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Anticipazioni

Ducati Panigale 1299 R Final Edition: tributo al bicilindrico

- Una fantastica sintesi fra Superleggera e 1199R per dare l'addio alla stirpe bicilindrica Ducati
Ducati Panigale 1299 R Final Edition: tributo al bicilindrico

Sembra proprio che Ducati sia avviata ad abbandonare il bicilindrico nella declinazione supersportiva: l'imminente arrivo del motore V4 manderà infatti in pensione, dopo trent'anni esatti, il glorioso motore a V di 90°, nato ad L e ruotato all'indietro con l'arrivo del Superquadro del 2012. Una fine che merita un giusto tributo, che non poteva essere se non la massima espressione di questo propulsore con una versione speciale, in serie limitata, della 1299 Panigale.

Il debutto si è svolto stasera a Pebble Beach, nei pressi del circuito di Laguna Seca, in occasione del Gran Premio degli USA Superbike (sabato mattina prestissimo per chi legge), con il disvelo della 1299 Panigale R Final Edition, una meravigliosa sintesi delle due anime della bicilindrica ipersportiva della Casa di Borgo Panigale. Da un lato, la ciclistica iperspecializzata della Panigale R, rimasta fedele al regolamento SBK e quindi vincolata alla cilindrata di 1200cc, dall'altro, il motore della 1299 Superleggera, omologato Euro-4, seppur leggermente meno sofisticato e leggero.

Una meravigliosa sintesi che dà origine a numeri da capogiro: 209 cavalli ad 11.000 giri/minuto, 14,5kgm a 9.000 giri/minuto, 179kg senza benzina. E naturalmente, da capogiro anche il prezzo: 39.900 euro, per una moto in arrivo a fine luglio dai concessionari dietro ordinazione.

"Sono davvero orgoglioso di presentare questa nuova versione della nostra Panigale" ha detto Claudio Domenicali durante la presentazione. "Forse nessuna altra Casa motociclistica ha legato il proprio nome in modo così diretto con un motore, come ha fatto Ducati con il bicilindrico sportivo. Oggi siamo qui a celebrarne la storia, trovandoci alla vigilia dell’apertura di un nuovo capitolo nel quale il nostro sistema desmodromico verrà utilizzato su una nuova generazione di motori V4 derivati dal knowhow sviluppato in MotoGP, un terreno nel quale il nostro motore ha dimostrato prestazioni fuori dal comune. Ma questo è il futuro, oggi vogliamo rendere omaggio al bicilindrico che, con le sue doti di coppia e le sue dimensioni compatte, ha permesso a Ducati di vincere in SBK in tutti gli anni in cui ha partecipato. È il motore che ha scritto la storia del Mondiale Superbike. Dalla prima vittoria di Marco Lucchinelli, il 3 aprile 1988 con la 851 a Donington Park, nella gara inaugurale del mondiale delle derivate dalla serie, fino alle gare vinte da Chaz Davies e Marco Melandri in sella alla Panigale R quest'anno, costruendo un palmares fatto di 333 vittorie, 17 Titoli Costruttori e 14 Titoli Piloti".

Motore

I valori di potenza e coppia massime vengono ottenuti con un propulsore molto vicino a quello impiegato nella Superleggera, anch'esso omologato Euro-4. Albero motore alleggerito con perno di biella maggiorato e pastiglie di equilibratura in tungsteno, bielle e valvole in titanio, pistoni da 116mm a due segmenti (una tenuta e un raschiaolio) ricordano infatti molto da vicino l'ammiraglia Ducati, mentre una prima differenza emerge nelle canne cilindri in acciaio invece che in alluminio.

Le valvole di aspirazione e scarico misurano rispettivamente 48 e 39,5mm (contro i 46,8 mm e i 38,2 della 1299 standard), con condotti naturalmente accordati alle nuove "capacità respiratorie" del motore e alla nuova distribuzione, caratterizzata da nuovi alberi a camme evoluti nei profili e con una maggiore alzata delle valvole. La frizione è naturalmente dotata di servoassistenza ed antisaltellamento, con una nuova campana forgiata in alluminio, e il sistema d'aspirazione è dotato di un filtro aria dalle migliori prestazioni e cornetti d'aspirazione a lunghezza differenziata.

Lo scarico a passaggio alto come le Panigale Superbike (e la Superleggera)

Lo scarico è interamente in titanio Akrapovič con doppio silenziatore alto (omologato Euro 4), come sulla Panigale ufficiale schierata nel Mondiale SBK. Insomma, se il motore vi ricorda quello della Superleggera non siete fuori strada.

Ciclistica

Come detto in apertura, se per la parte motoristica la Final Edition attinge a piene mani dall'esperienza Superleggera, sul piano ciclistico questa Fe è molto vicina, se non identica, alla Panigale R da 1199cc. Il telaio è infatti il "normale" monoscocca fuso in alluminio che funge anche da airbox, mentre il comparto sospensioni conta su unità meccaniche: una spettacolare forcella Öhlins NIX 30 con steli rovesciati da 43 mm trattati TiN, completamente regolabile, e di monoammortizzatore Öhlins TTX36 completamente regolabile con pregiatissima molla in titanio. Anche l'ammortizzatore di sterzo è ovviamente messo a disposizione dalla Casa svedese.

L'impianto frenante può vantare le pinze monoblocco Brembo M50 con pistoncini da 30mm e dischi da 330, naturalmente gestite da ABS cornering Bosch 9.1MP.

Elettronica

L'elettronica resta praticamente quella (spettacolare) della 1299 di serie, con controllo di trazione ed anti-impennata Ducati Traction Control e Ducati Wheelie Control entrambi in versione EVO, gestione del freno motore Engine Brake Control, e naturalmente il quickshifter DQS attivo sia in innesto che in scalata, oltre al già citato ABS Cornering. Manca purtroppo lo slide control introdotto sulla Superleggera, del resto dipendente dalla sofisticatissima (e costosissima) IMU a sei assi di cui è dotata appunto soltanto l'ammiraglia.

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Commenti

  • Andrea.Turconi, Rho (MI)

    Comunque è sempre la stessa discussione quando si parla di Ducati .... mi spiace ma dopo certi commenti è proprio vero che la moto italiana logora chi non ce l' ha.
  • Giulio211R, Bassano del Grappa (VI)

    Detto questo a mio avviso l'unica differenza che può esistere è il peso.

    Zero elettronica. O minima insomma.

    Pari cilindrata per tutti.

    5/10kg di differenza a seconda dei cilindri.

    Poi vediamo.

    Anzi abbiamo già visto.

    MOTOMONDIALE 500....TUTTI V4 per vincere.

    Ma chissà perché
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