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Enzo Simonini, era un “artigiano” dei motori, un pioniere tra i costruttori
modenesi. Dopo la scomparsa nel 2020 di Francesco Villa, era rimasto
l’ultimo ad aver creato una moto che ha fatto sognare le generazioni degli
anni Settanta e Ottanta. Aveva aperto la sua prima officina negli anni
Sessanta a Bomporto, dove era nato e cresciuto in una famiglia di
panettieri. Andò così: Enzo usava un ciclomotore per consegnare il pane,
le strade erano sterrate, decise di trasformarlo in un motorino da cross.
Da quella prima idea nacque il sogno di trasformare la passione in lavoro.
Operò alla Fiat Trattori, poi si mise in proprio: nella cantina di casa si
dedicò all’elaborazione, preparando i primi kit di trasformazione per tutti
i tipi di ciclomotori: marmitte, cilindri, pistoni, tutto ciò che poteva
aumentare la potenza e che si montava facilmente. Poi Simonini passò dai
motori ai telai fino a quando, nei primi anni Settanta, realizzò la sua prima
50 da cross con il motore Sachs da lui elaborato. Nel frattempo la
Simonini si era trasferita a Torre Maina, dove nacque la 125. Affidate a
Giuseppe Fazioli, Tommaso Lolli o Oliviero Incerti le moto hanno iniziato a
dare risultati a livello nazionale, fino al titolo tricolore Cadetti di Giuseppe
Fazioli.
Nel 1974 la Simonini offriva una gamma completa, dalla 50 fino alla 250
motorizzata con uno sperimentale motore Simonini. Poiché le richieste
erano alte, Enzo decise di entrare in società con la Fornetti Impianti di
Maranello. Infine rientrò a Torre Maina: con l’aiuto dei figli Claudio e
Paolo produsse altri kit di trasformazione per motorini e moto, fino ad
arrivare a quelli per il volo di aerei leggeri con tanto di motori. Come la
Federazione Motociclistica Italiana e il presidente Giovanni Copioli, anche
noi esprimiamo la nostra vicinanza per la perdita alla moglie Eliane
Alfredine, ai figli Claudio (storico presidente del Moto Club Castellarano),
a Paolo, Violetta, Alfredo, agli altri familiari e agli amici.Enzo Simonini, era un “artigiano” dei motori, un pioniere tra i costruttori
modenesi. Dopo la scomparsa nel 2020 di Francesco Villa, era rimasto
l’ultimo ad aver creato una moto che ha fatto sognare le generazioni degli
anni Settanta e Ottanta. Aveva aperto la sua prima officina negli anni
Sessanta a Bomporto, dove era nato e cresciuto in una famiglia di
panettieri. Andò così: Enzo usava un ciclomotore per consegnare il pane,
le strade erano sterrate, decise di trasformarlo in un motorino da cross.
Da quella prima idea nacque il sogno di trasformare la passione in lavoro.
Operò alla Fiat Trattori, poi si mise in proprio: nella cantina di casa si
dedicò all’elaborazione, preparando i primi kit di trasformazione per tutti
i tipi di ciclomotori: marmitte, cilindri, pistoni, tutto ciò che poteva
aumentare la potenza e che si montava facilmente. Poi Simonini passò dai
motori ai telai fino a quando, nei primi anni Settanta, realizzò la sua prima
50 da cross con il motore Sachs da lui elaborato. Nel frattempo la
Simonini si era trasferita a Torre Maina, dove nacque la 125. Affidate a
Giuseppe Fazioli, Tommaso Lolli o Oliviero Incerti le moto hanno iniziato a
dare risultati a livello nazionale, fino al titolo tricolore Cadetti di Giuseppe
Fazioli.
Nel 1974 la Simonini offriva una gamma completa, dalla 50 fino alla 250
motorizzata con uno sperimentale motore Simonini. Poiché le richieste
erano alte, Enzo decise di entrare in società con la Fornetti Impianti di
Maranello. Infine rientrò a Torre Maina: con l’aiuto dei figli Claudio e
Paolo produsse altri kit di trasformazione per motorini e moto, fino ad
arrivare a quelli per il volo di aerei leggeri con tanto di motori. Come la
Federazione Motociclistica Italiana e il presidente Giovanni Copioli, anche
noi esprimiamo la nostra vicinanza per la perdita alla moglie Eliane
Alfredine, ai figli Claudio (storico presidente del Moto Club Castellarano),
a Paolo, Violetta, Alfredo, agli altri familiari e agli amici.
foto: federmoto.it