Il Tar del Lazio annulla il divieto di circolazione per le moto storiche a Roma

Il Tar del Lazio annulla il divieto di circolazione per le moto storiche a Roma
Antonio Privitera
  • di Antonio Privitera
Necessaria comunque l'iscrizione a un Registro Storico
  • Antonio Privitera
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10 luglio 2024

Con la sentenza n.13630/2024 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha annullato l’Ordinanza del Sindaco di Roma e la Deliberazione della Giunta Regionale per le parti che limitavano la circolazione dei mezzi storici all'interno della Fascia Verde della Capitale. Vengono così accolte le istanze della Federazione Motociclistica Italiana, degli altri Registri Storici e dei vari enti e associazioni coinvolte, inibendo l’efficacia dei provvedimenti comunali, grazie a una sentenza basata su un accertato difetto di istruttoria, deficit motivazionale e violazione del principio di proporzionalità.

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Nella determinazione del TAR si legge che: "Come già rilevato nella sentenza n.15408/2023 ed osservato altresì dal Consiglio di Stato nelle pronunce finora rese sulla tematica in esame a livello cautelare (rif. ordinanze nn. 2174/2023; 2175/2023) ma anche consultiva (rif. parere n.799/2021 del 21.4.2021), i mezzi di interesse storico e collezionistico rappresentano un bene di rilevanza culturale, pertanto assoggettato alla protezione apprestata dall’ordinamento e, con esso, dalla stessa Costituzione (art.9, ma va considerato anche l’art.16 sulla libertà di circolazione) - si legge nell'ultime sentenza-. Peraltro, tali mezzi sono oggettivamente infungibili, dal momento che, data la loro rilevanza storica, non possono essere sostituiti con altri veicoli più recenti (con il sacrificio ineluttabile del bene di rilevanza culturale), talchè non se ne può, senza adeguato e ragionevole bilanciamento con altro valore di rango costituzionale (la salute, ex art.32 Cost.), imporre il sacrificio immotivato, pena l’emersione di un diritto “tiranno”.

Da adesso i proprietari delle moto storiche potranno farle circolare circolare liberamente a Roma, ma è necessario che la moto sia iscritta a un Registro Storico.

Vittoria quindi per i collezionisti e per gli amanti delle moto vintage nel veder riconosciuto il valore culturale del motorismo storico. Valore che si riflette su importanti aspetti quale, in primis, l'importante indotto economico che un settore così vitale è capace di generare. In un comunicato, la FMI ribadisce come la sentenza inoltre sottolinei la rilevanza culturale dei mezzi storici, per questa ragione assoggettati alla protezione della Costituzione. La limitazione alla loro circolazione, quindi, può essere motivata solo da un altro valore di rango costituzionale, ad esempio la salute.

Giovanni Copioli, Presidente FMI: "Sono orgoglioso che il del Lazio abbia accolto le nostre richieste e quelle di tutti gli altri enti. Posso dire che questa sentenza è una vera e propria vittoria per il motorismo storico. Un primo, importante passo per l'annullamento dei provvedimenti di limitazione alla circolazione era stato fatto nell'ottobre 2023, questa volta però è stato posto un ulteriore fondamentale tassello che spero possa porre la parola fine a questa vicenda. Ringrazio tutte le istituzioni e i rappresentanti delle autorità che si sono spesi per ottenere questo successo, che tutela fortemente i nostri Tesserati con moto iscritta al Registro Storico".

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