Alcolock, oggi si parte!

Alcolock, oggi si parte!
Oggi il via ufficiale per l'alcolock: il ministero dei Trasporti ha pubblicato gli elenchi: quelli dei dispositivi autorizzati, degli installatori e dei modelli degli automezzi dove è possibile installarlo. Costa molto e le criticità sono tante
24 febbraio 2026

A un anno e più dall'entrata in vigore del nuovo Codice della strada, arriva una delle novità più importanti: l'alcolock, tecnicamente definito Ignition Interlock Device (IID), cioè il dispositivo fisso obbligatorio da installare sull’automezzo per chi viene sorpreso al volante con un tasso alcolemico che supera gli 0,8 grammi per litro.

Il ministero dei Trasporti ha pubblicato sul Portale dell'automobilista la lista dei dispositivi installabili. Era l'ultimo passaggio necessario per rendere operativa la novità; a luglio il decreto attuativo era stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ma, senza la lista, era impossibile procedere con l'installazione.

I modelli

Due i modelli: Breatech B1000 e Zaldy. Per ciascuno sono stati indicati i contatti del costruttore, la lista degli installatori autorizzati e l'elenco delle auto compatibili con ciascun modello. In particolare, il modello Zaldy è compatibile con furgoni e altri mezzi per il trasporto di merci e persone (categorie N e M). Per il Breatech è riportata una lista di marche e modelli di automobili.

Verranno comunicati altri modelli di alcolock e la lista di automezzi compatibili? E’ probabile: l'elenco di mezzi su cui si può installare il Breatech contiene alcune automobili e motrici per camion, ma sono meno di trecento. Una lista largamente incompleta e lo stesso vale per gli installatori. È probabile che l'elenco sarà aggiornato, perché per Breatch ne vengono segnalati una cinquantina e quasi tutti sono a Milano o nelle vicinanze. Per Zaldy gli installatori autorizzati sono appena tre, a Pisa, Varese e vicino a Torino…

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Obblighi e rischi

L'obbligo di installare l'alcolock può arrivare dal tribunale: chi viene fermato dalle forze dell’ordine mentre è alla guida, e al controllo dell'etilometro risulta avere un tasso alcolemico che supera gli 0,8 grammi per litro, può ricevere una multa che va da 800 a 3.200 euro oltre all'arresto fino a sei mesi. In più, la patente viene sospesa per un periodo da un anno a sei mesi. E il giudice, in caso di condanna, fa scattare anche l'obbligo di alcolock. Sarà necessario installarlo e tenerlo per due anni.

Se il livello di alcool nel sangue va oltre gli 1,5 grammi al litro, poi, l'obbligo di alcolock dura per tre anni. La commissione medica per i rinnovi della patente può decidere di renderlo addirittura più lungo e la sospensione della patente può arrivare fino a due anni se si stava guidando un'auto di proprietà altrui.

Le sanzioni

Chi ha l'obbligo dell’alcolock e non lo rispetta deve pagare una multa che va da 158 a 638 euro e vede la patente nuovamente sospesa per un periodo da uno a sei mesi. Pene che raddoppiano se si manomette, se si altera o si rimuove il dispositivo. Se una persona che ha l'obbligo di alcolock viene sorpresa nuovamente alla guida in stato di ebbrezza, le sanzioni previste aumentano di un terzo.

Quanto costa

L'alcolock è un etilometro fisso installato sull'auto. Prima di potere avviare il motore bisogna soffiare nel boccaglio (monouso). Se il livello di alcool nel sangue è alto il motore non si accende. Il costo? Tra dispositivo e installazione si potrà arrivare, secondo la maggior parte delle stime, tra i 1.500 e i 2.000 euro, tutti a carico dell'autista.

Questo è solo il primo dei costi, ma se ne aggiungono altri. Come detto, per soffiare bisogna usare dei boccagli monouso e questi vanno comprati a parte. In più, l'alcolock va tarato una volta all'anno per mantenerlo a norma, un’altra spesa.

Secondo Federcarrozzieri le criticità, oltre al costo elevato, sono tante. Il parco auto italiano è molto anziano, l'età media delle auto si attesta sui 13 anni e su molte autovetture vecchie sarà tecnicamente impossibile installare l'alcolock. E non tutte le autocarrozzerie potranno montare gli alcolock sulle vetture, soltanto quelle indicate dal produttore dell'apparecchio e inserite nell'elenco del Mit. Questo limite viola le norme sulla concorrenza e, riducendo il numero di operatori abilitati, determinerà un aumento dei costi a carico degli automobilisti.

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