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Nico Cereghini: "Ecco la Paton Replica" 

La Paton ha festeggiato i 50 anni da un po', nel 2008. Un pomeriggio di sole, qualche nostalgia, prendo la mia moto e vado là. Per riempirmi gli occhi e ripassare mezzo secolo di motociclismo... | N. Cereghini

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Roberto Pattoni è il figlio del grande Giuseppe, il costruttore milanese delle Paton. A sua volta padre di due nuovi Pattoncini di 22 e 18 anni, una femmina e un maschio. La famiglia comprende anche la sorella Luciana e mamma Romilda, classe 1925, che è ancora in bella forma. Da ragazzino, finita la scuola professionale, Robertino aveva cominciato a seguire il papà sulle piste di tutto il mondo; in tanti ce lo ricordiamo dolce e timido nella sua tuta verde. E adesso che il “Pep” dal ‘99 non c’è più e lui è cresciuto fino a passare i cinquanta, lo si può trovare ancora come allora in officina, a Settimo, appena fuori dalla tangenziale, mentre traffica sulle moto di sempre. Stessi occhi azzurri, stessi gesti, stesse carenature verdi come se il tempo si fosse fermato. Su cosa lavora Roberto? Se qualche amico arriva a chiedere un intervento su una vecchia Vincent 1000 o su una più fresca HD 250 lui non si tira indietro, ma il cuore della faccenda è la Paton 500 bicilindrica da GP del ’68, per essere precisi la costruzione della BIC 500 8V RU. L’ultima sigla sta per “riedizione ufficiale”, insomma una replica d’autore.

Guardo questo bel motorone dai cilindri tondi e dalla testata spettacolare e mi dico che motori così belli non se ne fanno più. Pezzi da museo dell’arte


Un pomeriggio di sole, qualche nostalgia, prendo la mia moto e vado là. Per riempirmi gli occhi e ripassare mezzo secolo di motociclismo. La Paton ha festeggiato i 50 anni da un po’, nel 2008.

“Il progetto bicilindrico originale – snocciola Roberto per la centesima volta ma con lo stessa pazienza della prima - era nato nel ’64 o anche più in là: era una 250 che andò in pista con Zubani, e che fu terza al TT con Alberto Pagani. Poi divenne 350, poi credo intorno ai 400, poi finalmente 500, per la prima volta con le molle coperte. Ecco dove nasce la nostra replica, sulla base di quella usata da Bertarelli nel 1968 dopo il titolo italiano del ‘67 di Angelo Bergamonti”.

Nomi di piloti che per me (e per tanti) sono facce nitide sotto i caschi Cromwell, sorrisi felici, vittorie e podi; ma anche mani sporche d’olio, cadute e lutti. Io ho fatto in tempo a correre contro l’ultima Paton bicilindrica del ’75, che con il telaio Bimota, il primo nato per le corse, trovò una relativa giovinezza nelle mani di Ramon Toracca e Virginio Ferrari. Che battaglie! Le verdone del Pep avevano una bellissima guida e lottavano onorevolmente contro le nostre prime bicilindriche due tempi.

“La guida è ancora la più bella – afferma sicuro Roberto - e poi viene la facilità di gestione. Ventiquattro pezzi consegnati, la venticinquesima il prossimo aprile, e i nostri clienti, in una stagione di gare classiche, se la cavano da soli: cambio d’olio e via. C’è un inglese che in quattro anni di rievocazioni, uno che non spinge al massimo, non ha mai aperto il motore. Sono 72 cavalli alla ruota per il motore standard, ma siamo arrivati a 85 all’albero nelle versioni speciali”

Guardo questo bel motorone dai cilindri tondi e dalla testata spettacolare e mi dico che motori così belli non se ne fanno più. Pezzi da museo dell’arte. E’ un bicilindrico parallelo a 180 gradi, otto valvole con la distribuzione bialbero comandata dalla cascata di ingranaggi centrale; il Paton ha il basamento in magnesio e il cambio (estraibile) a sei marce, due carburatori Dell’Orto da 40, accensione elettronica. “Il controllo di trazione c’è?” chiedo per ridere, e Roberto mi fa notare che la gomma posteriore è da 3.00, è stretta, e davvero a giocare con i gas ci vuole una bella sensibilità. Costa 72.000 euro più tasse, la moto, con il suo telaietto classico e sottile, con i freni a tamburo Fontana replicati dal figlio di Menani, con la forcella Ceriani, da 35 come prescrive il regolamento.
         

