La BMW S 1000 RR ha creato un’aspettativa enorme in tutti gli appassionati di moto sportive, per mesi l’abbiamo vista impegnata con alterna fortuna sui circuiti del Mondiale Superbike, pilotata da Troy Corser e Ruben Xaus, adesso è davanti a noi nella versione stradale, pronta per essere messa alla prova sull’impegnativo Circuito di Portimao.
Per la prima volta BMW realizza una moto sportiva, secondo quelli che sono i canoni attuali delle superbike, quattro cilindri, sospensioni e ciclistica tradizionali, ma “di suo” ci mette un’elettronica tanto evoluta da far impallidire qualsiasi concorrente.
La forma è funzione
Se sotto il vestito c’è da leccarsi i baffi, il look non è da meno. Siamo abituati ai voli pindarici dei designer di Monaco, che realizzano quasi sempre moto dall’estetica coraggiosa e al di fuori degli schemi (GS 1200 e K 1300 R in testa), quindi ci saremmo aspettati un maggior estro sulla loro prima supersportiva. Certo lo sguardo piratesco dovuto a proiettori asimetrici è un particolare visto solo nelle gare Endurance, e la carena , anch’essa asimmetrica con la fiancata sinistra dotata di uno sfogo d’aria singolo al contrario di quella destra, che è dotata di una serie di branchie, è una novità, ma il complesso pur se bello è più Jap che Deutsch.
Scrutandola da vicino la millona tedesca fa venire l’acquolina in bocca grazie alla componentistica superbike, dove più che in altre categorie la “forma è funzione”. Ecco allora che lo sguardo del maniaco cade sul telaio doppio trave in alluminio (perde un po’ di fascino a causa della verniciatura nera) che vanta un peso di soli 12 kg e che prolunga la sua discesa verso la ruota posteriore con uno splendido forcellone dalle fattezze decisamente racing, anch’esso in alluminio (fortunatamente solo lucidato). Molto belli anche i cerchi a dieci razze che all’anteriore svolgono la funzione di supporto dei dischi freno senza l’interposizione di flange. A tal proposito, ai 320 mm di diametro della coppia flottante anteriore, frenata nell’impeto da pinze radiali Brembo a quattro pistoncini, dietro si contrappone un disco da 220 mm con pinza a singolo pistoncino.
Aggiungendo ai 15.850 euro chiavi in mano della versione base 1.250 euro, si può arricchire l’impianto frenante del sistema Race ABS, che comporta anche l’adozione del controllo di trazione DTC (Dynamic Traction Control) il tutto con un aggravio di peso di soli 2,6 kg (che portano il totale in ordine di marcia da 204 a 206,6 mentre a secco sono 183 kg) con ingombri molto limitati.
“Quattro cilindri, sospensioni e ciclistica tradizionali, ma un’elettronica tanto evoluta da far impallidire qualsiasi concorrente”
Con una forcella upside down ultraregolabile da 46 mm di diametro si può affermare che l’avantreno della S 1000 RR sia ben piantato a terra, mentre sui leveraggi del forcellone è montato un mono (che grazie al montaggio di eccentrici può far variare l’altezza del posteriore di 10 mm) anch’esso regolabile, con in più le alte-basse velocità per la sola compressione.
Sempre continuando con il nostro sguardo indagatore non si può che apprezzare l’ottimo livello della finitura, con poche stonature.
Povere al tatto e soprattutto alla vista le plastiche che dal serbatoio in alluminio scendono sulle fiancatine e su parte della carena. Si può obbiettare che nel catalogo degli optionals si trovano le rispettive versioni in fibra di carbonio, ma vanno pagate a parte.
Secondo appunto per le leve al manubrio, poco allineate per immagine e qualità a quanto offre la concorrenza, e per il telaietto reggisella, più consono alla F 800 R che alla S 1000 RR.
La Fabbrica di Motori colpisce ancora
Gran bel pezzo di ingegneria, il quattro cilindri tedesco è sulla carta (e come vedremo dopo anche in pista) un portento. Che a Monaco ne capissero di motori era cosa nota, ma che “ci prendessero” così bene sul primo motore da superbike stradale, beh è un’altra storia.
