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Dainese passa di mano. HPS Investment Partners e Arcmont Asset Management hanno chiuso l'acquisizione del 100% del capitale, con il semaforo verde antitrust dalla Commissione Europea. Non si tratta solo di un cambio azionista, arrivano infatti 30 milioni di euro freschi e un debito tagliato di oltre 190 milioni (tra bond senior a tasso variabile fino al 2030 e una nuova linea revolving da 45 milioni con Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bank of America). Un'iniezione vitale per il gruppo veneto, pronto a investire su innovazione tecnologica, espansione dei marchi e conquista di mercati chiave. "Svolta epocale", tuona Angel Sánchez, CEO di Dainese. "HPS e Arcmont sposano la nostra ossessione per innovazione, sicurezza e design. Con loro, sfruttiamo lo slancio attuale per prodotti che uniscono tech e stile”.
Ricordiamo che Dainese ha rivoluzionato la sicurezza in moto. Ricordate le prime tute in pelle con protezioni integrate? O il lancio degli airbag D-Air nel 2002, pionieristici per la protezione toracica? Dainese ha protetto campioni come Max Biaggi, Valentino Rossi e generazioni di piloti MotoGP e Superbike. Acquisita da Carlyle nel 2017, ha ampliato il portafoglio con i caschi AGV e marchi come Forma e X-Tech, diventando leader mondiale con oltre 500 brevetti e una rete globale.
Dainese purtroppo ha affrontato una crisi finanziaria profonda tra il 2022 e il 2025, culminata con l’attuale acquisizione da parte di HPS e Arcmont. Ricordiamo che la fase critica è iniziata sotto la proprietà di Carlyle (dal 2022), con consecutivi bilanci in rosso: perdite di 22 milioni nel 2022, 43 milioni nel 2023 e un picco record di 120 milioni nel 2024. Ora però si guarda al futuro: cosa aspettarsi? Evoluzione negli airbag, materiali smart e forse nuove collaborazioni con i team MotoGP. Per i motociclisti, significa protezioni più leggere, tech e performanti e la consapevolezza che un brand storico come questo possa guardare avanti con fiducia.