MotoGP 2022. Marc Marquez: “Un test per capire se sarò a Sepang”

MotoGP 2022. Marc Marquez: “Un test per capire se sarò a Sepang”
Giovanni Zamagni
L’otto volte campione del mondo torna a parlare pubblicamente dopo il problema alla vista che gli ga fatto saltare le ultime due gare e i test del 2021: “Ho seguito i medici, ci vuole cal-ma. Il prossimo passo è provare una moto da strada in pista, l’obiettivo è essere pronto per il primo test o la prima gara"
14 gennaio 2022

Lunedì 10 gennaio: la HRC fa sapere che il 14 gennaio ci sarà una conferenza stampa con i piloti Honda, ma non con Marc Marquez “Ancora alle prese con il recupero fisico”. Giovedì 13 gennaio: Hrc manda un’altra comunicazione: “Alla conferenza di venerdì sarà presente anche Marc Marquez”, seguito dalla diffusione del video mentre MM93 si allena con la moto da cross. Eccolo, quindi, Marc Marquez alla prima conferenza pubblica dopo l’incidente dello scorso ottobre che gli ha procurato problemi alla vista (diplopia, sdoppiamento della vista).

Sono molto contento di essere qui - attacca Marc - sono stati tre mesi critici, non è mai facile quando c’è di mezzo la vista. Nell’ultimo periodo, però, la situazione è migliorata continuamente: ho sempre seguito il consiglio dei dottori, anche per l’esperienza già avuta nel 2011 (Marquez accusò lo stesso problema dopo una caduta a Sepang durante il primo turno di prove libere della gara di Moto2, nda). E’ stato un processo lento, ma sapevo che era così, avendo già fatto un’esperienza simile. Purtroppo, nell’incidente con la moto da fuoristrada, ho lesionato lo stesso nervo del 2011; c’è voluto tempo, ma nelle ultime settimane le mie sensazioni erano migliori e il controllo dei medici ha confermato i progressi. Per questo sono potuto tornare in moto: ho scelto quella da cross perché è molto impegnativa, un test “completo”. Il risultato è stato molto positivo, adesso pensiamo al prossimo passo: HRC sta provando a organizzare un test con una moto stradale in un circuito da GP”.

Quanto è stato complicato mentalmente?

Psicologicamente è stato uno dei momenti più difficili della mia carriera. Questo è stato il mio quarto inverno in convalescenza, dopo quelli per la spalla sinistra e per la spalla destra. E’ stata dura, perché dopo due vittorie consecutive (Austin e Misano, nda), mi sono infortunato nuovamente e con un problema per il quale non hai certezze. Non ho mai visto nessun pilota passare quello che ho passato io in questi anni, ma sesso va bene: spero di essere pronto per il primo test o per la prima gara. La vista è importantissima, so che devo seguire quello che dicono i medici, anche se adesso mi sento molto bene.

Il recupero è stato più lento del previsto?

Quando c’è di mezzo la vista, non puoi fare programmi precisi. Con la vista è “on” o “off”, acceso o spento, vedi o non vedi. Dopo l’incidente avrei subito voluto guidare il giorno dopo, ma l’esperienza del 2011 mi ha insegnato a stare calmo. I dottori non mi hanno dato nessuna scadenza, anche corono non avevano certezze sui tempi di recupero. E’ stata dura, ma piano piano la situazione è migliorata: sul tavolo c’erano tutte le possibilità, anche quella di non guidare più la moto. Piano piano ho iniziato a sentirmi meglio, settimana scorsa sono tornato in bici, prima su strada, poi con la MTB. Le sensazioni erano positive e i controlli medici le hanno confermate: adesso, prima di tornare su una MotoGP voglio essere sicuro, essere al 100%.

L’intervento chirurgico è scongiurato?

Al momento, sembra che non ce ne sia bisogno, per questo sono tornato a guidare una moto. I dottori mi hanno detto che vogliono vedere cosa succede girando su una pista da MotoGP, vogliono capire come reagisce l’occhio con la velocità, fare un giorno da solo in pista ed effettuare tanti giri. Dal primo momento dell’incidente è stata scelta la strada conservativa: ha funzionato bene, non sembra esserci bisogno di una operazione.

E la spalla destra come sta?

Molto meglio, abbiamo lavorato sulla spalla in questi mesi, ma dobbiamo anche capire come fare perché durante la stagione non si ripeta quanto accaduto nel 2021, con infiammazioni varie.

Puoi descrivere l’incidente?

E’ successo con la moto da fuoristrada: sappiamo tutti che è pericolosa, ma lo è anche andare a girare in piste non all’altezza della MotoGP. Ero in circuito da enduro vicinissimo a casa mia (a Cervera, nda) ero con un pilota di quella specialità. Abbiamo fatto una ventina di minuti, mi sono fermato, poi ho fatto altri due giri e sono caduto a destra. Mi sono rialzato, mi sentivo bene, sono tornato a casa a farmi una doccia. Dopo tre ore, però, ho cominciato a sentire qualcosa, avevo problemi alla vista. Ho chiamato il dottore e mi ha detto di aspettare una settimana, perché, a volte, basta un periodo così per risolvere il problema. Mi ha avvertito che se però non si fosse risolto, sarebbe stata lunga….

Quanto è stata dura non poter salire in moto per così tanto tempo?

Dal punto di vista mentale ho cercato di dimenticare tutto, ho provato ad avere una vita “normale” con chi mi sta vicino. Ho cercato di dimenticare di essere un pilota, ma il primo mese è stato complicato: non può essere altrimenti quando hai problemi alla vista. Non auguro a nessuno un incidente così: ci vuole tempo, ma adesso sto bene e quando torni a guidare le sensazioni sono perfino migliori di prima.

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