Leggero, meno di 60 kg, e compatto come pochi, il quattro cilindri della S 1000 RR è sulla carta il motore più potente della categoria: 193 Cv (142 KW) a 13.000 giri/min con un regime massimo di rotazione di 14.200 giri/min. La coppia non è da meno, grazie ai 112 Nm di picco raggiungibili a 9.750 giri/min, ma grazie ad una serie di chicche tecniche che adesso analizzeremo, la spinta appare costante e perentoria su tutto l’arco di erogazione. Una di queste è rappresentata dalle valvole comandate elettronicamente montate sui tubi di collegamento dei colletori di scarico, mentre la presenza di un motorino che regola l’altezza dei cornetti di aspirazione (all’interno dei quali spruzzano ben 8 iniettori, 2 per cilindro) ottimizza il rendimento ai medi e alti regimi.
Sborsando 360 euro è possibile, anzi direi che è consigliabile se non addirittura obbligatorio, montare il cambio servo assistito HP, che permette di salire di rapporto senza dover azionare la frizione e soprattutto senza dover chiudere il gas. Un particolare che permette cambiate semplicemente fulminee, con cali di regime e spinta praticamente nulli.
La prova. Aspettativa confermata
Finalmente è giunta l’ora di provare la S 1000 RR. Non appena poggio le terga sulla sella e impugno i semi manubri entro subito in sintonia con la maxi bavarese. L’ergonomia è corretta per una moto da pista, ma la postura si adatta anche all’uso meno esasperato. Naturalmente parlare di passeggero e relativa abitabilità è del tutto inutile!
Bella e ben leggibile la strumentazione, con la luce che avverte dell’approssimarsi del limitatore che ochieggia sopra ai display (non vedo l’ora di farla accendere).
Una breve spiegazione da parte di uno dei collaudatori BMW ci introduce alle meraviglie elettroniche della S 1000 RR. C’è di che andare in confusione.
Per prima cosa ci vengono illustrate le diverse mappature del motore Rain – Sport – Race – Slick (che vengono visualizzate sul cruscotto) ma soprattuto la risposta dell’impianto ABS-DTC una volta che una di queste viene selezionata.
Come spesso accade sulle piste da moquettina sullo stomaco, i primi giri servono a tarare il cevello su "stato di follia permanente" e mettere una clip in modo tale da chiudere la vena. Sugli scollinamenti e inserimenti di curva ciechi che caratterizzano la pista di Portimao sono due mosse inevitabili se si vuole girare con un passo decente.
Prese le misure inizio a gustare la S 1000 RR.
Mappata Rain giusto per il tempo di togliere la cera dalle Metzeler Racetec K3 di primo equipaggiamento. In questa modalità, l'erogazione è a prova di apertura del gas scellerata. Spalanchi senza ritegno, e per risposta il motore in supplesse ti porta fuori dalle curve, con la gomma posteriore che ci mette l'impegno minimo indispensabile per scaricare a terra i 150 CV.
Un colpetto al pulsante Mode, posizionato sul blocchetto destro, in modo da selezionare la mappa Sport sul display, una tiratina alla frizione che equivale a Invio sul PC, e il motore si trasforma, i cavalli escono tutti e 193 dalla stalla e la S 1000 RR inizia a cantare che è un piacere. Questa mappatura prevede una risposta alle aperture del gas dolce e moderatamente filtrata, il che non significa che l'azione del quattro cilindri in linea sia fiacca, anzi l'adrenalina inizia già a scorrere a fiumi, ma rispetto alla mappa Race (che descriveremo più avanti) si comporta più educatamente. L'ottima motricità offerta sia dal pneumatico, ma anche dal complesso ciclistica-motore permette di essere sparati fuori di curva con una rapidità impressionante, mentre le eventuali impennate vengono tenute a bada dal DTC che riporta immediatamente la ruota a terra.
Il Quattro spinge davvero forte, con un crescendo dai 7.000 fino ai 12.500/13.000 giri che ha pochi rivali, forse nessuno.
Facile e comunicativa, la S 1000 RR è una mille che si lascia condurre con un moderato impegno fisico, e aggiungo io, psicofisico perché poter contare su una serie di sistemi elettronici che evitano di metterti la moto per cappello e di riportare le ossa a casa nella stessa sequenza di quando sei partito, infonde sicurezza.
