l'editoriale di Nico

Nico Cereghini “La nave e la moto, quando la sfida finisce male” 

Ormai è certo, è stata una folle sfida a buttare la Costa Concordia contro gli scogli del Giglio. Come in “Gioventù bruciata” con le auto: chi osa di più vince, o perde tutto. E noi? Tutto sotto controllo? | N. Cereghini

Tutto su: Nico Cereghini

 
Costa concordia


Ciao a tutti! Questa notte ho sognato la Costa Concordia adagiata di fianco al Giglio: aiutavo il vicesindaco dell’isola a tirar su con le corde i passeggeri bloccati in fondo al ponte. Non so voi, ma personalmente sono stato molto colpito da questa terribile vicenda: la nave, il naufragio, la notte devono essere elementi che sollecitano le nostre paure ancestrali.

Pare proprio accertato che questo comandante non si sia accontentato di fare il cosiddetto “inchino” passando vicino all’isola, magari costeggiandola su una rotta tangente; ma che abbia proprio puntato il Giglio con l’intenzione di virare all’ultimo momento, un po’ più avanti di quanto avevano fatto altri colleghi nei mesi scorsi. Una vera sfida, tipo quella che faceva James Dean in “Gioventù bruciata”. Nel film i ragazzi dimostravano il loro coraggio lanciando l’auto a forte velocità verso lo strapiombo sul mare, per poi gettarsi fuori all’ultimo momento. Là le cose finivano male, ma almeno i temerari mettevano in gioco soltanto la loro, di pelle, e di auto; qui l’epilogo è stato disastroso, con la nave affollata, la virata tardiva e tante vittime ancora da contare.

Quanto siamo disposti a rischiare per seguire questo impulso della sfida? Io non ho mai combinato disastri, ma da ragazzino li ho sfiorati


Le sfide. Quante ne ho viste e sentite. Ragazzi che in Spagna correvano di notte a fari spenti sull’autostrada, contromano; altri giovani, francesi mi pare, che attraversavano un incrocio trafficato, alla cieca e a forte velocità; so di adolescenti, motociclisti italiani, che tanti anni fa si correvano incontro sulla striscia bianca, e il primo che si scansava era un codardo. Dietro questo tipo di sfida al limite c’è, neanche tanto nascosta, la voglia di uccidersi; e qui entriamo in campi difficili. Ma certamente l’umanità, soprattutto quella di genere maschile, è stata sempre attratta dalla sfida. Che poi, se regolamentata, talvolta diventa sport.

E noi? Quanto siamo disposti a rischiare per seguire questo impulso? Io non ho mai combinato disastri, ma da ragazzino li ho sfiorati: sfilavo le chiavi della macchina dalla borsa di mia sorella che dormiva ignara, e giravo la notte, tanti anni prima di prendere la patente; una volta ho fatto anche un testa coda, e a bordo c’era il mio fratellino più piccolo e le cinture non esistevano. La voglia di sfida era così forte che eravamo capaci di uscire all’una di notte senza farci sentire da nessuno. E nessuno ci ha mai sgamati, anche se mia sorella al mattino si domandava come mai la macchina non fosse dove ricordava di averla parcheggiata.

Erano altri tempi, c’era poco traffico e la fortuna mi ha assistito molto. Anche con la moto, che da ragazzo credevo di saper guidare da dio e non era vero. Oggi me ne rendo conto e so di aver rischiato gratuitamente. E voi? Anche voi avete esagerato qualche volta e poi avete smesso?


 

Nico Cereghini


24/01/2012

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Sono stati inseriti 49 COMMENTI. Commenta »

  • 1. Chi non ha mai

    Chi non ha mai osato e rischiato un pò.....
    quello che stupisce però è il rischio inutile, fine a sè stesso e soprattutto quando si ha in carico la vista di 4000 persone!

  • 2. Beh tutti si è rischiato...

    Chiunque da giovane ha rischiato... andando in bicicletta, andando in macchina, in motorino, sciando...

    Devo dire che non sono mai stato un idiota a livelli tali da fare ciò che hai raccontato tu, ma, da giovane, credi di essere un super in tutto, super pilota di auto, superpilota di scooter...

    Anche io prendevo la macchina o la moto di mio papà, magari quando erano in vacanza o via per il weekend, e devo dire che anche a me un paio di volte mi è andata bene...

    Devo ritenermi molto fortunato, mi è sempre andata bene e la passione per i motori l'ho sfogata nei rally... ecco, li qualche bella botta l'ho data... Ma finchè i danni si limito all'auto va sempre bene...

