MotoGP 2024. Proviamo a immaginare e a farvi vedere le livree speciali per Silverstone [GALLERY]

MotoGP 2024. Proviamo a immaginare e a farvi vedere le livree speciali per Silverstone [GALLERY]
  • di Nico Cereghini e René Pierotti
Sono tante le moto alle quali gli undici team della MotoGP si potrebbero ispirare. I marchi storici come Honda e Yamaha hanno in archivio numerosi modelli di assoluto riferimento, anche Ducati e Aprilia hanno ormai una bella storia alle spalle. Cosa farà KTM, da poco sulle piste del mondiale? Proviamo a ipotizzare a quali moto saranno ispirate le livree che vedremo a Silverstone
  • di Nico Cereghini e René Pierotti
14 giugno 2024

Ducati team interno.

Qui la scelta è d'obbligo: come si fa a non celebrare il primo titolo mondiale piloti della storia Ducati, quello ottenuto con Casey Stoner nel 2007 sulla Desmosedici di Filippo Preziosi? In realtà la storia di Borgo Panigale è ben più lunga, perché Ducati partecipava sporadicamente al mondiale fin dagli anni Cinquanta. Ma lì nel 2007 fu il trionfo. E nella classe regina.

Stoner 2007
Stoner 2007
Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Pramac

Anche se non faceva parte del calendario del mondiale piloti, la 200 Miglia di Imola del 1972 era attigua a quel mondo, a quei piloti e a quei tecnici. Le due frecce d'argento che dominarono sul Santerno con Paul Smart e Bruno Spaggiari hanno segnato un'epoca e rilanciato la Ducati nelle corse e sul mercato delle supersportive. Il team di Campinoti potrebbe, perché no, raccontare quella storia.

Smart e Spaggiari
Smart e Spaggiari

Gresini Corse

Un team privato come quello di Nadia Padovani, così legato alla passione e al territorio, non può che ispirarsi al suo fondatore. Soprattutto se parliamo di storia. L'indimenticabile Fausto Gresini ha conquistato nel 1985 e nel 1987 i suoi due titoli mondiali nella classe 125 con le Garelli, che dopotutto erano moto italiane... come la Ducati.

Gresini 1987
Gresini 1987

VR46

Per le stesse ragioni di cui sopra, il richiamo storico della squadra non può che essere legato al suo proprietario, Valentino Rossi, che con nove titoli in ventisei stagioni mondiali ha lasciato un segno indelebile. Sì, ma quale moto del Dottore prendere a modello? Ecco, qui la scelta è difficile, ma la più iconica è probabilmente quella del primo titolo, la 125 del 1997. Anche se non è una Ducati, ma un'Aprilia...

Rossi 1997
Rossi 1997

Aprilia team interno

La moto del Corsaro: potrebbe opportunamente essere questa l'Aprilia a cui ispirarsi in vista di Silverstone, magari quella del primo dei tre titoli consecutivi conquistati nella 250 da Max Biaggi esattamente trent'anni fa. Non fu il primo titolo mondiale per Noale, che aveva già vinto nel trial prima e nella 125 poi, ma fu certamente il più clamoroso e fu anche il primo atto di una straordinaria avventura firmata Aprilia nei GP.

Biaggi 1994
Biaggi 1994

Aprilia Trackhouse

Il team neo arrivato in MotoGP è americano, terra di grandissimi piloti nella classe 500. E allora proviamo a sognare, magari con una livrea speciale di una Casa che non è più in MotoGP...

La Suzuki di Schwantz
La Suzuki di Schwantz

KTM team interno

Se di storia bisogna parlare, nel caso del marchio austriaco - nella velocità mondiale da poco più di vent'anni- è quasi obbligatorio uscire dal terreno della pista asfaltata e sconfinare nell'offroad. Anche se non sono così pertinenti, KTM potrebbe celebrare i suoi primi successi internazionali, come quelli ottenuti nella Sei Giorni del 1956, con due medaglie d'oro nella classe 125.

Sei giorni di Enduro, 1956, quella è una KTM
Sei giorni di Enduro, 1956, quella è una KTM

Tech3

La squadra di Poncharal e Coulon avrebbe l'occasione di riportare in pista l'orgoglio del motociclismo francese, che negli anni Settanta e Ottanta si fece valere con tanti piloti in tutte le classi del mondiale. La lista dei piloti transalpini di quell'epoca straordinaria sarebbe lunga, ma l'unico che fu capace di vincere un GP nella classe regina fu Christian Sarron, nel 1985. Sulla famosa Yamaha Sonauto azzurra.

Che bella questa Yamaha
Che bella questa Yamaha

Honda HRC

Nessun dubbio: a nostro avviso la celebrazione di Silverstone non può avere per la Honda che un nome, quello della leggenda britannica Mike Hailwood. Mike ha vinto i GP con le Honda in tutte le classi, dalla 125 alla 250, dalla 350 fino alla 500, esaltando la tecnologia della prima casa giapponese. La livrea di quelle pluricilindriche favolose era ben definita: carena argento e serbatoio rosso.

La Honda di Hailwood
La Honda di Hailwood

LCR

Sulla stessa falsariga, il team satellite Honda potrebbe dedicarsi alla celebrazione di altre Honda e di altre imprese straordinarie, come la doppietta di Freddie Spencer della stagione 1985.

Quell'anno Fast Freddie portò al titolo la bicilindrica 250 e la quattro cilindri 500, moto molto diverse ma nella medesima livrea bianca e blu del munifico sponsor dell'epoca. Fu l'ultima doppietta di grande impatto mediatico.

 

 

Le Honda di Spencer
Le Honda di Spencer

Yamaha

Anche qui, dubbi non dovrebbero essercene. Nella lunga storia del mondiale, il primo titolo piloti della classe regina conquistato dai costruttori giapponesi arrivò soltanto nel 1975. Con Giacomo Agostini in sella alla bellissima due tempi Yamaha 500. La casa dei tre diapason centrò il traguardo che alla stessa Honda era sfuggito, e queste sono soddisfazioni che restano nel tempo...

La Yamaha di Agostini!
La Yamaha di Agostini!