Allarme ANCMA. Le assicurazioni moto potrebbero aumentare dell'80%

Allarme ANCMA. Le assicurazioni moto potrebbero aumentare dell'80%
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Il ddl concorrenza estende il meccanismo del rimborso diretto anche alle assicurazioni europee operanti all'estero. Per chi è assicurato in questo modo i rincari potrebbero arrivare anche all'80%
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28 luglio 2022

A lanciare l'allarme è ANCMA che chiede con urgenza  l’apertura di un tavolo per la riforma del CARD ovvero Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto. Infatti con l’approvazione da parte della Camera del ddl Concorrenza il maccassimo CARD, a cui oggi aderiscono le imprese assicurative italiane verrà esteso anche a quelle operanti in Italia con sede legale in altri Paesi europei.

A questo punto è necessaria una spiegazione. Il CARD introdotto nel 2007, prevede in pratica che il conducente che subisce un incidente non venga risarcito dall’assicurazione del responsabile del sinistro, bensì dalla propria: quest’ultima riceverà successivamente un rimborso forfettario dall’assicurazione del conducente che ha causato l’incidente. Molto spesso il rimborso forfettario però nel caso delle moto è inferiore a quello effettivamente corrisposto all'assicurato. Questo costringe le assicurazioni ad aumentare il premio assicurativo di circa un 30% in più. Molti motociclisti si sono allora rivolti ad assicurazioni al di fuori dell'Italia che non adottano il CARD e che quindi permettono di risparmiare sulla polizza. Con l'estensione a tutte le assicurazioni europee operanti in Italia anche chi le ha scelte per evitare gli aumenti vedrà lievitare il premio annuale di circa un 80%. 

“Il notevole aumento dei premi a cui andranno incontro gli oltre 500mila motociclisti assicurati fuori dalla procedura CARD. Ma anche i motociclisti assicurati nel CARD già oggi pagano alcuni "oneri di sistema" che pesano per circa il 30% sul premio assicurativo. Questa prospettiva – si legge in un comunicato stampa diffuso da ANCMA - rende necessaria un’azione di riforma del CARD stesso come recentemente dichiarato anche dallo stesso presidente dell'IVASS Luigi Signorini”. 

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