    Credo esista, comunque, un problema sociale, i giovani di oggi hano tutto, e più facilmente vogliono provare il brivido, alle volte esagerando...
    E se lo dice un quasi trent'enne...

  • 3. Eh!!

    E chi non rischia!!! E' un continuo....basta uscire da casa...la sfida.....brutta bestia....non si resiste!!! Pero su strada e' relativa....e come si dice? Va più forte chi rischia di più e non chi e' più bravo.....

  • 4. Si...

    ... ho avuto due anni di "follia". Non ero tra i piloti più esagerati e la testa non l'ho mai persa del tutto, ma sicuramente sopravvalutavo le mie possibilità.

    La fortuna ha voluto che non mi facessi male durante quei due anni e la testa ha fatto in modo che quel lasso di tempo fosse limitato.

    Oggi guido infinitamente più piano ed infinitamente meglio.

    La cosa assurda ?

    Mi diverto molto più oggi ad andare a spasso (36 anni) che allora a tentare di mettere il ginocchio a terra (26 anni). Il gusto che riescea dare il fatto di impostare in maniera perfettamente rotonda è fantastico, senza contare la soddisfazione che riesce a dare il fatto di prevedere che un'auto ti taglierà la strada oppure scansare un oggetto dietro ad una curva grazie al margine che si tiene sulla guida.

    Sono soddisfazioni molto più grandi (a questa età... forse) di una bella piega. Volete mettere la soddisfazione quando l'amico dietro di voi vi chiede come diavolo avete fatto a scansare quel pericolo e voi rispondete soddisfatti che andavate il giusto, stavate attenti e soprattutto ve l'aspettavate (l'attenzione è tutta su strada e traffico e non sull'angolo di piega).

    Orgoglioso fermone dalla guida morbida e poco spigolosa.

    :-)

  • 5. caro nico

    aprezzo sempre i tuoi commenti e riflessioni che fai su quanto accade perchè ce dell umanita in quello che dici e menomale che ce ancora qualcuno visto che queste moto stanno diventando sempre piu fredde performanti e autogestite, pero permettimi di dire che il tuo paragone è a mio parere fuori luogo e quel comandante abbia poco in comune con un motociclista sebbene giovane col sangue nelle vene ciao buon lavoro

  • 6. Dueruote

    Io ne ho 29, ma hai ragione alla grande!!
    Come quando nevica, in macchina faccio i tornanti di traverso alla folle velocità di 30 km/h... sei fermo,certo, ma che bello quando ti vengono rotondi e senza correzioni...

    Quasi meglio del rally vero ;-)

  • 7. La divina provvidenza..

    Io sò per certo Nico che se rifacessi anche solo una delle tante bischerate fatte da adolescente, oggi, probabilmente morirei sul colpo di sicuro...
    Per citarne qualcuna? Andare come hai fatto te in giro con la macchina di mia mamma per Follonica e le sue campagne a 14anni; gettarsi da una seggiovia in movimento per fare un fuoripista in montagna; tuffarsi con tanto di carpiato da un muraglione in un parcheggio sottostante qualche metro pieno di neve; tuffarsi in mare dal muretto che delimita la provinciale che esce da Rio Marina, all'isola d'elba, centrando un buco di 2m di diametro negli scogli affioranti; viaggi in auto a velocità supersonica per andare a recuperare una litigata con la ragazzina del momento, che allora pensavo eterna, ed oggi faccio fatico a ricordare; una volta quando ero veramente piccolo, quindi meno cosciente, e dunque non certo con senso di sfida, almeno conscio, ho accelerato il motorino del pescivendolo di follonica lasciato in moto, facendone scattare la frizione automatica, il motorino è partito ed è andato a schiantarsi su un furgone che passava al primo incrocio, avevo 5anni, se ci fossi montato sopra non oso immaginare.

    Mi capita spesso di ricordare questi eventi, e mi sono convinto di una cosa: abbiamo tutti un abbonamento con la Divina Provvidenza che ci copre fino ad una certa età, passato quel limite, siccome il num massimo di abbonati è fisso, si lascia il posto a chi è nato dopo di noi, e conviene dunque aver imparato bene quali siano i limiti, durante il periodo di copertura perchè dopo siamo affidati solo a noi stessi.
    Per questo dico, se rifacessi oggi anche solo una delle cose qui sopra, sono certo non finirebbe bene.. ...semplicemente per questione statistica se non altro!

