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Ducati Scrambler Paul Smart

- Ducati vola nelle vendite grazie alla nuova Scrambler. Accade in molti mercati che sia questa la prima delle bolognesi in classifica, normale quindi che si spinga sulle possibilità di personalizzazione. Fino a ispirarsi a un modello iconico del passato, e super sportivo
Ducati Scrambler Paul Smart

L'idea l'ha avuta Apichat Leenutaphong, responsabile della filiale Ducati in Thailandia: realizzare una Scrambler ispirata alla mitica 750 vincitrice della prima edizione della 200 Miglia di Imola (1972) con Paul Smart, il noto pilota inglese cognato di Barry Sheene. E farlo coinvolgendo direttamente l'ex pilota inglese nel definire la serie speciale di 24 moto. Un lotto autografato dallo stesso Smart durante una serata celebrativa, e subito andato a ruba, confermando l'ottima operazione di marketing alla base di quest'idea di personalizzazione.

Molti ricorderanno la Paul Smart LE del 2005 disegnata da Pierre Terblanche, realizzata sulla piattaforma Ducati Sport Classic 1000 e costruita in circa duemila esemplari. Quella moto riprendeva i colori, ma anche la mezza carenatura della famosa 750 Supersport arrivata dopo il successo di Imola, e la sua impostazione era a suo modo sportiva.

La nuova Scrambler ha una connotazione molto diversa, prima ancora che una struttura indirizzata a uno stile di guida ben diverso. Il suo stesso nome proietta su percorsi che con le piste della velocità non hanno nulla da spartire. Eppure la commistione con il fascino sportivo della vecchia 750, giocata unicamente con i colori e la semplice tabella portanumero, ha funzionato, nonostante alcune palesi forzature come i pneumatici scolpiti o la fascia dorata sul serbatoio, che dovrebbe ricordare la trasparenza della vetroresina non verniciata - un tempo serviva a controllare il livello della benzina in gara – qui invero pacchiana. Ma tant'è.

Sta di fatto che la Scrambler si rivela ancora una volta adatta ad essere reinterpretata secondo stili opposti, un po' come ha dimostrato recentemente Marcus Walz con un'altra “forzatura” allestendone una versione sportiva di sicuro impatto. Il tempo ci dirà quanto questa spinta alla personalizzazione ad ogni costo sia figlia della domanda, oppure della – giustificata – volontà di vendita delle Case.
 


Tornando alla nostra Paul Smart (nel video qui sopra il pilota racconta la sua vittoria di Imola), le novità estetiche hanno riguardato la colorazione argento per le sovrastrutture, e verde acqua per telaio e forcellone. La sella è stata rivestita in alcantara color cuoio, i foderi della forcella sono stati anodizzati color oro, e davanti è stato montato un piccolo parafango d'alluminio. La parte più complessa da realizzare è stato il codino coprisella, amovibile, con gli ovali portanumero e il "16" usato da Paul Smart a Imola. Gara che l'inglese vinse davanti al compagno di squadra Bruno Spaggiari (che era in testa ma rimase senza benzina quasi sul traguardo tagliandolo in folle a motore ormai spento) e a Walter Villa sulla Triumph Trident 750.

foto Ducati Thailandia e fb Scrambler

  • speedfreaks, Baricella (BO)

    Attendiamo la versione Spaggiari a questo punto,poi anche quella del dottor Costa magari con qualche benda sui colli e la croce rossa sul serbatoio
  • Pietro.Onesti, Milano (MI)

    La forzatura é evidente e stonata.Chi ha ideato questa cosa non ha il senso della tradizione,perché Paul Smart ha legato il suo nome alla Ducati SS 750 con la quale ha vinto la 200 miglia di Imola.Cosa c'entri tutto questo con la nuova Scrambler proprio non lo so.Oltretutto
    riprendere i colori della vecchia leggendaria SS desmo di Imola '72 appare come lo sfruttamento dei passati allori,senza nessun rispetto.Questo crea la contaminazione degli eventi delle cose del passato anche quelle sportive.E tutto si sbiadisce nei loghi,negli spot,...nelle bande color oro appiccicate sui serbatoi di improbabili figlie delle gloriose nonne da corsa. Peccato.
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