2022: HRC cambia il suo logo

2022: HRC cambia il suo logo
Edoardo Licciardello
Il logo del reparto corse più famoso del mondo delle due ruote si fa il lifting. Era immutato dal 1982, data della nascita ufficiale
18 gennaio 2022

La casa delle corse. Questo doveva essere la Honda Racing Corporation, HRC in breve, nella mente del suo ideatore, quello Shoichiro Irimajiri che alla fine degli anni 70 iniziò a progettare la ristrutturazione dell'attività agonista della Casa di Tokyo. Così la definì quando la presentò a Soichiro Honda, e così venne comunicata al pubblico quando, sul finire dell'estate 1982, venne annunciata al pubblico.

Prima dell'HRC, le corse in Honda erano attività di cui si occupava solo il reparto R&D, ricerca e sviluppo, attraverso quell'Honda Racing Service Centre Corporation - RSC in breve - che ne costituiva emanazione diretta. Irimajiri rivoluzionò il concetto del reparto corse, creando l'Asaka Center di Saitama, una struttura autoconsistente che ospita tre dipartimenti. L'R&D, che in Honda rimane sempre e comunque legato a filo doppio alle competizioni, l'MSD (Motor Sport Development) ovvero il reparto dove si costruiscono fisicamente le moto da corsa, e infine l'HRC - Honda Racing Corporation - che è la mente, l'organizzazione di tutte le corse in cui Honda è ufficialmente impegnata.

L'HRC è nata quasi in contemporanea con la grande offensiva che ha portato Freddie Spencer a conquistare il primo titolo Honda in classe regina, nel 1983. Da allora ha sempre partecipato ai due Mondiali riservati ai prototipi, il motomondiale/MotoGP e il Mondiale Cross, mentre si è impegnata a fasi alterne, quando il suo lavoro poteva avere ricadute interne ritenute importanti, nella Superbike, nel Trial e nei Rally.

Da allora, al netto di qualche piccola variazione nel pantone dei colori più o meno ufficiale, il logo era rimasto immutato. Il cambio di questo 2022, a quarant'anni esatti di distanza dalla nascita, vuole essere un messaggio importante e significativo di inversione di tendenza: anche quest'anno, se si eccettua il settecentesimo titolo (o giù di lì...) di Toni Bou, e la comunque importantissima affermazione in F1 (da cui però si è ritirata, anche se HRC gestirà la transizione della gestione e progettazione delle power unit da Honda al team stesso) con i motori Honda forniti al team Red Bull vincitore con Max Verstappen, HRC è rimasta a secco. MotoGP, Moto3, Dakar, MXGP, MX2, Superbike, sono tutti i titoli andati alla concorrenza.

Uno smacco che Honda, e soprattutto HRC, non può accettare. Il direttore tecnico Takeo Yokoyama ha parlato esplicitamente di una rivoluzione riferendosi alla progettazione della nuova RC213V MotoGP, ma l'impressione è che la portata del cambiamento sia - debba essere - più importante. A volte, le grandi rivoiuzioni partono da piccoli dettagli. Come un logo.

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