DAY 3

MotoGP test. Petrucci: "Che gusto quel tempo, ma conta poco"

- Danilo non si esalta più di tanto, nonostante nessun pilota al mondo sia mai stato più veloce di lui in moto a Sepang. “Dà morale, ed è bello essere riuscito a fare il crono quando lo dovevo fare. Ma l’obiettivo è stare nei primi cinque”
MotoGP test. Petrucci: Che gusto quel tempo, ma conta poco

SEPANG – Nessun uomo al mondo è mai stato così veloce con una moto a Sepang: roba da perdere la testa. Ma Danilo Petrucci non si esalta più di tanto, al di là di una soddisfazione più che giustificata.

«Sì, da gusto, ma conta poco. E’ importante soprattutto per il morale, ti dà la convinzione di poter essere efficace: sono riuscito a essere veloce quando lo dovevo essere, e questo è importante. Oltretutto non ho usato la nuova gomma soffice della Michelin, che dicono dare un vantaggio di tre decimi… Ma finisce qui: l’obiettivo è arrivare nei primi cinque».

 

Come nei primi cinque? Lo dici per modestia o perché lo pensi davvero?

«No, lo penso veramente. Al di là della classifica, qui si è visto che le Yamaha vanno fortissimo, che Rins con la Suzuki è velocissimo. Poi ci sono le Honda, che qui sono indietro perché i piloti sono infortunati: insomma, ci sono almeno dieci piloti che possono lottare per il podio in tutti i GP. Ecco che stare costantemente nei cinque sarebbe un ottimo risultato».

 

Al di là del tempone sul giro, come sono andati i test?

«Molto bene, al di là di una caduta oggi alla curva 5 nel giro di entrata in pista, senza capire perché. Sono molto soddisfatto soprattutto di quanto fatto ieri: Dovizioso mi sta dando una bella mano, sto cercando di capire come fare a consumare meno le gomme. Non è facile, perché lui mi dice di frenare un pochino prima e di aspettare un attimo ad aprire il gas, ma l’istinto è di fare esattamente l’opposto. In Ducati stiamo dando tutti il massimo per avere una moto migliore di tutte le altre, poi noi piloti dovremo fare la differenza».

  • Aspesyuma125, Cascina (PI)

    Petrucci mi dà l'idea di un'ottima persona, onesta e simpatica, che non si dà tante arie.
    Dal lato del pilota, è sicuramente veloce ed efficace nel giro secco, molto meno redditizio, invece, nell'economia di un intero gp: questo è dovuto probabilmente alla sua massa, ma anche ad un modo di pilotare un po' grezzo, e per questo sfarina anzitempo le, già precarie di per sé, coperture Michelin; ci fossero state ancora le Bridgestone, probabilmente il buon Petrucci avrebbe sofferto meno. Il suo modo di guidare è sicuramente stato influenzato dall'aver acquisito la sua esperienza solo dalle derivate di serie, che non hanno affinato e reso sensibile, raffinato e puntiglioso verso la ricerca di certe regolazioni e messe a punto che gli avrebbero oggi consentito di essere sempre a giocarsela coi primi, il suo approccio alle moto da gp: voglio dire: a Petrux manca la formazione specifica con i prototipi da gp, derivante dalla gavetta da fare in moto3 e moto2, che pur avendo potenze inferiori a molte derivate di serie, sono comunque prototipi da gp, e come tali vanno trattate ed insegnano ad essere trattate.
    Un grosso in bocca al lupo, comunque, a Danilone, e

    Buona MotoGP a tutti.
  • ghero, bergamo (BG)

    petrucci ha avuto la grande fortuna di arrivare nella motogp direttamente dalla finestra e non facendo le scale gradino per gradino con il rischio di non arrivarci mai.però dopo valencia 2015,lo considero un normale pilota privo di carattere e attributi,cosa che al contrario devono avere chi punta al titolo....forse mi sbaglierò,ma non credo
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