MotoGP

Marquez campionissimo, ma...

- Domina fin dall'esordio, i suoi numeri fanno spavento, ha cambiato la guida della MotoGP e batte una concorrenza molto forte. Gli manca poco per essere irraggiungibile, però quel poco conta parecchio
Marquez campionissimo, ma...

Un dominio come non avevo mai visto in cinquant'anni. Mai visto, dico, perché qui abbondano i concorrenti fortissimi e le moto competitive. Per Rossi era stato meno difficile, e molto meno per Agostini. Questo non vuol dire che Marquez sia più forte di Valentino o di Ago, paragoni a distanza non se ne possono fare, ma certamente si può dire che ha avuto l'invidiabile possibilità di dimostrarsi una spanna sopra fior di piloti molto ben equipaggiati. Tra l'altro ha cambiato il modo di guidare la MotoGP, anche più di quanto avesse fatto Spencer in 500. Un velocissimo e affamatissimo innovatore.

Il più forte di tutti i tempi? Me lo chiedono in tanti e rispondo che questo titolo non si può assegnare, sono epoche diverse e mezzi diversi; ma aggiungo che per arrivare meritatamente al centro delle discussioni tra gli appassionati, a Marc Marquez manca uno step: cambiare la moto e vincere i titoli anche con quella nuova, come hanno fatto nella classe al top soltanto Agostini, Duke, Lawson, Rossi e Stoner. Hailwood lo infilo nella rosa d'autorità, perché lui è The Bike. Naturalmente Marc non è obbligato a fare questo passaggio, con la Honda potrebbe continuare a macinare primati per dieci anni, ma se lo facesse salirebbe tra i miti.

E poi c'è il discorso della sportività. Troppi episodi, fin dai tempi della Moto3, rivelano una sua aggressività molto disinvolta e spesso spinta oltre il limite. Qualche volta è stato punito, qualche volta in più l'ha fatta franca perché è Marquez e perché è furbo. E il pubblico è diviso: moltissimi lo amano, molti lo adoravano e sono delusi, tanti lo fischiano e non solo in Italia.

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Commenti

  • mototrip88

    grande nico!

    sembra che il fenomeno abbia rapito tutti con la sua guida scomposta e l'aggressività , mai pago, mai pago di carenate, mai pago di arroganza, mai pago in griglia di partenza, si permette pure di fare contromano e ripartire...anche nella commedia va forte, va tanto forte anche quando improvvisa siparietti, e dice che non ne sapeva nulla del tavolo da biliardo, o come il dado del sesto titolo mondiale che per magia cade proprio sul 6 quando lanciato...opsssssss...cmq questa volontà viscerale a far pensare agl'altri quanto sia perfetto e magicamente predestinato puzza di arroganza...Valentino non ne ha mai avuto bisogno...Mi chiedo cosa avrebbe da dire di questo scempio il Dott. Costa? penso sia un brutto segno chiamare in causa gli eroi, il motomondiale sta perdendo o perderà credibilità?

    il fenomeno avrà il coraggio di seguire le orme di Valentino fino in fondo o finirà tutto in commedia?Scenderà dalla honda?Quando smetterà di scimmiottare Valentino nei siparietti comici e si immedesimerà nei film d'azione?
  • Aspes 125 yuma, Bologna (BO)

    Allora chiariamo una volta per tutte, ma solo per amore della verità, della giustizia e dell'onestá, ciò che successe a Philip Island nel 2015:
    Marquez, che, per motivi più o meno giusti, ce l'aveva con Rossi, decise di intralciarne il cammino verso il titolo mondiale a favore del connazionale, che tra l'altro stava guidando anche molto meglio dell'italiano, nella seconda parte della stagione.
    In Australia, se tutto si fosse svolto regolarmente, il risultato sarebbe stato: Marquez, Rossi, Lorenzo, Iannone; oppure Marquez, Lorenzo, Rossi, Iannone.
    Marquez aveva visto che sul rettilineo del traguardo la Yamaha di Rossi veniva sverniciata dalla Ducati di Iannone, e decise quindi di far arrivare Rossi quarto, e così, girando con tempi molto altalenanti, cercò, riuscendoci, di tenere compatto il gruppo, nel quale si era accorto che il 46 sul traguardo passava quarto. Se Marquez avesse fatto la sua gara, Rossi si sarebbe classificato secondo o terzo, perché nella parte di curve da percorrenza avrebbe distanziato la Ducati di Iannone.
    Poi, messo in atto il piano, pensò bene di vincerla, la gara, per non destare troppi sospetti: diabolico, machiavellico Marquez: paradossalmente, gli va dato merito, grande anche in questo.
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