MotoGP 2026. GP del Brasile. Fabio Quartararo onesto: “Sarà molto complicato, qualsiasi circuito è difficile per noi. Mentalmente 31 giri sono tanti, quasi noioso. È come al Sachsenring”

MotoGP 2026. GP del Brasile. Fabio Quartararo onesto: “Sarà molto complicato, qualsiasi circuito è difficile per noi. Mentalmente 31 giri sono tanti, quasi noioso. È come al Sachsenring”
Il francese alla vigilia del venerdì: “In pista puoi essere in Brasile o ovunque: se stai faticando, stai faticando. Ma è bello essere qui”
19 marzo 2026

Fabio Quartararo ha risposto ad alcune domande da parte dei giornalisti nel giovedì brasiliano ed ha chiarito la situazione della Yamaha in vista del secondo GP della stagione. Ecco cosa ha detto ai media francesi e inglesi: 
 

È un circuito piccolo, pensi comunque di avere una possibilità con la Yamaha?
“Guardando il tipo di curve, il rettilineo e il tipo di frenata che c’è qui, sarà molto complicato. Sono curve che girano tantissimo, facciamo fatica a far girare la moto, rettilineo, in frenata e un po’ in piega… sarà complicato”

Come si affronta un nuovo circuito? Qual è il metodo per farlo dal punto di vista del pilota?
“Penso che innanzitutto ho guardato, non ci sono tantissimi video di moto qui. C’è un video con l’onboard, ho potuto guardarlo, vedere un po’ il circuito. Ma alla fine abbiamo comunque abbastanza tempo prima delle prove importanti. Quindi la FP1 serve a cercare di non fare errori, di non cadere per provare a imparare il circuito, e poco a poco spingere un po’ i propri limiti, le frenate. Alla fine in FP1 faremo sempre un piccolo errore, cercando di andare un po’ più in là. Quindi penso che non bisogna avere troppa fretta, e poi essere pronti per la sessione del pomeriggio”

Camminare, correre, fare bici sul circuito, serve a qualcosa?
"Per me non serve a niente, perché alla fine facciamo tre giri a piedi. Alla fine quando cammini, a volte è anche peggio, perché quando vai in bici pensi che la curva sia molto più lunga, poi alla fine sei con la moto con 100 km/h in più, pensi che la curva si apra un po’ oppure no, ma alla fine si chiude ancora di più. Penso che sia solo un po’ per vedere com’è la pista, ma non serve a molto”

A livello di setup, partite dalla base della gara precedente o fate una simulazione rispetto al tracciato?
“Non abbiamo una base, quindi ripartiremo come in Thailandia e vedremo cosa succede”

Il fatto di avere un circuito più corto con 31 giri, cosa cambia?
“Sinceramente, mentalmente è molto meglio essere su un circuito come Silverstone con 20 giri, che su un circuito piccolo con 30 giri. Onestamente, quando fai già 10 giri e ne hai ancora 21, mentalmente è lungo ed è un po’ noioso, è come al Sachsenring alla fine. Le gare in cui si inizia ad avere più di 26-27 giri sono molto lunghe”

Cosa cerchi in priorità sulla Yamaha?
“Sinceramente ci sono così tante cose che cerchiamo”

Per fare un piccolo passo avanti… 
“Far girare la moto, avere un po’ più di feeling sull’anteriore. Il motore sappiamo che per ora non possiamo fare niente, ma almeno avere un po’ di feeling davanti e che la moto giri un po’. È questo che mi faceva fare la differenza anche in qualifica, poter davvero spingere al limite, e adesso non abbiamo nessuna idea di dove sia il limite dell’anteriore e la moto non gira”
 

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Domande in inglese

C’è la possibilità che un nuovo circuito, sconosciuto a tutti, possa aiutare Yamaha ad avvicinarsi agli altri?
“No, è una risposta breve perché è la realtà. Qualsiasi circuito sarà difficile per noi”

Sono passate due settimane e mezzo dalla Thailandia. Questo tempo vi ha aiutato a capire meglio la moto e come affrontare un weekend di gara?
“No, non penso, credo che Yamaha abbia fatto dei test a Jerez. Non è stato davvero testato nulla, quindi non penso che andrà meglio o che avremo più conoscenza rispetto alla Thailandia”

Hai parlato con gli altri piloti, Hai il loro feedback? È simile al tuo?
“Sì, è lo stesso. Non c’è un punto in cui ci sentiamo forti. Stiamo cercando di capire, penso soprattutto gli ingegneri stiano cercando di capire dove possiamo almeno fare modifiche per sentirci meglio, ma in generale la sensazione è la stessa per tutti”

Almeno c’è una cosa positiva: siamo in Brasile e le persone sono molto felici. Questo ti rende un po’ felice?
“Beh, felice fuori dalla pista, certo. In pista puoi essere in Brasile o ovunque: se stai faticando, stai faticando. Ma è vero che mi piace il Brasile, quindi è bello essere qui”