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MotoGP. Miller e Bagnaia, dieci anni fa, sul loro primo podio

- Nel 2011 correvano nel CEV: Pecco vinse la sua prima gara a 14 anni e Miller, che ne aveva 16, fu secondo. Una bella combinazione che sottolinea quanta strada bisogna fare per arrivare al campionato mondiale
MotoGP. Miller e Bagnaia, dieci anni fa, sul loro primo podio

Sul podio uno accanto all’altro: Bagnaia e Miller, dieci anni dopo.
Sul sito di Dorna viene sottolineata una bella coincidenza: già nel lontano 2011, quando entrambi i piloti correvano nel CEV da giovanissimi con le 125, Pecco e Jack festeggiarono sullo stesso podio.

Accadde sul circuito di Albacete l’11 settembre del 2011. Pecco aveva quattordici anni e le foto mostrano quanto era ancora bambino; Jack ha esattamente due anni in più - sono entrambi di gennaio, 1997 e 1995 rispettivamente - ed era molto più alto dell’italiano. Ed erano tutti e due al primo podio in carriera!

“Il problema - ha dichiarato l’australiano nella conferenza stampa post Jerez - è che io ero già alto come oggi, e onestamente lui mi arrivava qui (e ha indicato la vita): era un bambino piccolo, mi aveva battuto un bambino! Ma ero felice. E adesso siamo compagni di squadra in MotoGP!”

Quell’anno Bagnaia era nella squadra Catalunya Caixa Repsol e aveva due bei compagni di team con lo stesso nome: Alex Marquez ed Alex Rins. Ad Albacete vinse la prima gara della sua vita, staccando Jack Miller di circa sei secondi. E anche per Jack era la prima volta che saliva sul podio.

Molti dei piloti che oggi corrono in MotoGP e nelle altre classi del mondiale, sottolinea con giusto orgoglio la spagnola Dorna, hanno iniziato la loro carriera da giovanissimi nel Campionato FIM CEV Repsol. E noi aggiungiamo un altro aspetto altrettanto interessante: tutti i piloti dei massimi campionati hanno fatto grossi sforzi per arrivare dove sono arrivati.

Quanti sacrifici per un ragazzino australiano

Pecco Bagnaia ci aveva raccontato con commozione i suoi esordi internazionali nel CEV. Con papà, mamma e sorellina -tutti sul camper con il quale andavamo anche in vacanza - in autostrada fino in Spagna per disputare le prime corse vere della sua carriera.
Giorni impegnativi ma anche irripetibili, ci aveva detto. E allora è facilmente immaginabile cosa abbia rappresentato tutto ciò per Jack Miller.

Un po’ come Stoner: un ragazzino australiano, che magari in patria ha già dimostrato tutto il suo talento, sa che per emergere deve andare per forza in Europa. Con la famiglia o addirittura da solo, dall’altra parte del mondo, tra gente che non conosce e che ragiona in un’altra maniera.

Arrivare in alto come ha fatto Jack domenica scorsa dev’essere- per uno che è partito da così lontano- una gioia incontenibile.

E infatti Miller è stato sopraffatto dalla commozione, dopo la gara di domenica scorsa a Jerez, anche per le tensioni che in questi mesi ha dovuto affrontare: l’avvio stentato nelle prime gare dopo gli ottimi test in Qatar, i problemi al braccio e la necessità di sottoporsi all’intervento, il dolore quando nel corso del GP di Portimao gli sono saltati i punti di sutura!
Ha dovuto anche affrontare i dubbi sul suo talento, dopo aver suscitato tante aspettative.

La vittoria di Jerez ha dato un altro senso alla stagione di Jack Miller. E anche a quella della Ducati, con la doppietta: agevolata dai problemi fisici di Quartararo sì, ma che non può certamente essere liquidata come fortunosa.

La Desmosedici c’è, la squadra c’è, i due piloti ci sono. Entrambi raggianti e positivi, come dieci anni fa su quel podio di Albacete.

foto d'archivio di motogp.com

  • Valentino.Masini, Cesena (FC)

    "Raggianti e positivi" adesso non voglio e non posso sapere per quale motivo anno scorso (anche prima) non era così, di chi sia la colpa non mi interessa nemmeno saperlo, una semplice considerazione sotto gli occhi di tutti.
    Quando in un team qualcosa turba la serenità causa il rapporto che si è venuto ad instaurare fra il caposquadra e il pilota quest'ultimo ne fa le spese.
    Loro addirittura hanno dato un taglio netto e i piloti li hanno sostituiti entrambi, forse non sarà valso a niente o forse si, di sicuro sembra che ora in quel team vi sia un atmosfera diversa, non solo da domenica dopo il doppio successo ma anche prima quando le cose sembrava non girassero per il verso giusto.
    Sono stato veramente contento per Miller che ultimamente ha dovuto ingoiare bocconi amari ma non ha mollato ben convinto dei propri mezzi e lo ha dimostrato.
    Per quanto riguarda Bagnaia da lui ci si può aspettare di tutto, lo vedo molto convinto dei propri mezzi, consapevole di avere fatto qualche errore di troppo ma nonostante tutto si trova in vetta.
    Se dovesse trovare la quadra giusta per non commettere più errori potrebbe essere un problema per tutti gli avversari.

    Valentino Masini
  • Arturo-22, Pontinvrea (SV)

    Bello sapere un po’ di “storia” dei piloti. E come al solito, bravo Nico 👏
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