Discretamente agile nei cambi di direzione, la eRRe eRRe è rapida a prendere la corda di qualsiasi tipo di curva, veloce o lenta che sia, e per di più permette di poter chiudere o aprire le traiettorie sia a centro curva che in uscita. Equilibrata e performante, si è dimostrata valida sia nelle curve lente che nei curvoni in appoggio dove infonde grande sicurezza grazie ad un “appoggio” da prima della classe.
Il set up delle sospensioni è moderatamente morbido, per cui i trasferimenti di carico sono accentuati, e complici le staccate in discesa dell' Autodromo di Portimao, l'assetto in frenata non è dei più composti. Nulla a cui non si possa porre rimedio mettendo mano alle regolazioni delle sospensioni.
Niente da dire sul comportamento dell'impianto frenante, se non che l'anteriore è ben modulabile e potente, con la corsa della leva che è rimasta costante anche negli impegnativi turni di 30 minuti e il posteriore, che per la verità uso poco, facile da modulare e con il giusto mordente.
In compenso la possibilità di poter contare in qualsiasi momento sull'apporto del sistema ABS è fondamentale soprattutto per quelle situazioni che nella maggior parte dei casi potrebbero concludersi con una bella scivolata. L'antibloccaggio BMW è poco invasivo, e interviene solo in situazioni "limite", inoltre varia la logica di funzionamento in base alla mappatura selezionata, più sensibile in Rain e Sport più tollerante in Race e addirittura presente solo sulla ruota anteriore in Slick (per permettere a chi ne è capace di intraversare la moto in inserimento curva). Anche il DTC segue logiche differenti in funzione delle mappature, arrivando a concedere impennate coreografiche esclusivamente in modalità Slick, mentre con le altre mappature tutto viene stroncato sul nascere.
Oramai io e la S 1000 RR siamo entrati in confidenza, affermazione che appare quasi eccessiva trattandosi della mille che al momento dispone della potenza più elevata della categoria, ma all'atto pratico è così. Davvero non me lo sarei aspettato, soprattutto considerando che questa è la prima quattro cilindri superbike realizzata a Monaco, ma tanto è.
Smarrito il timore reverenziale dei primi giri, seleziono Race e inizio a smanacciare sul gas con meno delicatezza, contando sempre sul lavoro del DTC che evita di mettersi la eRRe eRRe in testa in uscita di curva, e soprattutto sull'eccellente sistema antipattinamento che pur consentendo ai Metzeler Racetec K3 di disegnare lunghe lingue nere sulle curve del circuito, mette al sicuro da eventuali high side. La risposta del gas è molto più pronta e di conseguenza anche il DTC è chiamato a un maggior lavoro.
Se il motore ha birra, è sicuramente una doppio malto!
I numeri che girano tra gli addetti ai lavori parlano di circa 180 CV alla ruota: roba da brividi. Vedere l'avantreno della superbike tedesca che decolla nel passaggio quarta-quinta marcia anche se aiutato dallo scollinamento che si trova all'inizio del rettilineo di arrivo è impressionante, anche perchè nei giri "giusti" buttando un occhio al tachimetro ho letto velocità superiori ai 240 Km/h.
“Il motore più potente della categoria: 193 Cv (142 KW) a 13.000 giri/min con un regime massimo di rotazione di 14.200 giri/min”
Anche se andrebbe usato solo con pneumatici da pista, spinto dal comportamento eccellente delle Racetec K3 che non mollano facilmente la presa sull’asfalto, provo l’esperienza Slick. Niente filtri ma risposte immediate dal motore, si sente un leggero apri-chiudi sui curvoni in appoggio, ma nulla più. Per il resto è violenza pura!
Il cervello deve essere resettato, anche perché l’ABS sulla ruota posteriore è disinserito, mentre il piede destro deve fare le veci del DTC, onde evitare di impennare troppo sugli scollinamenti.