    Per quanto riguarda Schettino, vorrei scinderlo da quanto sopra visto che il tenore della cosa è molto meno goliardico e siccome sono anche uomo di mare, vorrei solo dire che certa è la responsabilità della decisione, ed anche delle non decisioni, in quanto per organizzazione gerarchica lui era a bordo il potere supremo.
    La legge dovrà fare il suo corso, ed è giusto che Schettino paghi, come tutti quelli che erano nella linea del comando e non, perchè le responsabilità sono davvero plurime e plurime le persone che ne rispondono.
    Mi sento però anche di smorzare l'accanimento mediatico su questa persona che in questi giorni imperversa in TV e che sta cercando la 33esima vittima di questo disastro: uno può essere comandante, capitano ed addestrato quanto più è possibile, ma non c'è allenamento che ti possa allenare a rispondere della vita di 4300 persone sapendo poi che il pericolo che corrono è anche derivato da una tua stupida colpa.
    Credo che il comandate Schettino, il suo grado, la sua dignità, il suo potere, la sua forza siano rimasti su quel primo scoglio insieme ai rottami della nave asportati, quello che viene dopo ha poco senso commentarlo.
    C'è piuttosto solo da pensare che facendo appello alle proprie forze e responsabilità, un equipaggio senza comando e 3000 passeggeri smarriti siano di fatto riusciti a contenere quella che poteva essere una tragedia di proporzioni ben diverse.
    Certo pensare anche ad una sola vita persa per la stupidità umana lascia un profondo senso di rabbia.

    Saluti
    Matteo

  • 8. La Ponale

    Una volta per salire e scendere in auto da Riva del Garda in Valle di Ledro c'era una strada, la Ponale. Oggi è un sentiero magnifico per biker e pedoni ma allora... dopo le serate in discoteca si scendeva a fari spenti (si, a fari spenti nella notte per vedere se...) perché se saliva qcuno, tanto, lo vedevi. Lui li aveva accesi! Non me ne sono mai vantato.. e non solo quando c'era la luna piena....

  • 9. follia

    Il caro J.Dean e amici rischiavano la loro Gioventu' bruciata ...con la sfida...ma si sa' quando si e' giovani si crede di spaccare il mondo ...e con quella sana inconsapevolezza si rischia..
    MA IL CAPITANO DELLA NAVE CONCORDIA DI ANNI NE HA 54 MI PARE...non piu' giovanissimo....e con la responsabilita' di portare 4000 e passa passeggeri ....la sfida di essere il piu' grande...il piu' "coraggioso"
    mettendo sul banco quei 4000 passeggeri...e' una pura Follia ...imbecillita'.!!! ....
    Lui il suo secondo e gli altri ufficiali.....non ho parole!
    io nel mio piccolo con la moto non ho quasi mai rischiato ...
    VORREI LODARE L'OPERATO DEI VIGILI DEL FUOCO CHE LORO RISCHIANO LA VITA PER GLI ALTRI...e di certo non hanno uno stipendio da ufficiali o tanto meno da calciatori.

  • 10. Io penso che...

    ...anche le pazzie vadano fatte col cervello e spirito di responsabilità, soprattutto nei luoghi in cui non esistiamo solo noi e la nostra voglia di correre ma circolano anche innocenti o intere famiglie che tornano a casa da una cena al ristorante e che non gliene frega niente di sapere se ci è andata via la macchina per colpa del paraflù lasciato da un camion se si è fatto male un membro della famiglia e peggio ancora è deceduto in un incidente del tutto involontario!!
    Nessuno pensa a quanto sia orribile la scena di una mamma accovacciata che tiene stretto il cadavere del suo piccolo bimbo...
    Per correre ci sono luoghi e posti quasi sicuri e molte persone che non osservano questa regoletta tanto semplice spesso commettono omicidi ma non muoiono mai loro!!

  • 11. Vero!

    Operato vigili del fuoco = rischio utile
    Corse in moto = rischio inutile
    Ma non e' facile resistere...

  • 12. Come al solito

    bella la riflessione di Nico...che più che di moto parla di anima e sentimento.
    Non voglio nemmeno scriverle le mie vicissitudini sull'argomento, tanto dovrei scrivere. Dico solo che a volte mi sveglio nel sogno , o tirando freni o a un attimo dal perdere la vita. Però dico anche che quelle avventure adesso, mi sono utili e mi sono state utili.
    Come per i cattivi cibi, c'è un detto che dice "Quel che non strozza (avvelena) , ingrassa".
    Così sono le nostre esperienze motoristiche.

