Elettriche

Brammo Empulse: le elettriche sfidano le convenzionali in gara

- La Casa statunitense sfrutta il nuovo regolamento AFM per sviluppare le proprie supersportive a propulsione elettrica contro le tradizionali moto a benzina
Brammo Empulse: le elettriche sfidano le convenzionali in gara

Se avete un interesse anche solo superficiale per le moto elettriche il nome Brammo non vi suonerà nuovo. L’azienda dell’Oregon, da sempre impegnata nello sviluppo di mezzi sportivi, quest’anno ha deciso di sfruttare competizioni normalmente riservate alle moto per così dire tradizionali per portare ad un maggior livello di competitività le proprie Empulse da gara. La AFM (American Federation of Motorcyclists: una Federazione statunitense alternativa alla classica AMA), associazione che organizza competizioni velocistiche, ha infatti deciso di aprire alle elettriche alcune delle proprie categorie.

 

Forti dei servizi di Eric Bostrom e Shelina Moreda come piloti, i ragazzi di Brammo hanno quindi deciso di partecipare alle categorie AFemme (femminile), Superbike 250, Superbike 750 e Formula 1. Il regolamento è facile: sono ammessi tutti i mezzi al di sotto della cilindrata indicata (per la F1 grossomodo vale il vecchio regolamento TT/F1, con 4 cilindri da 750cc, bicilindriche 1000 e due tempi 500) con modifiche illimitate rispetto al modello di serie. Per tutti, gomme slick.

 

Insomma, non si tratterà di un Campionato del Mondo, ma è abbastanza facile intuire come i mezzi in griglia non siano lentissimi. La Empulse TTX prende quindi parte alla Superbike 250, mentre la più potente Empulse RR viene schierata in tutte le altre categorie. Dopo una prima prova difficile a Sonoma Raceway (l’ex Infineon Raceway, ancora prima Sears Point) l’arrivo a Thunderhill ha offerto a Brammo l’opportunità di correre su una pista più congeniale alle loro Empulse, che possono sfruttare un certo vantaggio di potenza rispetto alle concorrenti ma pagano la massa nelle lunghe curve in percorrenza e nelle ripartenze brevi.

 

I due piloti hanno sfruttato in entrambi i casi l’assoluta linearità dell’erogazione e il vantaggio di coppia e cavalleria per scattare nei rispettivi gruppetti di testa, riuscendo a difendersi con una certa efficacia dagli assalti dei mezzi più veloci e con la soddisfazione, per Bostrom, di aver fatto segnare il secondo tempo assoluto della sua sessione di prove. La Moreda, al debutto assoluto su una moto elettrica, ha collezionato una caduta in prova da cui fortunatamente tanto lei che la TTX sono uscite senza danni.

 

In gara la Moreda ha collezionato un bel sesto posto nella Superbike 250, mentre Eric Bostrom ha chiuso una posizione più sotto la Formula 1. Partito tredicesimo, il fratellino del più noto Ben si è infilato nella prima curva quarto; la gara è stata dura, con gli avversari che incalzavano nei punti più critici per la Empulse – specialmente la velocissima curva 2 – ma pur non riuscendo a migliorare i tempi fatti segnare il sabato in prova, il Team ha espresso tutta la sua soddisfazione con un’espressione che rende alla perfezione lo spirito con cui ha lasciato il tracciato nord-californiano. “Prima andavamo in pista per partecipare. Ora possiamo dire che ci siamo per correre”.

 

Un po’ peggio è andata nella Superbike 750 – a dispetto del nome popolata per lo più da 600 preparatissime – dove E-Boz è rimasto intrappolato in partenza dietro ad un gruppo di piloti e, pur rimontando, non è riuscito ad andare oltre la decima posizione. Da notare, però, che in tutte le partenze del weekend le Brammo hanno chiuso dentro la top ten, migliorando quasi costantemente i tempi sul giro e lasciando intendere margine di miglioramento. Rassegniamoci, le moto elettriche arriveranno davvero.

 

Foto: Brammo.com

 

  • tdname, Nimis (UD)

    Beh come dire...

    Hai usato tu il termine "frivolezze"....e chi dà tanto peso a quest'ultime che cos'è se non "poco cresciuto"??
    Ah oh, in alternativa se vuoi chiamarti "superficiale" fai pure, ma non l'ho detto io! :)
    Se provi a cercare il significato di "frivolezza" capisci come ha poco senso dargli così tanto peso...si finisce facilmente dalla parte dell'inutile.

    La moto è moto.
    Possono contare i cavalli erogabili, il tipo di sospensioni o freni (soprattutto in pista), la comodità di guida (per viaggi lunghi), i dispositivi di sicurezza installati....ma di sicuro una moto non è più/meno moto a seconda del suono.
    Non vedo l'ora che risolvano il problema dell'autonomia e che la tecnologia faccia quel piccolo passo in più per sverniciare quelle stufette ambulanti dei mezzi a combustibile fossile.
    Trovo più "libidinoso" e soddisfacente un sorpasso "dal nulla" di una moto elettrica (nel senso che vieni sverniciato senza essertene accorto) piuttosto che sentire chi ci retrocede più di quello che ci sta davanti.

    Diciamo che la maggioranza ha perso di vista il motivo per cui si cambiava terminale di scarico, e ora lo si cambia solo per "gusto di sound"....ma se è il sound quello che si cerca, forse non è meglio accendere l'HiFi di casa e ascoltarsi una bella canzone? ;)
  • enjoyash, Vigonza (PD)

    e certo

    ora essere indifferenti al sound di una moto è essere più maturi e cresciuti, ma per piacere...il sound della moto fa parte anche lui del gusto di averla e guidarla, così come l'estetica e altre frivolezze irrazionali che non servono alla guida.
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