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Al centro della bufera giudiziaria c'è l'installazione di un autovelox lungo la Strada Regionale 104, nota come Monselice-Mare, che secondo gli inquirenti sarebbe stata autorizzata grazie a una manipolazione al rialzo delle statistiche sugli incidenti stradali.
La vicenda prende le mosse dai documenti presentati dal Comune alla Prefettura per ottenere il necessario via libera all'installazione del rilevatore di velocità. Stando al dossier ufficiale, nel periodo compreso tra il 2016 e il 2020 su quel tratto di strada si sarebbero verificati ben 22 sinistri, con 35 feriti. Numeri allarmanti, teoricamente perfetti per comprovare l'elevata pericolosità della tratta. Ma a sollevare i primi dubbi è stato Roberto Bazzarello, consigliere di minoranza, convinto che quelle cifre fossero state ritoccate ad arte con l'unico scopo di fare cassa a spese degli utenti della strada.
Andando a spulciare e incrociare i registri dell'Ufficio Statistica della Regione Veneto, il consigliere ha fatto emergere una realtà ben diversa: i dati regionali certificavano, per lo stesso lasso di tempo, la metà dei sinistri (10 incidenti) con 19 feriti e nessuna vittima. Una discrepanza troppo netta per passare inosservata, che ha spinto Bazzarello a presentare un esposto in Procura innescando le indagini, sfociate ora nella richiesta di processo per il primo cittadino, che ricopre anche la carica di vicepresidente nazionale dell'Anci.
Curiosamente, il dispositivo al centro della contesa ebbe vita brevissima. Installato nell'agosto del 2023, rimase in funzione solamente per un paio di mesi: a ottobre cadde infatti vittima di Fleximan, il misterioso sabotatore seriale che lo abbatté segandolo alla base. Da quel giorno, l'occhio elettronico non è mai più stato ripristinato.
Dal canto suo, il sindaco Cavazzana ha respinto con forza le accuse, difendendosi pubblicamente sui propri canali social. Il primo cittadino ha precisato di non aver né compilato né inviato in prima persona gli atti contestati, ribadendo di aver sempre agito nella massima trasparenza e nell'esclusivo interesse della comunità. Sottolineando come la Monselice-Mare resti un'arteria estremamente pericolosa e bisognosa di interventi urgenti, Cavazzana si è detto sereno e fiducioso nel lavoro della magistratura, pronto a smontare le accuse davanti al giudice. Di tutt'altro avviso Bazzarello, che attende l'esito giudiziario ritenendo l'azione della Procura una conferma della fondatezza del lavoro di controllo svolto dall'opposizione.