  • 13. 16 anni e poco istinto di sopravvivenza

    Come tanti, credo, per una somma di elementi: 16 anni, una spendida Cagiva Mito 125, quella vera da 34 cv, poco istinto di sopravvivenza e tanta voglia di emulare i piloti dei gp. Con 2-3 amici affrontavamo le strade di montagna con manopola del gas a fondocorsa...e devo dire che ci è andata bene. Poi crescendo si impara che per sfogarsi c'è la pista e magari dpoi si cambia pure genere di moto, vedi enduro stradale.

  • 14. clod e matcaso

    Concordo in maniera assoluta con voi.Paragone fuori luogo,senza rispetto per i morti e per l'indagine che solo fra moltissimo tempo chiarirà
    le reali cause e colpe,e senza pietà per un uomo che in qualunque caso ha già pagato e pagherà a vita(anche se a piede libero).Continuo ad annettere Nico in un ristretto olimpo di fortunati per il mestiere che può fare,ammirarlo per come si è saputo costruire un alto indice di gradimento ma, con certe uscite come questa,declassarlo pesantemente per quanto concerne la sensibilità umana.Spero di sbagliare !

  • 15. a proposito di sfide....

    penso che iognuno di noi abbia avuto il momento in cui per gioco,per soldi,per qualsiasi motivo abbia voluto mettersi alla prova di fronte ad un gruppo di amici...da bambino con gli amichetti/amichette del cortile avevamo inventato l"audaciometro":misuratore di coraggio....ma in quel caso se andava male cadevi da un'altezza di 3 metri,in piedi (non vi dico in cosa consisteva)....ma capivi fin da allora che stavi rischiando qualcosa...e quel qualcosa ti dava una gloria temporanea che non serviva a molto...da lì ho capito che ogni volta che ti metti alla prova...è meglio che ti prepari anche una via di fuga..nel caso le cose non dovessero andare come preventivato......

  • 16. Bocciu

    solo tu e qualche altro ....pensano che quella non è stata una bravata.

    Ho letto le 150 pagine d'interrogatorio e lo ha ammesso Lui.

    Informarsi bene prima di opinare.

    Ora nemmeno io sono portato a crocifiggerlo proprio perchè anche io ne ho fatte tante, magari non avevo la responsabilità di 4200 persone sulle spalle, che è tanto, tanto che forse io quella cazzata non l'avrei fatta... Per dire che io non lo avrei nemmeno arrestato e proseguito fino al processo per poi farlgi scontare la pena a processo concluso. Ma per carità non diciamo tutto e il contrario di tutto...ormai l'Italia è così. SE unjo platelamente davantyi a cento persone spara di proposito a una persona e l'ammazza ci sarà il 30 % che dirà che si stava soffiando il naso ed è partito un colpo. Forse grande colpa ce l'ha questo governo degli ultimi 20 anni che ha portato in parlamento la Figlia di MUbarak.

  • 17. Riflessioni

    Credo che rischiare sia un modo per mettere alla prova i propri limiti...è un modo per conoscersi...quindi tipico della età giovanile...la codardia invece porta ad aggirare gli ostacoli o a scegliere sempre strade sicure..in questo modo non si rischia nulla è vero, ma si arriva a 50 anni, come Schettino, con tanta energia addosso e tanta volglia di sapere di che pasta si è fatti....e allora ecco la bravata ...ma attenzione, non dimentichiamo la codardia delle origini...e allora non si rischia in proprio, ma si mettono a repentaglio gli altri (sassi dal cavalcavia, navi da crocera contro gli scogli).... quando poi si superano certi limiti concordo con il fatto che ci sia una volontà inconscia di uccidersi, ma quella è presente anche in chi attraversa distrattamente la strada come se passasse nel corridoio di casa propria senza guardarsi attorno e viene investito

  • 18. BUONSENSO

    Non e' questione di richiare tutti abbiamo rischiato qualcosa in varie situazione un'altro fatto e' avere la gestione di un mezzo di trasporto come una nave da crociera e fare quallo che nessun umano con un minimo di intelligenza avrebbe fatto per dimostrare poi cosa........!!!
    Non scherziamo con la pelle degli altri la prossima volta potrebbe essere la nostra se non esiste buon senso nel fare certe azioni ,
    le persone contano di piu' dei soldi e delle cose percio' non si doveva affidare questo mezzo nautico a gente incompetente e poco responsabile del loro lavoro ma sopratutto non ha considerato il fattore delle vite umane di 4000 persone .
    Troppo tardi per rammaricarsi delle persone morte , scomparse e ferite ma sopratutto offensivo l'atteggiamento dello staff comando che ha dimostrato la loro vigliaccaggine nel momento di dare aiuto alla gente in pericolo di vita.
    NOT COMMENT

    GIANNI SCANAVACCA

  • 19. Dico solo due cose.