Che battaglie! Le verdone del Pep avevano una bellissima guida e lottavano onorevolmente contro le nostre prime bicilindriche due tempi


Al TT vogliono i freni a disco (non flottanti però) per motivi di sicurezza, e all’sola di Man questa Paton si è conquistata un palmares eccezionale. E’ la moto più titolata tra le Classiche, seconda già nel 2006 con Steve Linsdell, poi prima dal 2007 al 2009 con Ryan Farquhar che da quelle parti è un mito, uno che corre su strada anche con le moderne SBK; e nel 2010 Oliver Linsdell, il figlio di Steve, ha stabilito un record a quasi 112 miglia di media, nelle prove; poi niente gara perché si è rotto le ossa in sella ad una Yamaha 600. Ma le gare vinte non si contano anche in Francia, in Belgio, in Italia dove Marco Dall’Aglio è il campione nazionale, naturalmente con la Paton. C’è una BIC 500 8V RU anche in Usa, ed una la puoi trovare in Australia.

A farle pezzo per pezzo sono in tre: con Roberto collabora da sempre Claudio Colombo, che di mestiere fa tutt’altro ma per vocazione è disegnatore e saldatore di telai; e poi Andrea Realini. Metto via la macchina fotografica e dico che tornerò presto, alla Paton. Mi è venuta la voglia di raccontare la storia intera, da quando il Pep lavorava al reparto corse della Mondial insieme a Lino Tonti, e poi Hailwood, Bergamonti, Gallina fino alla 500 quattro cilindri due tempi dell’83, la V4 che nel 2001 fu bandita dall’IRTA. Sempre che abbiate voglia di ascoltarla.

 

Nico Cereghini


26/01/2012

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Sono stati inseriti 22 COMMENTI. Commenta »

  • 1. racconta Nico questa bella storia!

    Ho frequentato per anni officina di via Carlo Torre a Milano
    Ho seguito sui giornali le avventure dell'ultima versione 500 4 2T.
    Bella storia di moto di corse di passione

  • 2. Gran "perla" di storia..

    Grazie Nico per questi pezzi di storia che riesci a tirar fuori raccontandoli
    con così tanta passione!
    Per me, un classe 1988, sono delle gran "perle" e spero che ne tirerai fuori ancora molte siccome è sempre un gran piacere leggerle riuscendo a percepire ogni singola emozione.

  • 3. mi ricordo

    se non sbaglio era il 97 io facevo il meccanico per un team nella gp 500 avevamo le yamaha ufficiali in gestione il team vero ufficiale era il team raney e mi ricordo in una gara al mugello di mondiale di questa paton 500 la stavano scaricando da un camion normale centinato con un asse da ponte aprezzai il coraggio, noi avevamo bilici ospitaliti come tutti gli altri purtroppo la domenica la moto fece solo qualche giro e noi meccanici la deridavamo un po pero oggi quel team è sparito da molto tempo mentre la paton ce ancora LA PASSIONE A VINTO SUL BISNES

  • 4. Nico , smettila di spacciare!

    eh si , per un "vecchietto" come me del 1950, che non ha mai fumato, mai bevuto , mai sniffato, leggere i tuoi articoli vintage è stata una siringata di quella mai sopita droga che si prova solo nel sentire la sinfonia di un motore acceso!!
    Sono Gianni da Padova, e nel 1970, ero con la mia Laverda 200 in giro alla 5 anelli di Milano dove ufficialmente avevo detto ai genitori che andavo ad iscrivermi al Politecnico. Li avevo passato un'intero pomeriggio a chiacchierare con un'altro barbuto che si chiamava Nico! Poi V7, Katana 1100 e giretti da privato in pista a Fiume (Rijeka).
    Poi cala il sipario per la nascita del figlio Luca nel' 85. Ma , la storia si ripete, il figlio diventa 23enne e arriva a casa in sella ad una Z750 e poi niente meno R1, con la quale ripercorre lo stesso asfalto verde di Grobnik , Rijeka, vecchio di 30 anni! Lo seguo a Misano, al Mugello a scrivere report su una piccola ma motivatissima squadra di Padova. E dappertutto chi re-incontro? sempre lo stesso ex barbuto che ora mostra delle belle rughe di esperienza e passione sulle gote ! Grazie Nico sei grande perchè hai lavorato di polso anche nel far scorrere con la penna le nostre emozioni mai sopite! Se permetti, un abbraccio!

