la battaglia contro il virus

Fase 2: #rimettiamociinmoto. Con prudenza e rispetto delle regole

- Tra le tante cose che cambiano nella Fase 2, c'è anche il modo in cui potremo spostarci e, come mai prima d'ora, i mezzi a due ruote assumeranno un ruolo centrale. Perché? Perché, non dovendo condividere gli spazi riduci i rischi di contagio e non devi preoccuparti delle distanze sociali, così come puoi gestire meglio i tempi dei tuoi spostamenti. Tanto per citare alcuni dei pro
Fase 2: #rimettiamociinmoto. Con prudenza e rispetto delle regole

Ripartiamo. Con cautela, con prudenza e con il rispetto delle regole e di chi ci sta attorno. Da oggi, e almeno fino al 18 del mese, un certo numero di attività produttive e commerciali torna alla propria routine, che non sarà ancora quella che è stata nell'era pre-lockdown, ma avrà comunque l'effetto di riversare nelle strade centinaia di migliaia di persone in tutto il Paese.

Questo secondo tempo della partita contro la pandemia si preannuncia ancora più difficile, e la mobilità - soprattutto quella dei grandi centri urbani - cambierà radicalmente i suoi connotati producendo cioè effetti sostanziali sul modo in cui le persone utilizzeranno i mezzi di trasporto pubblici e privati.

Quelli a due ruote, si tratti di moto, scooter, bici elettriche, bici muscolari, monopattini, hoverboard, saranno centrali più che mai. Perché saranno i più rapidi, i più agili e versatili, e soprattutto i più sicuri, date le tante limitazioni, i tanti dubbi, le tante paure connesse con l'utilizzo di autobus, metro e treni.

Ma c'è un aspetto, in particolare, su cui vogliamo essere chiari e perentori come abbiamo sempre fatto: il momento di pensare al lato più spensierato del legame con le nostre moto non è ancora arrivato, e non ci sono dubbi, interpretazioni, lacune o incongruenze che tengano: oggi è vietato andare in giro senza un motivo tra quelli elencati dal Governo. Per tornare in sella a fare il giretto che ci manca tanto è ancora presto. Crediamo sia questo lo spirito che anima le azioni delle istituzioni, nonché quello dei tempi che stiamo attraversando. A prescindere da tutto il resto.

Una cosa è certa: di tutti questi cambiamenti, saremo testimoni e narratori come sempre, riunendo sotto uno stesso cappello tutto ciò che nelle prossime settimane verrà prodotto sul nostro sito e su tutte le nostre piattaforme social.

Abbiamo perciò creato un hashtag, #rimettiamociinmoto, che è il nostro manifesto di esortazione e di speranza, e che contiene anche l'appello a seguire le regole di comportamento e relative alla disciplina degli spostamenti autorizzati che via via verranno pubblicate e dettagliate dal governo, nei decreti e nelle Faq.

Rispetto delle norme innanzitutto, quindi. E tanto buon senso. Cioè gli stessi due fattori che, nelle settimane passate, ci hanno portato a chiedere a tutti voi di lasciare a casa per un po' l'oggetto della vostra passione perché allora quelle stesse caratteristiche che gli riconosciamo oggi sarebbero scivolate su un piano di secondaria importanza, al cospetto della grave emergenza sanitaria.

  • pinello3290, Matera (MT)

    Nessuna norma, ripeto nessuna norma, né nazionale né regionale, vieta l’enduro o il trial, trattandosi di attività sportiva o motoria amatoriale, ammessa dal 4 luglio come il ciclismo.
    I problemi li ha incredibilmente creati FMI che, invece di aiutare i motociclisti e di favorire l’uso della moto per la pratica sportiva, ha diffuso un’ambigua interpretazione delle norme finalizzata a penalizzare chi non ha pagato la tessera. Senza tessere non si campa!
  • Giulio P, Capoterra (CA)

    Ma in tutto questo, la federazione non ha nulla da dire, a parte postare FAQ che chiunque è in grado di leggere un provvedimento normativo avrebbe saputo sviluppare meglio?
    Si a bici, cavallo, pesca, e agli altri sport individuali, motociclismo no? Ma dai...COPIOLI SVEGLIAAA!
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