Davide Brivio: “La MotoGP deve divertire, anche se agli appassionati non piace sentirlo dire”

Davide Brivio: “La MotoGP deve divertire, anche se agli appassionati non piace sentirlo dire”
Su Crash.net, Brivio è sicuro: il futuro della MotoGP dipende non solo dalla competizione, ma anche dalla sua valorizzazione come evento di intrattenimento. Lui è ottimista: l’appassionato sarà comunque soddisfatto. Ma noi cogliamo qualche stonatura nelle prime mosse dei nuovi “padroni”
13 gennaio 2026

Brivio ha esperienze importanti e diverse, è stato protagonista dei titoli Yamaha di Valentino Rossi e poi di quello Suzuki del 2020 con Joan Mir. E’ passato in F1 ed è tornato in MotoGP con Trackhouse nel 2024: è un interlocutore giusto per parlare del futuro.

Recentemente Ezpeleta ha studiato come rendere la MotoGP meno “eurocentrica”. Ora si tratta di aumentare la visibilità dei piloti fuori pista e attrarre sponsor non legati al mondo degli sport motoristici, portando lo sport in "luoghi in cui la gente non si aspetta che siamo”. E’ stato sottolineato che "la crescita maggiore verrà da ciò che accade fuori dalla pista". Liberty Media avrà le sue strategie.

“In realtà - precisa Brivio a Crash.net - noi continuiamo a lavorare con Dorna, con Carmelo e Carlos Espeleta, con le stesse persone."

Cosa immagina il manager brianzolo per il futuro della MotoGP? Cosa occorre fare?

"Diciamo che il lato sportivo va bene. Si può sempre migliorare, ma va già bene così. Però dobbiamo avere un pubblico più vasto, magari penetrando in nuovi Paesi che potrebbero rappresentare un potenziale obiettivo per la MotoGP, migliorando il coinvolgimento dei fan e attraendo il pubblico. Forse gli sportivi più appassionati non amano sentirselo dire, ma in realtà, nell'era moderna, lo sport è anche intrattenimento”.

Ampliare l'attrattiva della MotoGP non rischia di indebolire il DNA agonistico? Brivio lo esclude.

"Le gare della MotoGP, per noi che siamo portatori di interesse o appassionati di motociclismo, sono da guardare e godere, ma poi dobbiamo aprirci a più persone. Persone che magari non vanno pazze per la MotoGP, ma che potrebbero comunque venire a vedere una gara, visitare il paddock e godersi l'atmosfera."

Un po’ come nel calcio, assicura Davide, perché lo sport sta diventando questo: magari vai a vedere una partita di Champions League anche solo per goderti l'atmosfera allo stadio e i tifosi. Lo sport sta diventando anche intrattenimento.

“Dobbiamo potenziare l'aspetto di intrattenimento della MotoGP senza togliere nulla al lato puramente sportivo. Un appassionato di moto che sa tutto su pneumatici, carburante e motori, potrà comunque divertirsi, ma ci saranno molte più persone che diranno: lasciatemi venire a vedere la MotoGP. Ci vorrà maggiore attenzione alla creazione di intrattenimento interessante, perché è così che possiamo sopravvivere, è così che lo sport può diventare economicamente sostenibile."

In conclusione, una nostra osservazione. E’ giusto e opportuno che chi ha un ruolo importante come Davide Brivio abbia un atteggiamento positivo. Bisogna aver fiducia nei nuovi “padroni” della MotoGP. Noi restiamo a guardare mantenendo un occhio più critico, perché l’equilibrio tra show e sport è una faccenda molto complicata e i primi segni che pare di cogliere destano qualche timore. Sono stati soltanto passi timidi, tipo la decisione di chiamare MotoGP anche la vecchia classe 500 e la raccomandazione di “dare meno importanza” ai titoli delle altre classi. Ma sono mosse che rivelano una certa approssimazione. E la sottovalutazione della storia e dei valori, importanti per l’appassionato.

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