  • 5. PATON 2007 AL CENTENARIO DEL TT

    Ho avuto la possibilita' di poter vedere la Paton 500 2T, e conoscere in quel momento il sig. Roberto Pattoni, tramite un mio amico (Mauro Borella)incontrato al TT del 2007 al paddok, se non ricordo male era l'unica moto 2 T che poteva correre con le altre moto 4T da super bike, un bellissimo ricordo e una grande emozione per la nostra bandiera (poi le de milan...), gianmario

  • 6. si

    Ho voglia di leggerla!

  • 7. CHE STORIA!!!!

    DAI NICO RACCONTACELA, A 58 ANNI HO RISENTITO NOMI CHE MI HANNO RIPORTATO ALLA MENTE TANTI RICORDI. QUINDI SE CE LA RACCONTERAI TE NE SARO? GRATO. GRAZIE NICO!!!!!!!

    PEPPE

  • 8. Paton

    Un bel fotografico racconto è quello che ci vuole,Paton lo merita.Come magari una bella bicilindrica 500cc da strada marcata Paton!

  • 9. E ce lo chiedi?

    Raccontaci tutto io sono giovane e non ho vissuto gli anni della Paton ma sbavo a sentire i racconti di queste case motociclistiche di nicchia che sono l'essenza del motociclismo puro!

  • 10. 1991 G.P. ITALIA al Mugello cl.500

    Buongiorno Nico,
    mi chiamo Daniele Continenza e ricordo in modo così forte la Paton 500 condotta in gara dal mio conterraneo Michele Valdo(sono abruzzese) e da quel 18 agosto 1991 non ho più smesso di seguire le avventure di questa moto costruita in uno scantinato da PADRE e FIGLIO.La gente sugli spalti la derideva(il pilota deve star attento a non romperla disse un tizio)e io la difendevo a spada tratta!Quando la Honda NSR di Doohan arrivava ai box era tutto un via vai di meccanici e computer attaccati a fili e cuffie alle orecchie e chi più ne ha più ne metta.Quando entrava ai box Valdo,due chiacchiere con il Pep,un imbuto e benzina e...via!Sarò anche un inguaribile romantico ma io per certe persone non posso che avere un eterno rispetto e tanta,tanta ammirazione! Aspetterò di leggere la tua storia e...grazie di tutto anche a te!

  • 11. Paton

    finalmente un paio di mesi fa' ne avevo fatto richiesta ..che si mettesse un articolo sulla paton...Grazie!!
    se ne parla pochissimo della Storia della Paton...
    ricordo un articolo e foto delle oto fino alla V4 su motociclismo del 2003

  • 12. vai Nico

    Racconta racconta..!! e' una storia bellissima !! piena di passione dovrebbero fare un film su questa storia!

  • 13. Bellissimo

    Vorrei saperne di piu' raccontate raccontate ..... GRAZIE

  • 14. Gran storia!!! ;-)

    Anche se non siamo tutti di quei tempi, la passione e il motociclismo di una volta sono palpabili tra le righe e il caro Nico mi sa che ha avuto un misto lacrime/gioia mentre scriveva e ricordava questo mondo di puro motociclismo vecchio stile dove un attimo prima avevi la chiave in mano e l'attimo dopo eri in sella a cercare di strappare il tempo!!
    Fantastico articolo complimenti Nico e grazie...mi ha solo dato fastidio leggere il nome Gallina ma non per lui ci mancherebbe, lo conosco di vista ma per il figlio con cui ho avuto a che fare e non solo io..
    Grande Nico e grandi tempi!!

