Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Marc Márquez ha vinto la sua prima gara del 2026 e, in un colpo solo, ha recuperato 30 punti sul capoclassifica Marco Bezzecchi.
Secondo pilota del 2026 a vincere Sprint e gara nello stesso GP (dopo Martín in Francia), ma primo a farlo centrando anche pole e giro veloce in gara. Spettacolo.
Ma il primo a tenere i piedi per terra è stato MM, ricordando che questa pista lo favoriva essendo una pista sinistrorsa, dove il suo braccio destro è stato meno impegnato. I veri banchi di prova, come detto ieri, saranno Brno e Assen.
Tornando a oggi, ecco cosa ha detto MM a Sky: "Sono contento, tornare a vincere costa tanto, l'ho capito già nel 2020 e l'anno scorso che da un giorno all'altro può cambiare tutto, stiamo lavorando per uscire da questo tunnel"
Poi l'onestà...
"Questo è un passo ma, sono sempre onesto, è un po' falso. La pista è a sinistra e non faticosa per il braccio destro. Dobbiamo essere contenti ma a Brno e Assen devo essere con la stessa mentalità e provare ad andare"
Grazie a Ducati...
"Devo ringraziare la Ducati, non mi hanno mai spinto, erano calmi anche all'inizio dell'anno, hanno fiducia in me"
Sulla bellissima sfida con Acosta...
"Un duello al limite, Acosta è un pilota aggressivo, frena tardi, ma sempre nel rispetto. Molto bello, menomale che è durato solo due giri, al terzo uno dei due finiva male"
Ancora sulla vittoria...
"Sono contento di questa vittoria, si deve vincere, abbiamo avuto fortuna perché Aldeguer, Diggia e Bez avevano un passo buono"
A che livello è la tua spalla destra?
"Brno e Assen sono due piste simili al Mugello, lavoro per provare ad arrivare al 100% a Brno e in Olanda, con la stessa mentalità del Mugello. Poi arriva la Germania e poi la pausa estiva e lì spero di fare un grande passo. Vediamo com'è, oggi non mi sono sentito cosi bene, ma lo sapevo, avevo male all'avambraccio sinistro e significa che sta lavorando extra. Il destro non ha sofferto più di tanto perchè abbiamo poche staccate a destra"
Sulla gestione del weekend...
"Nelle FP1 ho visto al secondo run che mi veniva facile e ho scelto di gestire il fisico, se è a posto vado veloce. Ieri mi trovavo meglio di oggi, ma oggi non era cosi stressante come il Mugello"
Donato Grosso ha fatto notare che il papà Juliá, nel box era agitatissimo, come se guidasse con Marc...
"Oggi, nel motorhome, quando mi ha detto che andava a pranzo gli ho detto di non prendere il caffè, che gli avrei dato io delle emozioni, che ci avrei provato (ride, ndr)"
Sulla sua condizione fisica...
"Finché il mio ritorno non sarà finito, dovrò continuare a lavorare sodo per poter lottare per la vittoria sui circuiti con curve a destra”
Cento vittorie, le più belle?
“Ce ne sono tantissime di belle. Per me, il primo in MotoGP è il più speciale, Austin 2013: condividere il podio con Pedrosa, lottare con Valentino, con Lorenzo, quello è stato il momento più speciale. Poi metterei Valencia 2012, dove sono partito ultimo e ho detto addio alla Moto2 in grande stile, vincendo. Tra i primi tre metterei Thailandia 2025, perché è stato l'inizio del miglior anno della mia carriera, o il più felice, perché condividere così tanti podi con mio fratello Álex è stato un anno incredibile. Questo lo metterei tra i primi cinque, al quinto posto. Ce ne sono tanti, molto importanti, soprattutto perché un infortunio ti logora fisicamente, crea nuove limitazioni, ma ti logora ancora di più mentalmente”
Sui 72 punti di distacco da Bezzecchi (erano 102 sabato mattina, ndr)...
“Ci sono ancora molte gare da disputare e, ovviamente, come abbiamo visto oggi, tutto può succedere, ma ho la sensazione che anche se dovessi attaccare avrei più da perdere che da guadagnare, perché non ho tutte le situazioni sotto controllo, come l'anno scorso. Se dovessi attaccare, ci sono più probabilità di commettere un errore che di vincere. Ora è il momento di lavorare, di rimanere con i piedi per terra a Brno e Assen. In Germania, di nuovo, cercherò di conquistare un altro punto. Dopo l'estate sarà il momento decisivo: se avremo davvero una possibilità, se potrò fisicamente raggiungere un altro 100% e competere ai massimi livelli”
Sugli infortuni...
"Durante tutta la mia carriera sportiva mi sono messo molta pressione addosso, ho preteso molto da me stesso, e ora l'ultima cosa che voglio è un altro infortunio, perché sono mentalmente estenuanti, hanno un costo, e riprendersi da un altro sarebbe ancora più difficile. Ecco perché dico che al momento ho più da perdere che da guadagnare, quindi ho bisogno di pazienza"
Su Acosta...
“Quando un combattente incontra un altro combattente… ecco cosa succede. Negli scontri ravvicinati, Acosta è un combattente. L'ho già detto, è uno dei piloti che lasceranno il segno. Ce ne sono 3 o 4 della nuova generazione, ma lui deve essere il leader, perché tra quelli che sono saliti di categoria, è quello che è in MotoGP da più tempo”