Pur senza le scarpe adatte, la motricità della S 1000 RR rimane su valori elevati, sinonimo di un grip delle gomme eccellente, ma anche di un “grip meccanico” (cioè dovuto alle qualità del complesso motore-ciclistica) davvero ottimo. Questo ultimo aspetto ci viene confermato anche dai collaudatori che su questa moto hanno percorso qualche cosa come 1.000.000 di chilometri.
Arrivata per ultima, per di più in un periodo non proprio felice per il settore delle supersportive, la BMW gioca la carta della S 1000 RR, moto dalle qualità inaspettate. Chissà che non possa vincere questa mano.
Francesco Paolillo
24/11/2009
Sono stati inseriti 18 COMMENTI. Commenta »
1. bravi!
Bravo Nico, Bravo Francesco, bravissima redazione di moto.it
Questa qualita' di contenuti fa impallidire anche i blasonati colleghi dei siti inglesi.
Unico appunto: mettete un pulsante per andare in pausa. Ogni tanto devo staccare altrimenti il capo mi tira le orecchie!
Buon lavoro.
Continuate cosi'!!
Paolo2009_4016755 - 24/11/2009 19:43
2. questa volta, potremmo esserci
..al di la che la bmw ha sempre fatto moto valide ma a mio avviso esteticamente discutibili, gli ultimi modelli sembrano aver preso una linea estetica meno strana e più vicina a quello che si potrebbe definire una "ricerca di stile" più umana.A livello di contenuti tecnici ed estetici, la moto promette bene, per lo meno allo smanettone incallito: se poi il prezzo sarà davvero di 15.000 euri, allora la concorrenza trema 2 volte.Se poi deluderà nelle competizioni, non vuol dire che non sia comunque una moto interessante.
mixsil01 - 24/11/2009 21:31
3. E chi se l'aspettava!
Wow,se togliessero marchi e faro assimetrico tutto potrei dire,tranne che sia una BMW.Attenzione,per un utente abituato alle race jap come me,è un sentito complimento.Di Ninja,CBR,R..,ecc.. ne ho usate e devo dire che la BMW ,in questa presa di contatto online,mi ha stupito,anche per quello che,si dice,sarà il prezzo,quello sì veramente,e per fortuna,non allineato alla "cara" BMW.Così a naso:faro assimetrico così così,colori non proprio azzeccati,forse,sarebbe stato meglio differenziarsi dagli altri nella presa d'aria airbox,mi sa di dejà vu (forse Suzuki?),ora , quel che mi ha stupito:contenuti tecnologici,e qui,cara Honda,ti devi proprio inchinare,non c'è paragone! Prestazioni motore,sperando che BMW non abbia preso per propria la pessima abitudine,per ragioni di marketing,di annunciare potenze sconvolgenti,poi ASSOLUTAMENTE non suffragate quando si prova al banco!
A proposito, la perdiamo questa pessima abitudine,cari costruttori? Non divago oltre,se le prestazioni sono vere,siamo di fronte ad una superbike da riferimento!Assistiti da una ciclistica rigorosa e un'elettronica che aiuta noi poveri utenti finali.E' vero,c'è crisi,ma penso che la concorrenza Giapponese stia maledicendo di non avere voluto cambiare le proprie mille neanche quest'anno. Complimenti a tutti,alla BMW che non t'aspetti,a Nico ed il suo staff che invece t'aspetti sempre perchè veramente bravi e a Moto.it che ci fa sempre piacere con le Sue prove,Grazie e Saluti.
Claudio.
kappax - 24/11/2009 23:15
4. perbaccolonzola
perbacco! se non fosse che compro moto solo dai 280 cv in su...
lamps
ps: Quelli di Moto.it erano e sono bravissimi ma con Niko ragazzi... un passo in più! Bell'articolo e bravi tutti.
aguzzino - 25/11/2009 15:04
5. capacità & applicazione
Che i ragazzi di Monaco si stessero dedicando al loro lavoro con dedizione,era già noto e testimoniato dall'exploit conseguito con la GS 1200,diventata la moto più venduta nel Belpaese.
Sembra che anche con l'esordio nel mondo delle sportive pure,abbiano fatto le cose a dovere.
Proprio con la maxi-enduro,hanno avuto qualche problema di elettronica, in seguito risolto, e critiche di prezzo esuberante rispetto alla qualità generale,soffocate dal successo di vendite.
