche settimane fa. Polaris ha confermato la chiusura dello stabilimento di Osceola, in Wisconsin, entro fine anno. Circa 200 dipendenti perderanno il lavoro. Lo stabilimento produce motori e componenti per le moto Indian, oltre a parti per i veicoli off-road e le motoslitte Polaris.

La spiegazione è la seguente: una volta che Indian diventerà un'azienda autonoma, mantenere capacità produttiva ridondante non ha senso. La produzione dei motori verrà concentrata nello stabilimento di Spirit Lake, in Iowa, che fa parte del pacchetto ceduto a Carolwood. Razionale dal punto di vista industriale, non altrettanto piacevole per chi ci lavora.

Polaris ha promesso servizi di ricollocazione e supporto, ma quando un territorio perde 200 posti di lavoro in un colpo solo, le conseguenze vanno ben oltre i singoli dipendenti. È una comunità che perde un pezzo di identità economica.

La nuova Indian Chief Vintage 2026
La nuova Indian Chief Vintage 2026

La Chief Vintage 2026: nostalgia su due ruote

Nel mezzo di questa transizione tutt'altro che indolore, Indian ha presentato la splendida Chief Vintage 2026, moto che celebra i 125 anni del marchio richiamando le Chief degli anni '40, considerate tra le moto più iconiche della storia americana.

Il lavoro sul design è stato certosino. Il team guidato da Ola Stenegärd ha scansionato in 3D i parafanghi di una Chief del 1948 per riprodurli fedelmente, adattandoli alle proporzioni moderne. I parafanghi avvolgenti, i cerchi a raggi, la sella monoposto "sospesa", il warbonnet illuminato sul parafango anteriore: ogni dettaglio richiama quell'epoca in cui le cruiser americane dominavano le highway.

Anche il motore ha ricevuto una finitura rétro: cilindri neri e teste argentate che richiamano i finish originali. Dietro l'estetica vintage però c'è tecnologia moderna: motore Thunderstroke 116 da 120 ft-lbs di coppia, tre riding mode (Tour, Standard, Sport), frizione antisaltellamento, quickshifter bidirezionale e display touchscreen da 4 pollici con Ride Command aggiornato.

Prezzo di partenza: 21.000 euro. Arrivo nelle concessionarie previsto per marzo nelle due colorazioni classiche, il rosso Indian e nero.

Heritage contro bilanci?

La Chief Vintage 2026 è una bella moto ed è ciò che ci si aspetta da un marchio come Indian. Su questo c'è poco da discutere. Ma il contesto in cui viene presentata solleva domande inevitabili e alcune incertezze. Quali saranno le prossime mosse del fondo di investimento? Quali saranno i piani a lungo termine? Quanto tempo verrà dato al brand per essere "profittevole" e quanto si può spingere sull'heritage per creare marginalità?  

Polaris aveva salvato Indian nel 2011, investendo su ingegneria, produzione e motorsport. I risultati ci sono stati. Motori Thunder Stroke e PowerPlus, ritorno alle corse, rete commerciale ricostruita. Per oltre un decennio Indian è stata trattata come un progetto serio, non come una semplice operazione finanziaria. Adesso sarà ancora così?

Mike Kennedy dovrà dimostrare che Indian può prosperare come azienda indipendente. Carolwood scommette sul marchio, ma i fondi di private equity hanno obiettivi precisi e orizzonti temporali definiti. Insomma... non hanno una fama da appassionati diciamo: efficienza, margini, risultati. La passione, la storia, il valore simbolico di un brand centenario non proteggono nessuno quando i conti non tornano.

Altri 125 anni!

Per ora Indian mantiene stabilimenti a Spirit Lake (Iowa), Monticello (Minnesota) e il centro tecnico di Burgdorf (Svizzera). La rete di concessionari resta operativa, la gamma attuale non cambia ed è articolata. Sulla carta, per chi guida una Scout, una Chief o una Challenger, nulla dovrebbe essere diverso nell'immediato. Ma la realtà è che nessuno sa davvero cosa succederà. Indian diventerà più agile e libera di innovare, come promette Carolwood? O vedremo una progressiva erosione di identità, con modelli che dovranno giustificarsi ogni trimestre davanti a investitori che non hanno mai toccato una moto in vita loro?

La Chief Vintage 2026 celebra 125 anni di storia. Quello che succederà nei prossimi 125 è tutto da vedere.

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