Valentino Rossi celebra Kimi Antonelli campione del mondo della F1: "Mi ricorda me stesso a 20 anni"

Valentino Rossi celebra Kimi Antonelli campione del mondo della F1: 'Mi ricorda me stesso a 20 anni'
Il nove volte campione del mondo si congratula con il bolognese, protagonista di un'impresa storica a soli 20 anni: "Mi ha emozionato moltissimo. Può diventare uno dei piloti più forti di sempre"
2 novembre 2026

Ci sono imprese che vanno oltre il risultato sportivo, destinate a rimanere nella memoria di un'intera generazione e quella di Andrea Kimi Antonelli è senza dubbio una di queste.

A 20 anni, il pilota bolognese è diventato campione del mondo della Formula 1, riportando il tricolore sul gradino più alto del Mondiale piloti per la prima volta dal 1953, quando a conquistare il titolo fu Alberto Ascari. Un traguardo raggiunto alla seconda stagione nella massima categoria, al termine di un campionato nel quale Antonelli ha saputo imporsi nonostante la pressione e il confronto con un compagno di squadra di grande esperienza come Russel.

Un successo che ha commentato - emozionato - anche Valentino Rossi, che ai microfoni di Sky ha reso omaggio al traguardo del giovane pilota Mercedes: "Mi ha emozionato moltissimo, è stato un grande ed è stato bello seguirlo. Uno di quei momenti dove uno si ricorda dov'era. Vederlo diventare campione subito così al secondo anno... Quest'anno ha fatto veramente paura. È stato impressionante, la differenza che è riuscito a fare sugli, altri e soprattutto contro il suo compagno di squadra. La Mercedes era la macchina migliore ma non è stata così dominante come negli anni con Hamilton, tanto di questo campionato è suo"

Ad aver colpito particolarmente Rossi non sono state soltanto le prestazioni in pista, ma anche la capacità di Antonelli di unire una mentalità competitiva con la sua spontaneità: "Mi è piaciuto moltissimo la sua aggressività e quasi cannibalismo che ha quando sale in macchina, quando mette il casco, che fa da contraltare invece al suo carattere fuori, perché è veramente un ragazzino di vent'anni, super maturo e grande professionista, ma dall'altra parte è semplice, vero e si diverte a correre. Questa è la cosa dove mi è piaciuto di più"

Rossi, che segue il giovane talento fin dai kart, è convinto che questo successo possa essere soltanto l'inizio di una carriera straordinaria, pur sottolineando quanto sarà importante gestire la notorietà che ne deriverà: "Gli italiani sono tifosi molto sanguigni, dopo una performance così sarà giustamente un eroe italiano. Questo momento è storico. Io sono appassionato del motorsport in generale e ho sempre sofferto come mai non ci fossero italiani forti nell’automobilismo, e mi chiedevo come mai mentre in moto siamo in tanti. In macchina è stato un peccato. L'ultimo è stato Ascari e rivedere un campione della F1 italiano è stato bellissimo. Adesso per lui sarà dura perché diventerà una superstar mondiale, quindi dovrà gestire questo aspetto"

Sul ricordo di come ha conosciuto Kimi: "Ho sentito parlare di lui anche grazie al nome Kimi che ricorda Kimi Raikkonen e ho cominciato a seguirlo anche sui kart. Ma il suo storico non lascia dubbi, lui ha bruciato tutto dai kart, ha fatto la differenza. Ha avuto la fortuna di andare sotto l’ala di Toto Wolff della Mercedes, ma viste le performance di quest'anno li ha ripagati di brutto. Può diventare uno dei più forti della storia. È uno che può diventare veramente uno dei piloti più forti della storia, che può vincere quattro, cinque, sei mondiali. Mi ricorda molto me stesso quando avevo 20-21 anni, mi piace veramente tanto Kimi"

Una pagina su Kimi nel libro?: "Sono molto curioso, secondo me è venuto molto bene, mi sono molto divertito a scriverlo e rileggerlo. Sono curioso di sentire cosa dirà la gente. Parlo anche della mia amicizia con Kimi, di me e i ragazzi dell'Academy, quando andiamo a girare insieme"

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