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A tre giorni dall'ufficialità del suo passaggio al team Trackhouse Aprilia per il 2027, cioè nel giovedì di Aragon, Enea Bastianini ha parlato della scelta fatta, del futuro terzetto di italiani in Aprilia e di cosa non ha funzionato nella sua esperienza in KTM.
Aprilia era in qualche modo la tua prima scelta, cioè la moto che avresti scelto a prescindere?
"Ero abbastanza convinto dalla prima gara e ho visto sicuramente del potenziale già durante i test, e ho capito che sarebbe potuta essere la scelta migliore per me. Poi ovviamente il futuro parlerà, però io sono sempre stato abbastanza convinto: non nego di aver parlato anche con altri del mio futuro, ma credo che questa sia la scelta migliore. Trackhouse mi è sembrato un team veramente solido, lo hanno dimostrato quest'anno, e ho parlato con Justin, che era molto motivato, molto contento di avermi con loro. Quindi ci siamo incontrati e ho firmato con Trackhouse Aprilia"
In Aprilia sarete un bel terzetto di italiani: tu, Bagnaia, Bezzecchi, tutti con la B. Cosa ti fa pensare questa cosa? Insomma, sembra un po' i vecchi tempi della Ducati, in cui c'erano tutti gli italiani...
"Sì, è sicuramente una bella cosa, e credo che avere dei piloti competitivi che correranno contro di te sia uno stimolo. Credo che Raul, in primis, che sarà il mio compagno, ma anche Pecco e Bez, siano tutti piloti molto veloci, con i quali potremmo sicuramente fare un bel lavoro. Quello sono sicuro. Abbiamo i dati per poterlo fare. La moto non so come sarà, perché quello è difficile: finché non ci sali non puoi sapere cosa aspettarti. Però mi sembra una moto in generale molto bilanciata, un po' per tutti gli stili, e credo che ci sarà sicuramente lavoro da fare, ma si partirà da una buona base"
Cosa non ha funzionato in KTM?
"Sicuramente io ho sempre cercato un qualcosa che probabilmente non posso trovare. Credo che la moto abbia un suo DNA e io abbia il mio. Poi abbiamo fatto sicuramente delle bellissime gare, a volte abbiamo trovato la velocità giusta per poterci giocare delle posizioni molto buone, però non è mai arrivato quel click che mi aspettavo e che spero arrivi da un momento all'altro. La speranza, come dicono, è sempre l'ultima a morire, però bisogna essere realisti: la vera velocità pura, in ogni weekend, non l'abbiamo mai trovata. Quindi credo che non sia giusto né per me né per KTM, perché il potenziale della moto credo sia più alto, Pedro è riuscito a dimostrarlo, ed è anche il mio potenziale più alto"
Questa settimana KTM ha portato il motore in fabbrica per rimapparlo e migliorarlo. Ti aspetti qualcosa di positivo da questa operazione, o non ti aspetti niente?
"Penso che un piccolo vantaggio nelle ultime due-tre gare lo avremo. Tornare ad avere un motore un po' più veloce sicuramente aiuta, e quello che c'è mancato, secondo me, e che vedo in pista, è sicuramente un po' di accelerazione. La velocità di punta ce l'abbiamo sempre, però soffriamo un po' nelle prime marce, quindi credo che KTM abbia lavorato un po' su questo, e anche in termini di affidabilità. Ma sicuramente la cosa positiva è che sia KTM che Tech3 sono sempre stati al mio fianco e non mi hanno mai lasciato perdere, cioè non mi hanno mai detto 'guarda, va bene, se non ce la fai prova a venire davanti da solo'. Sono sempre stati al mio fianco, e questo è stato sicuramente una cosa positiva, e tutti i ragazzi che sono all'interno del team credono in me: questo è un qualcosa che mi motiva ogni giorno, e niente, questo è sicuramente positivo"