Guintoli ce l'ha fatta! Ha percorso la Maratona di Londra in tuta da moto: 42 km da record per Luca

Guintoli ce l'ha fatta! Ha percorso la Maratona di Londra in tuta da moto: 42 km da record per Luca
L'ex MotoGP e iridato superbike ha completato la corsa in 3 ore 47 minuti e 46 secondi stabilendo anche un nuovo primato. E non lo ha fatto per una scommessa o una trovata di marketing, ma per dare un senso al suo enorme dolore
27 aprile 2026

Avete mai provato a camminare per più di qualche metro con addosso una tuta da moto? E a correre? Magari per una partenza in stile Endurance... Ecco, io l'ho provato e posso dire che lo sforzo è notevole. La nostra armatura di pelle, rinforzi e airbag non è propriamente pensata per agevolare questo tipo di movimenti o per farci stare freschi. Pensate quindi a come dev'essere correre per 42 chilometri, la distanza di una maratona. Se avete una vaga esperienza di entrambe le cose, potete immaginare perché quella compiuta da Sylvain Guintoli può essere descritta come un'impresa.

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Il vero record è di questo super papà!

Mentre il mondo del running celebrava (giustamente) Sebastian Sawe, vincitore della Maratona di Londra 2026 con il tempo record di meno di due ore, sullo stesso asfalto della capitale britannica si consumava un'impresa di tutt'altro genere. Sylvain Guintoli, 44 anni il prossimo giugno, ex campione del mondo Superbike, collaudatore e pilota endurance, ha tagliato il traguardo completamente vestito con la sua tuta da pilota in pelle: casco e stivali esclusi, per fortuna, ma il resto era esattamente quello che si vede in pista.

Tre ore, quarantasette minuti e quarantasei secondi. Un tempo tutt'altro che banale per un non-runner in canottiera, figuriamoci con addosso tutto l'armamentario per correre sì ma su una moto.

La causa: PASIC e la memoria di Luca

Però ciò che conta davvero non è il tempo, ma il perché. Cosa ha spinto il pilota a fare una cosa del genere? Guintoli non correva per il gusto della sfida. Correva per PASIC, un'organizzazione benefica britannica che sostiene i bambini malati di cancro. Una causa che gli è entrata dentro nel modo più doloroso possibile: suo figlio Luca è morto nel 2025, all'età di soli sei anni, un anno dopo la diagnosi della malattia.

Da quel momento, il pilota di Montélimar ha trasformato il dolore in azione concreta. Ogni evento, ogni gara, ogni fatica fisica è diventata un'occasione per raccogliere fondi e tenere vivo il nome del piccolo Luca e aiutare chi vive lo stesso dramma.

Sul portale ufficiale della Maratona di Londra, dove ogni corridore può collegare la propria iscrizione a una causa benefica, Guintoli aveva già raccolto oltre 158.000 euro prima di mettere piede sulla linea di partenza. Un risultato straordinario, reso possibile anche dalla solidarietà del paddock MotoGP: numerosi piloti si sono uniti alla raccolta fondi, e alcuni lo hanno affiancato simbolicamente durante il primo Gran Premio della stagione.

L'iniziativa non si è fermata alla maratona. Guintoli ha organizzato anche una gara speciale sul circuito Bugatti, in concomitanza con la 24 Ore di Le Mans, invitando chiunque volesse partecipare a correre in tuta da gara, proprio come avrebbe fatto lui a Londra. Un gesto che trasforma la corsa, la fatica fisica, ancora una volta in un simbolo di un altro tipo di corsa, quella alle cure. E un modo per chi di corsa in moto ha fatto la sua vita per portare il proprio mondo più vicino alla sofferenza e alla speranza perché se Luca non c'è più, rimangono ancora tanti bambini che invece devono avere la possibilità di lottare. Perché ci sono corse più importanti di un gp o di una maratona.

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