MotoGP 2026. Joan Mir - re del mondiale vinto con i piazzamenti - spiega le tante cadute: "Con Honda devo rischiare per avere qualcosa di importante, nessun rimpianto"

MotoGP 2026. Joan Mir - re del mondiale vinto con i piazzamenti - spiega le tante cadute: "Con Honda devo rischiare per avere qualcosa di importante, nessun rimpianto"
Il pilota HRC: "Non voglio più rivivere il 2023 e il 2024, difficilissimi a livello mentale. Mi piace iniziare una gara sapendo di avere una possibilità e questo mi sta costando molti incidenti"
15 aprile 2026

Ho l'impressione che il mondiale 2020 vinto da Joan Mir sia stato un po' sottovalutato, cioè che sia stato un po' sottovalutato quello che ha fatto Mir.

Il pilota maiorchino fa parte della generazione d'oro dei rookie 2019, quella dei tre campioni del mondo, cioè Mir stesso, Quartararo e Bagnaia.

Ma il classe 1997 è diventato campione al secondo anno di MotoGP, roba da piloti veri. E lo ha fatto non grazie a una moto nettamente superiore, ma grazie a una gestione accortissima di quel campionato: tantissimi piazzamenti e una sola vittoria.

Una sola vittoria di GP e un mondiale di MotoGP: massima resa. Pedrosa di GP ne ha vinti 31, ma di mondiali zero, per dire.

Ecco, allora visti questi dati non possiamo negare che Mir sia uno che sa gestire.

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E allora perché con Honda Mir cade così tanto?

Lo ha spiegato lui stesso, prendiamo le sue parole da crash.net.

"Mi piace iniziare una gara sapendo di avere una possibilità - ha spiegato Mir durante il GP del Texas -, gli anni più difficili per me a livello mentale sono stati il 2023 e il 2024. Non voglio rivivere quell'esperienza". Anni in cui la Honda non era affatto competitiva e il pilota spagnolo era relegato sempre agli ultimi posti.

Sulle tante cadute Mir la spiega così...

"Mi piace quando ho la possibilità di lottare per qualcosa di importante e questo mi sta costando molti incidenti. Ma al COTA dovevo farlo. Non ho alcun rimpianto. Credo che la squadra mi stia supportando in questo senso”

Mir è caduto all'ultimo giro mentre cercava di recuperare un distacco di 0,3 secondi da Acosta per quello che sarebbe stato il primo podio stagionale per Honda...

"Dobbiamo migliorare il posteriore per poter guidare in modo più rilassato con l'anteriore. Se non lo faremo, sarà difficile lottare con gli altri se non mi assumo questi rischi. Quando sono da solo, posso andare molto veloce e in tutta sicurezza. Ma quando sono dietro ad altri, con questa aerodinamica, bisogna correre dei rischi per fermarsi allo stesso modo. Se devo recuperare devo correre un doppio rischio, e questo aumenta le possibilità di cadere. Ecco cosa sta succedendo: questa è la spiegazione"