gp del regno unito

Superbike. Doppietta di Sykes a Donington

- Doppietta di Sykes nella gara di casa a Donington Park. Le due Aprilia ufficiali completano il podio. Ottima gara di Giugliano quarto davanti a Melandri. Canepa ottavo, cade Badovini | C. Baldi, Donington
Superbike. Doppietta di Sykes a Donington

 

Tom Sykes ha dominato questo weekend inglese e dopo aver vinto la Superpole ha dominato anche entrambe le gare. L’alfiere della Kawasaki è partito a cannone e mentre in gara uno aveva dovuto vincere la resistenza di Rea nella seconda manche le scaramucce iniziali tra i due piloti Aprilia Guintoli e Laverty lo hanno favorito anche se Tom ha percorso molti giri sul passo di 1’28. Un ritmo insostenibile per qualsiasi altro pilota. L’inglese ha fatto gara a sé e alle sue spalle Guintoli, dopo essersi sbarazzato del suo compagno di squadra lo ha seguito a distanza e mantenendo per tutta la gara, e senza grandi preoccupazioni, la seconda piazza.

Il bello della gara si è visto alle sue spalle e dove un coriaceo Laverty ha avuto la meglio su Giugliano (ascolta la sua intervista) e Melandri. E’ stato un bel duello con staccate al limite e sorpassi millimetrici. Alla fine ha avuto l’inglese dell’Aprilia che dopo aver superato Melandri è stato favorito da un errore di quest’ultimo che è arrivato lungo alla esse ed ha lasciato via libera non solo a Laverty ma anche a Giugliano. Il pilota del team Althea ha fatto un’ottima gara dimostrando una maturità ed una consistenza che non aveva manifestato nelle gare precedenti. Davide non ha commesso errori ma non è nemmeno stato a guardare e ha dato filo da torcere ai due ufficiali. Non male per un giovane al suo secondo in Superbike e per di più con una moto privata. Non ha brillato Davies che ha perso ben presto il contatto con i piloti che lottavano per il terzo posto ed ha concluso al sesto davanti a Baz, che non ha ripetuto la performance di gara uno. Canepa, ottavo, è il primo dei piloti Ducati e a proposito della casa di Borgo Panigale, va rilevato come Checa abbia dato forfait in gara due per il noto problema alla spalla.

Checa ci è apparso abbastanza deluso e mogio in questo weekend inglese e forse la decisione di non correre in gara due deriva anche dalle condizioni della sua moto oltre che da quelle della sua spalla. Cluzel ripete il nono posto della prima manche e lo stesso fa Fabrizio, sempre più lontano dal pilota che avevamo visto in Australia. Rea aveva iniziato bene, ma poi il dolore al braccio lo ha costretto a chiudere il gas e ad accontentarsi di finire la gara. Johnny soffre della sindrome compartimentale al braccio destro che dopo alcuni giri gli si gonfia e gli impedisce di guidare. Con Haslam zoppicante e Rea dolorante, la Honda non è messa certo bene. La Panigale privata di Neukirchner è dodicesima mentre la seconda ufficiale, quella di Badovini ha concluso la sua gara nella sabbia con Ayrton che è caduto nel corso del diciannovesimo giro. Stessa sorte era toccata a Camier che però ha ripreso la gara ed ha concluso al tredicesimo posto. Due scarsi risultati per il pilota Suzuki che in prova aveva invece fatto vedere ottime cose. Raccolgono punti Sandi e Lundh mentre Iannuzzo chiude la classifica al sedicesimo posto


CLASSIFICA

Donington - FIM Superbike World Championship - Race 2

1. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 34'06.921
2. Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 34'14.956
3. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 34'17.659
4. Davide Giugliano (Althea Racing) Aprilia RSV4 Factory 34'19.178
5. Marco Melandri (BMW Motorrad GoldBet SBK) BMW S1000 RR 34'22.897
6. Chaz Davies (BMW Motorrad GoldBet SBK) BMW S1000 RR 34'23.396
7. Loris Baz (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 34'34.445
8. Niccolò Canepa (Team Ducati Alstare) Ducati 1199 Panigale R 34'37.107
9. Jules Cluzel (Fixi Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 34'37.422
10. Michel Fabrizio (Red Devils Roma) Aprilia RSV4 Factory 34'37.806
11. Jonathan Rea (Pata Honda World Superbike) Honda CBR1000RR 34'38.450
12. Max Neukirchner (MR-Racing) Ducati 1199 Panigale R 34'53.703
13. Leon Camier (Fixi Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 35'01.430
14. Federico Sandi (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 35'12.710
15. Alexander Lundh (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 35'27.352
16. Vittorio Iannuzzo (Grillini Dentalmatic SBK) BMW S1000 RR 35'27.640
RT. Ayrton Badovini (Team Ducati Alstare) Ducati 1199 Panigale R 27'21.324 

  • Alessandro200958, Mogliano Veneto (TV)

    Stiducatti

    Schifo di motore, ovviamente si a causa degli air restrictor.
    Con te è meglio specificare.
  • Alessandro200958, Mogliano Veneto (TV)

    Stiducatti

    Sarebbe bello discutere.

    Ma non con te.

    I tuoi presupposti sono viziati da una situazione di fondo surreale.
    Ducati non ha colpe. E' colpa dei regolamenti.
    Secondo te avere un traliccio infulcrato sul carter motore è come avere un airbox di carbonio infulcrato sulle teste... che sarà almeno 20 centimetri più corto, quindi non si discute nemmeno.

    Si, la capacità torsionale va di pari passo alla lunghezza e la regolarità torsionale idem con patate.
    Si, l'airbox in carbonio, secondo me, è la causa del crollo del feeling dei piloti, e di conseguenza della prestazione.

    Lo dice Preziosi che i problemi nascono da li, lo dice palesemente quando racconta che anche Guareschi, con una moto riusciva a sentire le buche, con quella nuova no. E con quella frase ha detto tutto.
    Ne va fiero, ma è una frase disastrosa. Che ha sbattuto per terra Casey 200 volte e che ha mandato alla neuro mille piloti tra cui Valentino.

    Purtroppo è il classico ragionamento all'italiana.
    Sbagliano gli altri, sempre.
    A quel livello tecnico, la Panigale, fa schifo, esattamente come quella moto dalla quale deriva.
    Fa schifo di ciclistica, prima, e di motore poi, e i dati tanto cari a te e tanto cari alla Ducati, non danno l'idea del feeling che ha il pilota.

    Che continuino a guardare i dati e a non ascoltare chi la moto la guida...Vedrai che risultati...

    L'ingresso in curva e la percorrenza sono i problemi.
    E quando Checa dice, "in questa pista non siamo in difficoltà con il motore ma non riusciamo a far girare la moto" rende l'idea di quanto grandi siano i problemi.

    C'è un'azienda che con un decimo del Budget ha realizzato un progetto nuovo, ha avuto coraggio di passare ad un 4 cilindri anche se la sua storia era a 2... Ha avuto il coraggio di sposare la tecnica vincente nelle corse adattandola e sfruttando i punti di forza che aveva l'azienda. Un'azienda che da ormai 2 anni sta massacrando la Ducati in pista.

    Ma la Ducati è una grande moto, è tutto un complotto...
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