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Il terremoto mediatico scatenato dall'offerta di PatrItalia per la Ducati vive oggi un capitolo fondamentale. Dopo giorni di silenzio e speculazioni, e dopo che la società d'investimento aveva confermato ufficialmente una proposta da ben 2,5 miliardi di euro per il 100% della Casa di Borgo Panigale, è arrivata la tanto attesa risposta ufficiale dai vertici. Ducati ha rilasciato una dichiarazione che, pur non chiudendo drasticamente la porta, frena le interpretazioni più spinte su una cessione imminente.
Di fronte alle più recenti news sono state rilasciate delle dichiarazioni.
"Ducati è un’azienda solida e di successo.
La revisione del portafoglio fa parte di una gestione responsabile del Gruppo. Al momento non è stata presa alcuna decisione in merito alla vendita di Ducati.
In linea di massima, non rilasciamo commenti su singole offerte. Saremo lieti di informarvi qualora ci fossero novità da comunicare."
La dichiarazione di Ducati arriva dopo la mossa di PatrItalia S.p.A., che, stanca delle indiscrezioni definite “ipotesi, imprecisioni e interpretazioni prive di un adeguato riscontro”, aveva deciso di uscire allo scoperto. La società d'investimento aveva confermato ufficialmente di aver presentato, in data 25 giugno 2026, una proposta formale per l’acquisizione dell’intero capitale sociale di Ducati Motor Holding S.p.A. La cifra messa sul piatto, definita "shock" da tutti gli analisti, è di 2,5 miliardi di euro. PatrItalia aveva inoltre precisato che la documentazione era stata regolarmente ricevuta dai destinatari competenti dei gruppi Audi e Volkswagen, oltre che dagli organi interessati di Lamborghini e Ducati stessa.
La risposta di Ducati evidenzia come da un lato la smentita su una "decisione presa" per la vendita sia netta e mira a rassicurare i dipendenti e gli appassionati, dall'altro l'ammissione che le "revisioni del portfolio fanno parte della gestione responsabile" conferma che il futuro di Ducati è, o è stato, oggetto di valutazione. La frase "attualmente non è stata presa alcuna decisione" lascia, di fatto, aperta una porta per il futuro. Non è noto se l'offerta di PatrItalia sia considerata inadeguata, se il Gruppo stia valutando altre opzioni o se abbia deciso di mantenere Ducati per il suo alto valore strategico e profittabilità. La partita, dunque, non sembra affatto chiusa.