    Punto numero primo il mestiere del pilota è rischioso ed è pagato per quello, per rischiare la vita su due ruote.

    Punto numero due un capitano di una nave da crociera è pagato per salvaguardare la vita dei suoi passeggeri.
    A lui la responsabilità di 4000 persone e 800 milioni di euro di nave.
    Per quanto riguarda la strada io vorrei ricordare ai molti incoscienti che transitano in moto che mettono a rischio la loro vita e quella di chi gli stà attorno.
    Da possessore di Hypermotard e quindi una moto da "asini" ,come si dice dalle mie parti,consiglio a tutti di usare giudizio e prudenza,in strada come in mare e di non essere mai abbastanza prudenti perchè che di una moto o di una barca si tratti la vita è preziosa e và preservata!

  • 20. Come sempre in italia....

    .....i processi li fanno i giornalisti, la televisione e tutte le sedi NON idonee a fare processi!! Capire cosa abbia fatto, o provato a fare, è un compito che spetta alle autorità preposte a farlo e non ai giornalisti! Detto questo, ognuno di noi ha preso dei rischi piu o meno grandi, ma la differenza è il ruolo che abbiamo: se io vado in ufficio un pò stanco e con la sonnolenza non succede nulla; se la stessa cosa la fà un medico cardio-chirurgo, alle prese con un trapianto, l'effetto potrebbe essere parecchio differente!! Il paragone tra le nostre "imprese" di gioventù e la concordia mi pare un pochino esagerato.

  • 21. Però

    la bravata è la stessa...alessio

  • 22. nico, non cedere al lato oscuro della forza

    Nico, ho 44 anni e ti seguo da quando ne ho 14, ho anche un sipatico tuo disegno che se vuoi ti mando (scannerizzato perchè l'originale me lo tengo) che mi hai mandato dopo che ti scrissi una lettera nel 1082....

    per favore, non cedere a questo melodramma giornalistico per veicolare i tuoi giusti messaggi.

    premesso che tu e anche la mia generazione ce la siamo goduta in un mondo che purroppo non c'è più e non tornerà più, sei troppo autorevole e bravo per aver bisogno di questo dramma nazional popolare per veicolare il tuo messaggio.

    non rovinare la tua carriera diventando uno dei tanti senza talento e senza argomenti.

    affettuosamente e con grandissima stima.

    lordguzzi

  • 23. lordguzzi0

    Scusami ...mi sento di controbattere il tuo post...
    direi che il fatto della concordia puo' sembrare O.T. nel forum ma credo che Nico abbia voluto lanciare uno spunto di riflessione non per veicolare ma tutt'altro per fermarci un attimo a riflettere , non sul caos di giornalisti o dei turisti dell'horror..e del momento mediatico..ma sul senso dicerte azioni che Gli uomini , compresi noi Motociclisti, compiono con superficialita'.
    Visto che tutti piu' o meno la cazzata l'abbiamo fatta...trovo l'articolo di Cereghini limpido e attinente.
    nessuna polemica intendimi.
    Ciao

  • 24. Difficile......

    ed azzardato confrontare le cose fatte da un ragazzino e quelle di un capitano scellerato.

    A parte questo, la seconda parte del post 16 di Piega è veramente carino.

    Ciaoooo

  • 25. piega

    Mi sembrano molti i"qualche altro"che la pensano come me,stavolta.Ogni sfacettatura di ciò che è successo,sarà estrapolata da migliaia di pagine,testimonianze,prove,studi ed altro.Le 150?!pagine che hai letto sono una minima parte iniziale del tutto,in un momento in cui si annaspa ancora su troppo.Intendevo comunque dire solo che non mi sembra proprio il caso di fare similitudini feroci(almeno non ancora,il tempo è il miglior medico).Sull'ultimo concetto,d'accordissimo:forse iniziamo ad intenderci meglio.Saluti

  • 26. E' vero che...

    ... sfidare la sorte spesso fa parte del nostro dna.
    Quasi tutti da ragazzi, chi più chi meno ha azzardato le proprie "sfide".
    Spesso va bene. A volte finisce male. Ma fa parte del "gioco".

    Però è anche vero che una bravata o una sfida o comunque una cazzata (in moto o con qualsiasi altro mezzo/cosa) la si fa e tendenzialmente si pensa che in fondo se va male coinvolgiamo solo noi stessi (anche se a volte non va proprio così...)