  • 15. tanta roba!!!

    fin da bambino amavo seguire le corse e quella moto verde in fondo allo schieramento mi ha sempre affascinato. oggi a quasi 40 anni la passione è la stessa, più volte ho letto la storia del Pep, mi è rimasto nel cuore perche credo che pochi, pochissimi abbiamo avuto come lui la tenacia, la capacità e l'amore per le motociclette e per le corse . mi dispiace di non averlo mai conosciuto. ho sempre sognato di possedere una Paton una moto che non serve presentazioni.Spero quanto prima di potere comprare una. grande Pep e bravo Roberto.

  • 16. veramente "BEI TEMPI"

    Salve.Essendo ormai un" nonno bike", non posso dire altro che e' un vero piacere leggere tali servizi,a maggior ragione avendo vissuto quei tempi e conosciuto di persona i Pattoni.Ho anche un aneddoto accaduto durante delle prove private al circuito di Misano.Mentre quardavo molto attentamente i meccanici al lavoro con vicino il sig. Giuseppe si chiuse la serranda del box.Pre finire lo scorso anno sono andato ad Imola per la 200 Miglia storica,godendomi per 3 giorni uno spettacolo di altri tempi.

  • 17. Molto tempo fà...

    La favole (o belle storie che dir si voglia)iniziano sempre con un rimando al passato.Senza storia non c'è futuro...

    Racconta Nico,racconta!che da figlio degli anni 70" ne ho viste di (moto)belle e brutte,ma oggi faccio un pò fatica a riconoscermi nel nuovo che avanza.

    Ho passato notti a restaurare 2T,e 2V,mono e Bi,per pura passione e mi illudevo di capirne di moto!oggi leggo sigle abbreviative sui moderni sistemi di guida e gestione delle nuove che avanzano e mi sento perso.
    p.sAl Bike Expo mi son ritrovato... ;-) Juri BG

  • 18. PATON, verde come gli alpini.

    Sono un vecchio maresciallo degli alpini, mantengo un'autografo del Bep nella mia enciclopedia come una reliquia.
    Posso solo dirti che quando mi trovavo ai campi estivi durante il periodo delle gare, alla fine di ogni corsa vinta oppure nò, mettevo sugli attenti tutta la compagnia. CHE TEMPI.....CHE GARE....CHE RICORDI.
    Mauromoto.

  • 19. mitico patton

    anni fa quandi si poteva ancora nadare a vedere a correre le moto e i piloti (oggi corrono solo gli sponsor ) mi ricordo che sotto la pioggia in svezia nel mese di agosto ,perche anche in svezia si correva il mondiale un personaggio con giacca a vento e blugins a cavallo di una verdona sfidava i già supercolorati e supersponsorizzati piloti.......e allora si che si correva in moto e si andava forte con tutto perche dove non arrivava il motore dove non arrivava il telaio dove le gomme erano lisce perchè consumate arrivava lo spirito,arrivava la voglia di correre arrivava la PATTON verde..
    ciao a tutti
    Fabio

  • 20. Ricordi d'infanzia......

    Nico mi hai fatto balzare indietro di oltre 20 anni....ero solo un bambino (oggi 29 enne) quando quotidianemente frenquetavvo la Carrozzeria dove mio padre lavorava e nella quale l'allora "Team Paton" portava le moto a verniciare!!! ho dei bellissimi ricordi...tra cui il mio primo moto-mondiale dal vivo - Assen (fine anni '80) - proprio ospite del "Pep"...grandi emozioni e grande Nico........

  • 21. paton al TT

    ho visto una paton verde vincere nel 2001 il GP Manx Classic all'isola di Man davanti a un gruppetto di monocilindrici inglesi, ero a Greg-ny-baa e la staccata prima della curva è valsa il costo del viaggio...
    vittorio

  • 22. DAJE NICO

    quante volte te l'ho scritto di raccontarci la storia e gli aneddoti del motociclismo!
    lo vedi quanta gente appassionata smuovi?
    addirittura i giovanotti!

    che aspetti raccontaci gli anni eroici, quelli dove era il coraggio a far da padrone già solo nell'abbigliamento, quando carne e ferro erano tutt'uno, quando gli uomini avevano le stesse voci borbottanti e passionali dei motori, e si parlava una sola lingua e tutti si capivano....

    non vedo l'ora di leggerle queste storie!

 
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