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Marc Márquez è tornato a vincere e l'ha fatto alla prima Sprint di Goiania, confermando la teoria che sulle piste nuove, a cose normali, vince lui.
Ecco cosa ha detto MM alla fine del travagliato sabato ai media spagnoli.
È arrivata un’altra vittoria nella sprint, e per di più in un sabato piuttosto strano, con emozioni fino alla fine...
"Sì, sapevo che Diggia, già dalle prove e soprattutto dalle qualifiche, aveva qualcosina in più, ma non bisogna arrendersi. Ho visto che se n’è andato, però ho mantenuto la calma in quei primi giri e, con Quartararo lì in mezzo, Fabio mi è scappato via: non era nei piani. I piani erano stare lì il più vicino possibile. Però poi c’è stato un momento della gara in cui ho iniziato a sentirmi meglio, bene, ed è lì che ho visto che lo stavo riprendendo. Non mi sono messo con troppa ansia, che a volte succede, e mi sono detto: se c’è l’opportunità ci proverò, altrimenti anche un secondo posto va molto bene. Poi lui ha sbagliato ed è lì che ne abbiamo approfittato"
Quanto di questa vittoria dipende dal fatto che ti senti meglio fisicamente e quanto dal fatto che sei specialista nell’approfittare di situazioni come quelle che avete trovato qui, con un asfalto nuovo e così via?
"Guarda, gran parte dipende dal fatto che ieri era bagnato e sono state prove strane. Oggi mi sono svegliato fresco come una rosa: questo è il punto numero uno. Senza dolori, senza fastidi, e ho potuto guidare abbastanza bene. Però è vero che queste due settimane a casa credo ci abbiano fatto fare un piccolo passo avanti. Ancora adesso la posizione del corpo sulla moto la sento un po’ rigida, un po’ strana in quelle curve a sinistra che normalmente mi vengono bene e faccio veloce, senza sciogliermi. È lì che dobbiamo continuare a migliorare. Si è visto che ci sono due stili di guida completamente diversi: Fabio guida la Ducati in un modo e io guido in un altro, ma alla fine lui era efficace nei suoi settori, l’uno e il quattro, e io efficace nel due e nel tre"
Però eri efficace anche nel quarto settore, per esempio. Non ti sono andate male nemmeno quelle curve a destra...
"Mi difendevo, mi difendevo. Il fatto che si siano fatti pochi giri credo mi abbia aiutato anche in questo. Mi adatto rapidamente. È vero che lì forse trovo il limite più vicino, però domani dobbiamo sistemare quattro cose e tornare a provare a stare con Fabio, che è quello che sta guidando meglio"
Vi ha condizionato molto o poco tutto quello che è successo con quella sospensione per la buca nell'asfalto?
"Sì, c’è stato persino un momento in cui mi sono arrabbiato, perché per un pilota è super difficile connettersi, disconnettersi, connettersi, disconnettersi. Abbiamo i nostri rituali prima… almeno parlo personalmente, gli altri non lo so, ma prima della gara hai i tuoi esercizi, il tuo warm-up, il tuo riscaldamento, perché tutta la gente capisca, e credo che lo abbiano capito, ma nel dubbio lo spiego. Costa molto quando sei già dentro fermarti e poi rientrare di nuovo, però per tutti è stato lo stesso. La cosa importante è che domani speriamo non succeda di nuovo. Oggi l’hanno risolta nel modo migliore e speriamo che quel buco resti in quella zona e non influisca sul tracciato"
A Sky invece: "Non è stato facile. Diggia era molto forte. L'ho visto già dalle qualifiche che era capace di essere veloce e costante, ma non mi aspettavo il mio passo. Pian piano mi sono trovato sempre meglio, ogni volta ero più sciolto e questo mi ha fatto fare una seconda parte di Sprint molto buona. Ho visto nello schermo che mi dava gomma media, ma io ho messo la soft dall'inizio".
Sugli obiettivi di oggi e di domani...
"Oggi mi sarei accontentato del secondo posto. Diggia ha fatto l'errore e ne ho approfittato. Domani l'obiettivo numero 1 sarà fare podio"
Sulla buca nell'asfalto...
"Dal punto di vista psicologico è stato difficile, mi sono anche arrabbiato un po' perché abbiamo fatto pronto-non pronto per 3 volte, è difficile per un pilota. Noi abbiamo la nostra routine per il warm up. Alla fine ti devi adattare alla situazione"