    Un pistola che azzarda una bravata con 4000 vite che si affidano alle sue "capacità" non può essere paragonato a quanto sopra. E' vero. E' stata una bravata, una leggerezza se vogliamo.
    Però certe leggerezze non te le puoi permettere quando hai in mano la vita di così tante persone. Ma anche se fosse una sola persona che dipende da te, non puoi permettertelo.

    E' vero, da giovani ci si sente invincibili. Ma qui è un'altra storia. Non paragoniamo l'incoscienza giovanile alla demenza totale.

  • 27. scadente...

    Parlare di Concordia anche su moto.it.....mmmmmma, senteziare "ormai è certo!!!!"....mmmma......
    tutto molto scadente.....mooooooooooooolto scadente....

  • 28. Ottavio

    nessuno lo sta assolvendo mi sembra...

  • 29. Nico questa volta non mi sei piaciuto

    Nico, tutto vero...da giovani a tutti sarà capitato di fare qualche bravata magari (ripensandoci poi) rischiando molto, ma personalemente detesto la frase "erano altri tempi" che anche tu come tanti altri usano quando parlano ai loro figli e nipoti.
    Non voglio fare lo psicologo ma è risaputo che i tempi da sempre son sempre gli stessi. Quando si è "sbarbati" si ha voglia di osare, fa parte della natura, è una caratteristica dell'adolescenza...poi (quasi sempre) passa. Parlare come te in un certo senso significa sostenere "io ho fatto bene, perchè erano altri tempi...tu invece no". Non è corretto, perchè è sbagliato sempre.
    Come non trovo affatto calzante l'accostamento alla vicenda della Concordia; Ad un capitano di una tale imbarcazione, che trasporta 4mila persone, gli è richiesto avere una formazione e una deontologia tali per cui non è possibile che si metta a giocare.

  • 30. @ lordguzzi01

    Forse ti sei sbagliato nel fare i conti della tua età, se nel 1082 Nico ti ha dato un disegno, almeno devi avere più di 930 anni. :-)

  • 31. schettino uno di noi

    ha solo piegato un po' troppo

  • 32. Caro Nico Cereghini ma ti rendi conto di cosa para

    Questo articolo è davvero insulso. Paragonare le bravate dei ragazzi con l'incidente di una nave guidata da uno come te e come te un professionista.
    Parla della ducati che è meglio e lascia stare certi paragone che ai ragazzi possono anche essere di cattivo esempio.
    Una bravata in moto, in auto con una nave crociera???????????
    Oh my God!

  • 33. Sfide molto diverse Nico

    dici giusto nico, combinare disastri quando si è ragazzini o adolescenti si può anche comprendere più o meno ci siamo passati tutti, si può comprendere anche la bravata in età più adulta ma solo se ricade esclusivamente sulla propria pelle, ma la manovra insensata di questo mezzo comandante di 52 anni con una nave da crocera con 4230 passeggeri non riesco proprio a comprenderla. Anche io vado per mare e conosco l'argentario, anche un comandante può sbagliare ma passare a 16 nodi a meno di 100 metri dalla costa con quella nave è da folli, abbandonare i passeggeri in emergenza è da veri vigliacchi, mentire ai passeggeri e non dare immediatamente l'allarme è da delinquenti, penso a quelle morti assurde provocate da una caxxta di un guappo di cartone. Ciao

  • 34. Le 150 pagine

    sono le sue confessioni davanti ai giudici , di ammissione d'errore...il resto sono particolari.
    Il comandante ha le massime responsabilità, ma proprio per questo, per il diritto di navigazione anche le massime colpe.

  • 35. No Nico.....

    Ciao Nico,

    Non voglio fare l'esperto ma in cuor mio mi sento molto toccato dall'articolo..... premetto che non ho letto i commenti degli altri ma l'articolo mi lascia un po' di amaro in bocca.....

    Dal 1998 lavoro nel campo marittimo, sia a bordo che a terra, adoro le moto e ti ho sempre considerato un gran opinionista , tester, giornalista e tutto quanto rotea attorno al mondo delle moto, ma ti prego di non fare paragoni di bravate sui motorini o sulle moto in prova con l'errore umano di una persona che per un concatenarsi di cause ancora da chiarire ha provocato una tragedia immane.......

    Per noi che lavoriamo nel campo, per il rispetto delle vittime, per i famigliari e per tutti quelli che in questo incidente sono in qualche modo coinvolti, lasciate almeno un posto nel quale non si veda la nave agonizzante o perlomeno non si possa tornare a pensare a quella maledetta sera del 13 Gennaio.
    Scusate se non mi interessano gli altri commenti ma almeno quando sono su moto.it vorrei solo pensare alla mia passione terrestre.

