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Coronavirus, Fase 2. Magri, Ancma: "Riaprire subito o la tenuta del settore sarà a rischio"

- Il presidente dell’associazione dei produttori di cicli, motocicli e accessori: “I nostri veicoli avranno ruolo importantissimo nella mobilità della ripartenza, imprese pronte a riprendere già oggi adottando con responsabilità protocolli sanitari condivisi”
Coronavirus, Fase 2. Magri, Ancma: Riaprire subito o la tenuta del settore sarà a rischio

“Il nostro sistema industriale e la rete di distribuzione e vendita stanno subendo un danno economico molto rilevante, la tenuta è a rischio”. A lanciare il grido d’allarme della filiera nazionale delle due ruote è Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA, l’associazione dei produttori di cicli, motocicli e accessori, che in una lettera indirizzata al Governo e a Vittorio Colao, il manager che guida la task force per la ripartenza, ha chiesto “la riapertura immediata delle imprese del settore”.

Protocolli sanitari rigorosi

“I nostri associati - sottolinea Magri in una nota diffusa stamane - sono pronti a riprendere già oggi e a farlo con responsabilità, adottando in modo rigoroso i protocolli sanitari condivisi con le parti sociali, nell’interesse dei lavoratori e della tutela di un mercato contraddistinto da una forte stagionalità”.  

Mercato, marzo -66%

“A differenza di altri settori - continua il presidente di ANCMA - quello delle due ruote concentra infatti la gran parte delle vendite nel periodo tra aprile e luglio. Solo nel mese di marzo, con la chiusura dei concessionari, abbiamo subito una contrazione del 66% rispetto all’anno precedente e le previsioni su maggio sono molto negative: proprio per le caratteristiche del nostro mercato difficilmente potremmo recuperare una parte di questi volumi se si protrarranno le chiusure”.

Storie di eccellenze produttive

Ma a preoccupare l’associazione sono anche le ripercussioni sull’export e le vendite su mercati esteri attivi, dove le aziende italiane giocano un ruolo indiscusso di leadership. “Basti pensare - spiega Magri - che il 18% della produzione europea di biciclette e quasi la metà di moto avviene in Italia: parliamo di un eccellenza industriale da circa 320 mila veicoli e 2,6 milioni di bici all’anno, a cui si aggiungano importanti realtà industriali e artigianali che producono accessori, componenti e abbigliamento tecnico che hanno fatto la storia di questo settore a livello internazionale”.

Rete vendita in affanno

Infine, il pensiero del presidente di Confindustria ANCMA va alla rete di vendita, “un tessuto commerciale costituito da circa 5.000 negozi, piccole realtà imprenditoriali talvolta a conduzione familiare, che in questo momento con l’adozione, ad esempio, di misure di vendita alternative potrebbero in qualche misura tornare a respirare e favorire la diffusione di bici e moto”.

Due ruote e mobilità

Le due ruote, siano esse a pedale, a motore o a trazione elettrica - ha concluso Magri - giocheranno infatti un ruolo importantissimo nella mobilità individuale della ripartenza, soprattutto nei contesti urbani, dove possono assicurare in maniera esclusiva il distanziamento sociale, la velocità negli spostamenti e una maggiore sostenibilità ambientale”.

  • Fabio Ricci1, Gambassi Terme (FI)

    Penso ai politici che vorrebbero farci stare in casa ancora per mooolto tempo......tanto il loro lauto stipendio sarà sempre assicurato
  • giacomino791, Monserrato (CA)

    Favorevole alla riapertura ma differenziata per regioni.

    L'emergenza in Sardegna non è la stessa della Lombardia o Veneto o Emilia o Piemonte.

    Bisognerà vedere l'andamento dei contagi ma mi auguro che almeno le 4 regioni di cui sopra vengano dichiarate zone rosse fin quando il contagio sarà pari a zero.
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