122 kg, 75 CV: la Vins Duecinquanta a 2 tempi è stata omologata ...in Giappone.

122 kg, 75 CV: la Vins Duecinquanta a 2 tempi è stata omologata ...in Giappone.
Vins, con la sua straordinaria Duecinquanta, dopo aver fatto palpitare i cuori degli appassionati fin dal suo primo debutto concettuale nel 2017, ha raggiunto un traguardo che pareva impossibile: in Giappone un esemplare è stato regolarmente omologato per la circolazione stradale
27 ottobre 2026

Per chi è cresciuto respirando il profumo dell’olio di ricino e sognando le griglie di partenza della classe 250 da Gran Premio, l’idea di poter guidare oggi una vera due tempi su strada sembrava ormai un'utopia relegata agli archivi del motociclismo. Eppure, a dimostrare che l'ingegneria più pura e romantica sa ancora compiere miracoli, ci ha pensato la Vins con la sua Duecinquanta, che in Giappone in esemplare unico, è stata regolarmente omologata per la circolazione stradale, sfoggiando la targa a fronte di un prezzo per pochissimi eletti, fissato a poco meno di 56.000 euro.

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A rendere quest'opera un vero gioiello non è soltanto l'esclusività della tiratura, ma un concentrato di scelte tecniche audaci e senza compromessi. Il cuore pulsante della moto è un bicilindrico a V a due tempi costruito attorno a un carter fresato dal pieno che alloggia due distinti alberi a gomiti. Se la parte termica sfrutta la collaudata affidabilità di pistoni e cilindri di derivazione Yamaha YZ 125, tutto il resto è farina del sacco dei tecnici Vins, a partire dai corpi farfallati a ghigliottina fino al raffinato sistema di iniezione elettronica proprietario. La lubrificazione è affidata a quattro micro-pompe Dell'Orto, collegate a due serbatoi dell'olio posti ai lati del radiatore, che miscelano il carburante in rapporto 1:50 garantendo un'alimentazione millimetrica a cuscinetti e cilindri.

La particolarità meccanica più esaltante — e brutale — risiede però nella fasatura: i due cilindri da 124 cc scoppiano simultaneamente. Una soluzione da vera moto da corsa che, stando a quanto riportato dall'importatore nipponico Motorist, regala un’erogazione feroce accompagnata da vibrazioni selvagge una volta superata la soglia degli 8.000 giri/min. Se nella configurazione più spinta il piccolo V2 è in grado di sprigionare ben 83 CV a 11.700 giri/min, la versione stradale omologata viene accreditata di ben 75 CV, riuscendo nel miracolo di rispettare le stringenti normative Euro 5 sulle emissioni.

Scaricare a terra una cavalleria simile su una moto che dichiara un peso piuma di soli 122 kg in ordine di marciapromette un rapporto peso-potenza da capogiro, paragonabile alle gloriose racer da campionato mondiale. Questo risultato è stato ottenuto eliminando qualsiasi grammo superfluo: dal cambio a sei marce estraibile a cassetta fino alla catena da competizione alleggerita, ma soprattutto grazie a un telaio monoscocca in fibra di carbonio. 

La struttura in composito integra ingegnosamente al proprio interno i condotti dell'aria, incanalando il flusso dalla ruota anteriore direttamente verso il radiatore e l'aspirazione ricavata nella "V" fredda del motore. Il propulsore e l'avantreno sono vincolati a una sofisticata ossatura in alluminio che rinuncia al convenzionale cannotto di sterzo per fare spazio a un cinematismo di sospensione alternativo e raffinatissimo. Una scultura a due ruote per collezionisti facoltosi, che restituisce all'asfalto il brivido autentico del due tempi più moderno al mondo.