    Ruggiero

  • 36. ...Guardian Angel...

    ...è una canzone di John McLaughin...suonata con Al Di Meola e Paco De Lucia...solo chitarre acustiche/classiche...
    ...è quello che mi viene in mente parlando del rischio...
    ...oggi ho 49 anni...una Famiglia ed un Lavoro Appaganti...
    ...non troppi ma, abbastanza mezzi per realizzare quello che desidero...
    ...ma a 16/20 anni non era così...
    ...l'inquietudine e il desiderio di scoprire...la stupidità...
    ...cazzate ne ho fatte tante...un'enormità...
    ...ma sempre per la voglia di sfidare SOLO la mia VITA...
    ...ero giovane ed immaturo...ma il Rispetto per gli Altri già lo conoscevo...
    ...cmq...credo che in tutte le occasioni in cui ho stupidamente messo a rischio la mia Vita, il mio Angelo Custode ci abbia messo una pezza...
    ...in ogni caso...mai essere vigliacchi e fuggire...
    ...quello che si cerca...SI AFFRONTA IN PIEDI...!!!
    ...ciao a tutti...

  • 37. ma dove siamo

    Grande rispetto per Nico ma anche te cadi in questi reality....per favore!! Occupati di problemi di sicurezza per i motociclisti,ecc......non è il tuo mestiere non hai bisogno di pubblicità,
    Pensaci prima di sognare
    ciao

  • 38. ..."scusate"

    ...guardate che questo e' Moto.it, non Nave.it.....

  • 39. interpretare l'articolo ....senza polemiche

    guardate un po' piu' in la' del vs naso...

  • 40. ma.....

    benvenuti su Nave.it... haha!

  • 41.

    Ciao Nico leggo sempre i tuoi articoli, mi piacciono molto. Anche io ho già rischiato sia in moto che in macchina ma le cazzate le ho fatte di notte, su strade di montagna dove non incontri un'anima, e ovviamente da solo ,che anche se faccio un'incidente sono cavoli miei e se ci lascio la pelle ce la lascio io. Lui invece per una sua bravata ha messo a rischio 4000 persone e ci hanno già lasciato le piume 17 persone, senza contare i dispersi che ci sono e il danno ambientale che ha provocato.

  • 42. grande Ruggiero5615

    ben detto

    leggete le risposte n. 36 ma anche la 32
    le appoggio in pieno, la moto è la MOTO
    o la odi o la ami
    se vai su Moto.it e ti leggi articoli di MOTO vuol dire che la ami
    saluti

    ps mi aspetto che Moto.it rifletta e tolga a breve questo articolo così come fece lo scorso anno sui commenti alla Ducati di m...... famosa

  • 43. Ho capito che bisognava in

    qualche modo mensionare l'accaduto, ha colpito tutti noi, ma fare paragoni è proprio da imbecille. Cosa c'entra l'incoscienza che si può avere da giovani con un disastro di tale portata?

  • 44. Sfide o caxxate?

    Per me vi è una sfida in ogni cosa che facciamo, almeno con la moto capita spesso di sfidare almeno se stessi per migliorare ed andare avanti in ogni cosa, bisogna vedere però qual'è il prezzo da pagare, accelerare per andare più forte e provare ogni volta velocità magiori, non è come giocare alla roulette russa.
    Oltre le sfide ci sono poi le caxxate, dove si rischia oltre ogni misura, quante volte con la moto mi è capitato? 100-1000, boh di sicuro tante volte, vuoi per inesperienza o per imprudenza altrui, quando ancora non avevo capito che devo stare molto attento a quello che fanno gli altri, ma partire in maniera determinata per una sfida dove so per certo che i rischi sono molto alti e vanno ben oltre quella che è la possibilità di controllare il mezzo, non è una sfida e neanche una caxxata, ma pazzia.
    Per quanto riguarda la Nave costa, posso affermare con la massima certezza che il discorso della sfida è una balla, una nave lunga 300m. e larga 36 m. non potrebbe mai passare in uno spazio di 60 m. al massimo da ogni lato, solo pensare di farlo è una follia pura e sarebbe fisicamente impossibile pensare di poter governare in quelle condizioni.
    Una nave di quelle dimensioni non ha nessuna possibilità di manovra in spazi ristretti, se spegne i motori, prima di fermarsi va avanti per 5-6 km. senza problemi, con quelle dimensioni per spostarne la direzione di solo 10 m. basta un seplice colpo di vento o una variazione del mare e sarebbe l'equivalente di spostare una moto di 20-30 cm. dalla traiettoria, come ci capità in una frenata brusca ad esempio, ma nemmeno ce ne accorgiamo.
    La storia della sfida è solo una balla, al netto dell'interessantissimo spunto che può aver dato per questa discussione.

