Promossi e bocciati dopo la prima giornata di test 2017 a Valencia

Promossi e bocciati dopo la prima giornata di test 2017 a Valencia
Giovanni Zamagni
Facciamo un bilancio: molto bene Viñales, bene Iannone e la nuova Ducati, sotto le aspettative la Yamaha 2017, ancora con poca potenza il nuovo motore della Honda
15 novembre 2016

CHESTE – Prima giornata di test: com'è andata? Facciamo un bilancio, anche attraverso le dichiarazioni dei piloti (perlomeno di quelli che possono parlare).


VIÑALES: 1° in 1’30”930 (61 giri). MOLTO POSITIVO

Il debutto di Maverick sulla Yamaha è stato certamente positivo: 61 giri, (quasi) tutti veloci, un passo costante, bello da vedere in sella. C’erano pochi dubbi sulle sue qualità, oggi ha confermato tutto il suo valore, perlomeno come velocità. Ma non solo, assicura Maio Meregalli, responsabile del progetto Yamaha MotoGP.

«Ci aspettavamo che sarebbe stato veloce, ma non così tanto e dopo soltanto 60 giri. E’ molto sensibile ai cambiamenti, ha sentito tutte le modifiche che abbiamo fatto, dando sempre indicazioni corrette».


ROSSI: 2° in 1’30”950 (47 giri). APPENA SUFFICIENTE

C’era grande attesa per la nuova moto, invece la delusione è palpabile: esteticamente perfettamente identica alla precedente, al di là di una “gobba” sul serbatoio, la M1 versione 2017 è stata “bocciata” da Rossi nel motore, mentre il telaio sembra portare dei benefici. Ma una rovinosa caduta di Valentino alla curva 10 ha impedito di usare la nuova ciclistica anche nel pomeriggio.


«Ho iniziato con il telaio standard, ho fatto un buon tempo, ma quando ho provato il motore evoluzione sono rimasto un po’ deluso: mi aspettavo di più, bisogna lavorare. Purtroppo, poi, sono scivolato alla curva 10 (la stessa dove è caduto anche Andrea Iannone, NDA): la cosa incredibile è che, pur avendo un sacco di materiale da testare, sono stato obbligato a montare la gomma dura anteriore, che qui non va assolutamente bene, perché abbiamo a disposizione solo due morbide. E’ stato un gran botto: fortunatamente il telaio non si è piegato, ma nel pomeriggio non abbiamo potuto utilizzare la moto, la riproveremo domani. Le prime sensazioni sulla nuova ciclistica sono invece positive, ma è tutto da confermare domani» spiega Valentino, tutt’altro che soddisfatto, al di là del secondo posto in classifica».


RQUEZ: 4° in 1’31”102 (53 giri). APPENA SUFFICIENTE

Il Campione del Mondo si è alternato alla guida della vecchia RC213V e della nuova: anche lui, come Rossi, è tutt’altro che soddisfatto. «Il nuovo propulsore non porta nessuna miglioria rispetto a quello vecchio: era inutile che continuassi a girare».


ANDREA DOVIZIOSO 5° in 1’31”131 (54 giri). POSITIVO

Andrea ha lavorato tantissimo, come suo solito: ha provato la Ducati 2016 con e senza appendici aerodinamiche, e la prima versione della 2017 (con appendici aerodinamiche). Ecco le sue impressioni.
 

«Sono due giorni molto importanti per noi, perché sono gli ultimi prima di Sepang 2017. Abbiamo quindi fatto un sacco di prove, anche di dettagli, per definire la moto 2017. Ho provato anche una evoluzione di motore, più dolce nell’erogazione ai bassi regimi: è sempre bello per il pilota trovare dei benefici. Purtroppo, avendo poche gomme a disposizione, bisogna centellinare le uscite: la prima sensazione è che la moto nuova ci dà la possibilità di fare regolazioni che la GP16 non ci permetteva più di effettuare. I tempi di oggi sono poco significativi, non si può sapere come e che tipo di lavoro hanno svolto i vari piloti».


Dovizioso, poi, fa una considerazione sulle appendici aerodinamiche. «C’è grande differenza, in accelerazione si fa fatica a tenere la ruota anteriore attaccata all’asfalto: ci eravamo abituati bene, così è più pericoloso di prima».


ANDREA IANNONE 7° in 1’31”165 (41 giri). POSITIVO

Come suo solito, Iannone ha regalato emozione per il suo approccio: per Andrea, che si tratti del primo giorno di test con una nuova moto o l’ultima gara con la Ducati, non fa differenza. Per lui conta solo una cosa: spingere sempre al 100%, provarci sempre e comunque. Ha colpito la voglia, la determinazione di Iannone di provare a replicare subito al tempo di un avversario, in particolare di Maverick Viñales, il suo predecessore in Suzuki. Una generosità che ha pagato con un’altra caduta: anche questo fa parte del suo DNA. I tempi comunque sono stati buoni, così come la sua guida è stata efficace. Per contratto, Iannone non può parlare più di tanto.

«Ho iniziato con grande entusiasmo, l’approccio è stato sicuramente positivo. Peccato solamente per la caduta alla 10: era calata la temperatura, in quel punto, una destra dopo tante sinistre, è facile perdere il controllo. Per il resto, mi sono trovato bene con la moto e con la squadra: naturalmente c’è da lavorare, ma l’inizio è stato senz’altro interessante».

 


Per quanto riguarda il resto, mi aspettavo l’Aprilia un pochino più veloce con Aleix Espagaró (è a 1”247), mi aspettavo Johann Zarco più rapido di Jonas Folger, e una KTM un po’ più avanti in classifica, anche se il distacco non è male (1”683).

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