MotoGP. Loris Capirossi: "Stiamo studiando come limitare i rischi di investimento in caso di caduta"

MotoGP. Loris Capirossi: "Stiamo studiando come limitare i rischi di investimento in caso di caduta"
Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
In una lunga intervista pubblicata sul Corriere, Loris Capirossi parla di se, del suo passato di pilota e del suo ruolo nel motociclismo di oggi. E rivela che Dorna e FIM stanno studiando un sistema per scongiurare il rischio più grave: l'investimento del pilota caduto
  • Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
16 febbraio 2024

Stavo per telefonare a Loris Capirossi, immaginavo una lunga chiacchierata. E mi ritrovo l'intervista che Loris ha rilasciato a Giorgio Terruzzi. Va bene, la telefonata per ora è rimandata, intanto vi riporto i passaggi più interessanti apparsi sul Corriere.

Primo tema. La sicurezza di oggi nelle corse. Dopo aver raccontato le sue disavventure più serie, Capirex dice una cosa importante.

"Per scongiurare gli incidenti più gravi - spiega Loris - non sempre è possibile intervenire. Per esempio se un pilota cade al primo giro è quasi inevitabile che venga investito. Stiamo studiando come avvertire all'istante chi corre, usando l'elettronica, ma bisogna dirlo: le tempistiche sono strettissime".

Quello dell'impiego dell'elettronica per segnalare l'incidente o addirittura rallentare le moto nei casi più gravi è un tema che tanti appassionati hanno sollevato anche sul sito. Farà loro piacere questa uscita di Loris.

Che poi confida di non aver rimpianti, di dover tanto al dottor Costa e alla moglie Ingrid, di andare in pista ogni tanto per conto proprio per rivivere un po' le sensazioni di una volta, di essere contentissimo che il figlio, Riccardo, ami il pugilato e non la moto.

Capirossi si muove a Montecarlo, dove vive da tanti anni, con lo scooter elettrico. Aggiunge però che sulle strade ci vuole una gran prudenza. E tra le righe critica l'industria.

"Milioni di pericoli inaspettati, c'è più rischio rispetto alla pista. Viaggiare su due ruote è bellissimo, osservi cose che in auto non vedi, ma serve prudenza, una attenzione continua. Il fatto è che il mercato - aggiunge poi - offre modelli potenti come una MotoGP, roba da 320 all'ora..."

Un'ultima uscita su Rossi. Mai successo, gli domanda Terruzzi, di invidiarlo o di criticarlo?

"No, Valentino è stato semplicemente più bravo di me. Formidabile in pista e magari, a differenza mia, molto categorico nelle scelte, cambiando squadra, scegliendo le persone che avrebbero collaborato con lui. Io ero più accomodante. Lui smetterà di correre a 50 o 60 anni, ha una passione e una vitalità senza fondo. Valentino è eterno".