Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Un mito dimenticato potrebbe tornare a farsi vedere sulle strade. Honda avrebbe infatti messo mano a un progetto per rilanciare la Motra. Come emerge da una serie di brevetti che ne mostrano l’erede, si tratta di un mezzo dal carattere ruvido e funzionale, costruito su una base modulare pensata per ospitare sia un motore a benzina sia un sistema elettrico.
Per capire perché la notizia fa rumore bisogna tornare al 1982, quando debuttò la CT50 Motra. Era un cinquantino fuori dagli schemi, con linee squadrate da veicolo da lavoro, il 49cc del Super Cub e un doppio rapporto che portava le marce da tre a sei. Il mercato però la ignorò, non fu certo un successo. A fronte di previsioni di vendita di circa 45.000 pezzi all’anno, se ne sarebbe venduto circa un decimo prima dello stop definitivo alla sua produzione, arrivato nel 1983. Oggi, paradossalmente, gli esemplari sopravvissuti sono ricercatissimi e raggiungono cifre importanti sborsate tra collezionisti e amatori.
Ora sembra proprio che questo mito possa tornare. Nei disegni depositati, il telaio è un semplice traliccio tubolare in acciaio, agganciato con attacchi smontabili a due possibili cuori. Il primo è il monocilindrico con trasmissione già usato su C125, Monkey e Grom, parente stretto del motore della Motra originale. Il secondo è un pacco batterie: in questo caso il forcellone classico lascia il posto a un motore integrato nel braccio oscillante, soluzione che ricorda quella dello scooter CUV e:. Poiché quest’ultimo costa e rende quanto un C125, anche un’ipotetica Motra a batteria potrebbe collocarsi su valori simili a quelli della versione termica.
In entrambe le varianti resterebbero gli pneumatici maggiorati dal taglio fuoristradistico e i caratteristici portapacchi anteriore e posteriore. Per ora si parla solo di carte e brevetti, Honda non ha ufficializzato nulla sulla produzione, ma l’idea è chiara, tornare con un oggetto come questo poterbbe fare la felicità di tanti appassionati, anche in Italia dove lo Zoomer si è ritagliato un valore collezionistico di tutto rispetto.
Foto: AustralianMotorcycleNews