  • 45. Ringrazio per l'articolo

    La ringrazio Signor Cereghini dell'articolo...non si vive di sole moto...ma non facciamo i bambini...questo sito è stato preso per un giardino d'infanzia, ma non lo è...e se certe volte si riflette su qualcosa di altro che non siano i motori mi sembra più che lecito...peraltro l'articolo è pertinente più di quanto molto forumisti abbiano inteso....ma ci vuole la sensibilità giusta per capirlo.

  • 46. Uso improprio del mezzo

    Queste disgrazie avvengono per un uso improprio del mezzo, come quando in moto cerchi il limite, come quando con l'ultraleggero saluti gli amici e fai il fenomeno. I mezzi odierni sono sicuri al 95% forse più, a nessun pilota viene in mente di passare sopra la casa della mamma con un jumbo di linea. Nel caso della nave, bisogna considerare che tali pratiche servono per dare un tocco di vivacità a una crociera spenta.
    A chi viene in mente di fare una crociera in Gennaio nel Mediterraneo con 5 10 gradi di temperatura? Solo al sottoproletariato, altimenti fai una crociera nelle Antille e gli "inchini" servono a ravvivare un evento di per se un pò squallido.

  • 47. Uso improprio del mezzo

    Queste disgrazie avvengono per un uso improprio del mezzo, come quando in moto cerchi il limite, come quando con l'ultraleggero saluti gli amici e fai il fenomeno. I mezzi odierni sono sicuri al 95% forse più, a nessun pilota viene in mente di passare sopra la casa della mamma con un jumbo di linea. Nel caso della nave, bisogna considerare che tali pratiche servono per dare un tocco di vivacità a una crociera spenta.
    A chi viene in mente di fare una crociera in Gennaio nel Mediterraneo con 5 10 gradi di temperatura? Solo al sottoproletariato, altimenti fai una crociera nelle Antille e gli "inchini" servono a ravvivare un evento di per se un pò squallido.

  • 48. ....manco pochi!

    Quanti rischi, e quanti pensieri rivolti al passato. Pensieri che ti fanno sorridere e nel contempo rabbrividire, perchè spesso ci sono andato vicino, molto vicino.

    Da ragazzino si fa tutto in maniera spensierata, è il periodo più bello della nostra vita e lo ricordo con parecchia nostalgia. Poi arriva l'adolescenza e li troppo spesso si fanno cose da imbecilli, poi inizi a diventare più grandicello, arriva la prima moto e vabbè.... A questo punto ci vuole più CULO che cervello. Io di Jolly me ne sono giocati parecchi, oggi a 29 anni mi ritengo MOOOOOLTO fortunato oltre che capace a guidare, perchè vabbè non ci vuole SOLO culo, anche testa e capacità.Insomma sono svariati fattori che si intersecano in maniera fondamentale. Per quanto riguarda la Concordia, inutile stare troppo a parlare, ogni tanto arriva uno SCHETTINO, e fa il casiNO. Ecco la differenza sta tutta qui, fino a che sei tu che metti a rischio la tua vita, ok, ma non puoi farlo quando hai altre persone che dipendono da te. E questo comincia da noi motociclisti quando portiamo una persona dietro di noi. Ho visto cose............. a volte finite bene, altre malissimo, e non è accettabile. OCCHIO E TESTA Bikers!!

  • 49.

    Caro Cereghini, tu che ne sai come sono andate le cose realmente, se fossi piu saggio e professionale eviteresti di giudicare gli altri sui rischi e sulle cazzate che hanno fatto. Tu per primo non hai mai rischiato, anzi per dirla tutta eri una vera schiappa e i risultati delle tue gare si vedono ancora oggi su wiki alla tua pagina , per una italianità ti trovi a fare il commentatore sportivo (di parte) come il tuo collega G.M., come per lo stesso motivo Zerbo si trova a vincere le gare minori da una vita, probabilmente perche è nato laggiú. Probabilmente quando il Dottore lascerà sarà la fine pure per voi, al grande pubblico della motogp, quelli che parlano di moto tra una partita di calcio e un altra, E rimarremo noi che abbiamo visto Kenni Roberts incoronare Freddy Spencer..
    Tanti Anni fa...

 
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