Decisamente lungimiranti nel marketing,con questo prodotto potrebbero far venire gli occhi (allungati) di qualcuno,colmi di lacrime.
(magari sarà l'occasione per fare un esame di "coscienza industriale")
Onore al merito,se,come sembra, la S 1000 RR manterrà le promesse.
Alex12 - 25/11/2009 15:29
6. Wow
Beh, io che ho sempre odiato le BMW, mi tolgo il cappello con un WOW!!! Al di là che sarà aderente ai listini BMW (esageratamente alti) questo si che è progresso tecnologico. E il segnare un nuovo punto di riferimento significa obbligare le altre case ad investire in studi atti a produrre sempre nuove tecnologie che eguaglino o superino in nuovo punto di riferimento.
Pilotino10 - 25/11/2009 21:10
7. uber alles ?
Ahi ahi ahi...e parlo da italiano questa volta...
Se tutto quello che ho letto è vero....sembra che Aprilia con la sua rsv-r dovrà tremare....
Perchè?
Leggete i commenti sulla aprilia rsv-r. Tutti dicono che è la piu' bella ma nessuno si fida a comperarla (affidabilità, tenuta dell'usato e i soliti dubbi piu' o meno giustificati sulle moto italiche) e ora leggete i commenti su questa BMW. Se noi italiani siamo per natura esterofili, questa bmw ha gia vinto la partita. non in sbk magari, ma sulle immatricolazioni :-(
zuzu - 26/11/2009 12:00
8. fantastica!
chi vuole la mia 1098!? mi sono innamorato di questa bmw!
io oltre al 1098 ho già un bmw di 25 anni e non molla, se la qualità è rimasta invariata, io ci faccio un pansierino davvero, finalmente una "vera" race replica ad un prezzo umano, bravi!
roby1098 - 26/11/2009 18:35
9. Boh
scusate, ma state parlando della moto che è stata ridicolizzata da tutti nel mondiale sbk? oppure ho capito male?
seltaeb - 28/11/2009 23:32
10. MAH..
A quando una bella moto con 400 cavalli?
Non vediamo l'ora di avere una moto un pochino più potente, non se ne può più di questi cancelli fermoni.
Ma il codice della strada qualcuno lo valuta mai?! e l'incapacità NATURALE degli utenti medi a gestire simili mostri, qualcuno la valuta mai?
In un momento di felice economia globale, sentivamo proprio il bisogno di una motoretta cos' chic e che non impegna:
Costa poco, consuma poco e l'officina viene via con 4 soldi.
Clap clap clap
topgun - 01/12/2009 11:17
11.
Nico, Francesco, BRAVI.
Ho guidato di tutto avendo 61 anni, per ultimo R1 /07; ora attendo il 21 Aprile a Monza, per provare la bestia servoasistita e spero che data l'eta' non mi privino della mappatura slik.
GRANDI.
Beppone 49
Beppone10 - 01/12/2009 18:23
12. la moto ridicolizzata da tutti in sbk
Per chi scrive "la moto ridicolizzata da tutti in sbk": pensi davvero che sia la stessa moto che corre in sbk?
Pensi davvero che quella che corre in sbk sia la moto che poi tu compri dal concessionario?
Beata ignoranza.
zuzu - 01/12/2009 18:38
13. per zuzu
Caro zuzu, ti è bastato leggere un solo rigo di tutto quello che io ho scritto nella mia vita per decretare che sono un ignorante? non ti sembra di esagerare? Sono anch'io un motociclista e appartengo ad una famiglia di motociclisti. sappiamo tutti che la versione sbk e quella stradale sono "parenti alla lontana", nella fretta di scrivere il post precedente ho saltato il passaggio dove esprimevo proprio questa cosa. Cionondimeno, secondo la mia modesta opinione, questa moto è destinata a fare flop in termini commerciali, così come ha fatto flop a livello sportivo la versione da gara. I fatti hanno dimostrato che ci sono marchi motociclistici "più attrezzati" per fare questo tipo di moto.
un saluto a tutti i bikers
seltaeb - 03/12/2009 17:35
14. Maruko
Ma come si fa solo ad immaginare che una moto da SBK e una di serie possano essere minimamente pargonabili?
