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Cosa può cambiare in soli sette giorni? Tutto. O quasi tutto.
Si torna all’interno dell’Angel Stadium di Anaheim per la seconda e ultima volta della stagione e, finalmente, arriva la tanto agognata vittoria di Chase Sexton, che riesce a disputare un Main Event privo di errori.
Questo trionfo arriva però al termine di un’altra giornata estremamente stressante: il pilota Kawasaki è finito duramente a terra nelle whoops durante la seconda sessione di qualifiche ed è poi stato protagonista di una banale scivolata nel corso della heat. Problemi risolti o semplicemente messi da parte, momentaneamente coperti da questa vittoria?
Si conferma sul secondo gradino del podio il pilota Honda Hunter Lawrence, che anche ad Anaheim 2 ha mostrato grande solidità e maturità. Attenzione, perché in queste prime tre gare ha collezionato punti pesantissimi in ottica campionato.
Terzo posto per Eli Tomac, che non riesce a ripetersi dopo le prime due vittorie stagionali.
Quarto chiude Jason Anderson, che per un lungo tratto di gara si è tolto la soddisfazione di comandare il gruppo: incredibile ciò che sta facendo in sella alla Suzuki.
Quinto è Cooper Webb, ancora protagonista di una caduta. Non possiamo parlare di crisi, considerando il risultato finale e alcuni frangenti di gara in cui si è dimostrato molto veloce, ma per riconfermarsi campione servono vittorie o, quantomeno, podi.
Peccato per Ken Roczen, che cade nelle fasi iniziali ed è costretto a una furibonda rimonta, chiusa all’ottavo posto sotto la bandiera a scacchi. Davanti a lui Jorge Prado, che continua a prendere le misure con il Supercross e, dopo una partenza non delle migliori, riesce comunque a mettere a segno alcuni sorpassi.
Continua il trend positivo di Joey Savatgy, che chiude in sesta posizione.
Nella 250 è affare di Haiden Deegan, che vince e allunga in classifica. L’unico pilota in grado di impensierirlo, lo sappiamo, è Levi Kitchen, costretto però al ritiro dopo essere caduto in partenza per la terza settimana consecutiva. Se non è una maledizione Pro Circuit questa, davvero non sappiamo come altro definirla.