STRATEGIE

Claudio Domenicali, CEO Ducati: "Il nostro presente da record, nonostante la pandemia"

- Una disamina a tutto tondo del presente e del futuro di Casa Ducati, tra la resilienza fruttuosa per non soccombere alla pandemia e i piani di sviluppo che vanno dall'innovazione tecnologica alla nuova mobilità sostenibile. Con un occhio al target più giovane
Claudio Domenicali, CEO Ducati: Il nostro presente da record, nonostante la pandemia

Il Gruppo Audi si confronta con la stampa italiana in un momento topico della storia economica del nostro Paese, segnata da un annus horribilis martoriato dall’arrivo della pandemia, e dall’uscita da un tunnel che sembra ancora di là da venire.

Al tavolo, virtuale, della discussione, con Hildegard Wortmann, Board Member AUDI AG per Vendita e Marketing e Stephan Winkelmann, Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini S.p.A, anche Claudio Domenicali, CEO Ducati, in diretta da Borgo Panigale, cuore della Motor Valley e di ciò che il manager bolognese ha definito “un’energia senza precedenti che ci ha consentito di gestire la nostra azienda come una famiglia e chiudere un anno difficile in modo positivo, arrivando addirittura a segnare un secondo semestre record, il migliore di sempre, e di registrare il miglior cash flow nella storia dell’azienda”.

Sono cifre e fatti importanti quelli che il CEO dell’azienda emiliana oggi più che mai solida e redditizia snocciola durante il suo speech, due attributi che neppure una pandemia mondiale è riuscita a scalfire, nonostante uno stop alla produzione di ben sette settimane, perlopiù in un momento in cui avrebbe potuto fare danni seri, considerando come la stagionalità nelle vendite è un fattore di cruciale importanza nel comparto delle due ruote.

Le cifre di un successo

Dati alla mano, Ducati ha consegnato ai clienti di tutto il mondo 48.042 (53.183 nel 2019) moto, contenendo il differenziale di vendite rispetto al 2019 al -9,7%, con un fatturato che ha raggiunto i 676 milioni di euro contro i 716 milioni del 2019 e un risultato operativo di 24 milioni di euro contro i 52 milioni dell’anno precedente, con un margine operativo del 4%.

Con un trend di crescita nelle vendite rispetto al 2019 in Cina (+26%), in Germania (+6,7%) e in Svizzera (+11,1%) e l'Italia che rimane il primo mercato per Ducati, seguito da quello degli Stati Uniti.

Il tutto senza che gli investimenti sui nuovi prodotti siano stati stati toccati.

E il futuro?

L'hi-tech che passa dallo sport

“Ducati è pronta ad affrontare il nuovo anno con energia ed entusiasmo - rassicura Domenicali - a partire dalle consegne dei modelli della nuova gamma, e con la ripresa delle ostilità tra i cordoli del Campionato del Mondo MotoGP, forti della vittoria del Titolo Mondiale Costruttori MotoGP conquistato nel 2020, e al Campionato Mondiale Superbike, il cui inizio è previsto per maggio”.

Senza dimenticare altri primati, più recenti, siglati da Jack Miller e Johann Zarco nei recenti test pre-campionato in Qatar in termini di tempi sul giro e velocità assolute.

Il primo dei due aspetti va letto anche in controluce con un altro significato, che il CEO Ducati ha tenuto a sottolineare con particolare enfasi, quella dell’avanguardia tecnologica che da sempre sta nel cuore delle strategie dell’azienda e che continuerà a produrre innovazione, a partire da quella che c’è già sulle strade per esempio a bordo della Multistrada V4 che, grazie al radar e al cruise adattivo, permette alla moto di accelerare e frenare in autonomia.

I giovani e la nuova mobilità

Ma nei piani futuri di Ducati c’è anche molto altro, a partire da un allargamento della gamma in direzione di modelli che possano risultare appetibili anche a un target più giovane, in grado di incrociare anche l’attuale aumento di interesse verso le nuove esigenze di mobilità.

Su quest’ultimo punto non poteva mancare un cenno all’elettrificazione del modo di muoversi che in casa dello stesso Gruppo di cui la Casa di Borgo Panigale fa parte si declina in un binomio tra offerta di prodotti Premium e sostenibilità ambientale che sta in testa a tutte le strategie per il presente e il futuro prossimo. “Il rispetto per l’ambiente e il conseguente passaggio all’elettrico rappresentano una responsabilità che dobbiamo assumerci tutti”, argomenta Domenicali. “E io ho le idee molto chiare di come le caratteristiche del motore elettrico possano rappresentare non un problema, ma addirittura un elemento vantaggioso per un marchio come il nostro, per il quale la sportività della guida è così importante. Certo c’è da superare l’ostacolo delle batterie, sia in termini di peso che di durata. E, su questo stesso tema, c’è anche un altro aspetto da non trascurare, quello dei carburanti ecologici che possono offrire gli stessi vantaggi in termini di riduzione della CO2 nell’ambiente anche in un motore endotermico”.

  • Mauro XC, Occhieppo Superiore (BI)

    Si però Domenicali.., mangiaaa...!!!!

    Mai avuta una Ducati però adesso ce ne sono davvero molte che fanno gola, gran belle moto niente da dire.
  • PJ111, Pesaro (PU)

    Il vero patrimonio di Ducati sono i Ducatisti puri e duri ; Ducati infatti gode di un piccolo numero di appassionati disposti a pagare molto per avere un prodotto sicuramente particolare ma non ai vertici nè per tecnica nè per design .
    Lo scorso anno ha fatto meno di 50.000 moto!!
    I numeri di BMW , KTM , ed altri costruttori Eurpoei sono 20 volte superiori ; i numeri dei costruttori Giapponesi sono impressionanti ( Honda 17.000.000 di motocicli)

    A mio avviso Ducati è un' azienda che gode solo dello zoccolo duro dei suoi grandi fan , osservando i numeri l'azienda non cresce negli anni nè per volumi produttivi nè per fatturato. Non primeggia affatto nell' innovazione tecnica.
    A mio parere quindi è gestita in maniera modesta e non sfrutta affatto le vere potenzialità del marchio

    Domenicali: molto , molto, autoreferenziale ( forse lui è il vero problema di Ducati per la gestione sportiva)
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