Le SBK vanno su costi che talvolta arrivano e superano i 100000 €.... le lontane parenti di serie 13-14-15-16-17000 €, ci sara' pur una differenza o siamo tutti rincoglioniti?
In una moto da SBK viene tolto tutto dell'originale, rimane solo il telaio e diciamo la carcassa esterna del monoblocco e albero motore.
Avete presente la piu' sfigata delle SBK? La Kawasaki ecco, ha vinto il MASTERBIKE l'anno scorso.
Il povero utente finale (pollo da spennare dal marketing) guarda le corse in tv e poi vola nelle ali dell'enusiasmo pensando di dare 17000 € quasi alla Yamaha per la nuova R1 e sentirsi lo SPIES di turno, [...]
Dopo 2 Yamaha r1 una del 2001, l'altra del 2004, me ne sono andato a vederla in BMW dal vivo in colori M SPORT ed e' di un cativo ed incazzato pazzesco questa S1000RR.
La mia prossima moto sicuramente
ps.i jap devono mettere mano allo sviluppo e guadagnarseli questi 17000 €
lucag03 - 12/12/2009 19:01
15. Bella!!!
Veramente bella questa BMW, esteticamente accattivante, tecnologica e perchè no anche potente (tutti dicono che 193 cv son troppi, ma quando li hai non ti lamenti) fra l' altro sono andato in concessionaria per un preventivo e mi hanno offerto di provarla in pista al mugello... aspetto con ansia la chiamata, bravi in Bmw ti fanno provare il prodotto prima di fartelo comprare e solo poche case fanno altrettanto... doppio lampeggio a tutti
stez750 - 14/12/2009 17:30
16. spettacolo..
Ho avuto l'onore di avere tra le mani questo mostriciattolo.. ragazzi tutto quello che leggete e' vero al 1000 x1000.. fuori da tutti gli schemi.. è da dire anche che per tutta la tecnologia che ha, non è una moto per tutti.
Ciao da Andrea di Torino
andre200805 - 04/02/2010 21:33
17. l 'APRILIA RSV è meglio........
Ciao a tutti, da un lato mi scappa da ridere e sentire parlare di potenze di quasi 200 cavalli su moto che circolano per strada e che spesso sono comprate da persone che vengono dagli scooteroni e che a 40 anni si svegliano con la passione per la moto, ridicoli, e pericolosi, è come dare una pistola in mano ad un bambino.
-Purtroppo già molte persone con "belve" naked da 150 cavalli si sono già spiaccicati ed ora fanno le pieghe in cielo.
-quindi diamo queste splendide moto a persone che hanno patenti speciali, o un curriculum di moto, sennò troppi morti contro gli alberi.
Tornando alle splendide e pericolose moto la Bmw è bella e compatta anche dal vivo, ma l' Aprilia è imbattibile come maneggevolezza, quanto a prestazioni secondo mè ne hanno da vendere entrambe, quindi è solo questione di gusti
saluti a tutti
Filippo
jaguarfire - 27/03/2010 00:46
18. ...............bho!...................
E' bella , é un concentrato di tecnologia, é una belva di potenza costa anche "poco" (dipende sempre dai punti di vista), tutti gli articoli di settore la osannano , e i giornalisti prima di provarla devono asciugarla per averci sbavato troppo sopra....EVVIVA! che fortuna abbiamo a vivere in un mondo motoristicamente all'avanguardia!
Quindi ecco che il Mario Rossi di turno ingrifato da commenti, prove, dibattiti online ecc ecc parte se la compra e , nel migliore dei casi, ci lascia la patente e un po' di soldini e nel peggiore, ci lascia la pelle....
Vado in moto da 30 anni e per me l'archetipo della moto é la Honda 750 Four..... quindi capisco se gli smanettoni mi snobberanno ma che bello sarebbe se le case costruissero moto essenziali , poco assetate , durevoli, senza tante palle elettroniche e coi cavalli giusti ...tanto belli miei su due ruote uno si diverte anche se va in bici.....parere personale
crisma - 19/08/2010 01:33